“Resterò qui per parecchio tempo, vi conviene abituarvi”. È così che a Montreal Lewis Hamilton ha messo a tacere i rumors sul suo futuro, molti dei quali parlavano di un suo possibile addio alla F1 alla fine della stagione. Così non sarà, almeno stando alle parole del sette volte campione del mondo che, nel corso della conferenza stampa che ha aperto il fine settimana canadese, ha voluto sottolineare senza mezzi termini come sia ancora “sotto contratto”.
Sin dal suo arrivo a Maranello si è parlato di un accordo pluriennale, di tipo 2+1 con clausola a suo favore, ciò significa che la decisione di continuare o meno con la Ferrari anche nel 2027 sarebbe tutta nelle sue mani. “Ho ancora un contratto, per cui è tutto chiaro al 100% per quanto mi concerne. Sono concentrato, motivato e continuo ad amare quello che faccio con tutto il cuore. Penso che resterò qui per parecchio tempo, per cui vi conviene abituarvi”, ha spiegato Sir Lewis con un messaggio piuttosto diretto.
“Ci sono tante persone che stanno cercando di farmi ritirare, ma è qualcosa che non è nemmeno lontanamente nei miei pensieri”, ha poi aggiunto. “Sto già pensando a quello che mi aspetta e sto programmando i prossimi cinque anni. Cercherò di restare qui ancora per un bel po’ di tempo”.
Cinque stagioni, un arco temporale abbastanza ampio per un pilota che di anni ne ha già 41. Eppure, dietro le parole del sette volte campione del mondo potrebbe esserci altro. Sir Lewis è un abile comunicatore, ha esperienza e sa benissimo come e quando parlare per riportare a sé tutta l’attenzione. Lo aveva fatto lo scorso anno - guarda caso nel momento più complicato della sua stagione - con la questione dossier, cose che in realtà fanno tutti piloti, lo ha fatto stavolta parlando di futuro.
Difficile immaginarlo in F1 per così tanto tempo, soprattutto alla luce di risultati che non sono poi così brillanti soprattutto se confrontati con quelli di Leclerc. Hamilton lo sa benissimo e non è un caso che, quando gli viene chiesto di spiegare cosa significhi per lui il successo, la risposta è tanto profonda quanto vaga: “Credo che possa essere percepito in molti modi diversi. Penso che significhi svegliarsi ogni giorno e riprovare, dandosi da fare e cercando sempre di essere migliori di come si era prima. Evolversi dalla persona in cui ci si sente a proprio agio in quella che si vuole essere, superare le avversità, dimostrare alle persone che cercano di ostacolarti o di buttarti giù quanto si sbagliano. Credo che, ovviamente, dall’esterno i risultati siano ciò che la gente chiama successo, ma per me, interiormente, si tratta solo di progresso”.
In F1, però, il successo lo decretano i risultati e il cronometro, che in questo momento non sono troppo dalla sua parte. Forse, il suo è semplicemente un modo per ricordare a tutti che il suo futuro lo decide soltanto lui, Ferrari compresa. Anche perché, se Sir Lewis dovesse scegliere di restare oltre il 2027, per la Scuderia si aprirebbe una questione tutt’altro che banale. Tra i piloti attualmente sotto contratto c’è anche Oliver Bearman, che alla sua seconda stagione in F1 sta dimostrando gara dopo gara di meritare una chance nella squadra dei suoi sogni. E lo stesso Bearman non ha nascosto che l’ambizione per il suo futuro sia soltanto quella.
Il problema è che di Ferrari ce ne sono soltanto due e, considerato che Leclerc sembra vicino a rinnovare nuovamente il proprio contratto, per salire c’è bisogno che qualcuno gli faccia spazio. Quel qualcuno potrebbe essere Hamilton, soprattutto se i risultati tanto auspicati non dovessero arrivare.
A Maranello su Ollie hanno investito tanto fin dalla F3, lo hanno messo al volante di una Ferrari da rookie, quando nel 2024 a Jeddah Carlos Sainz rinunciò al weekend per operarsi all’appendicite, e ne hanno appoggiato il passaggio definitivo in F1 nonostante le fatiche fatte nel corso dell’ultimo anno in F2, dovute soprattutto ai problemi del team Prema.
Lui ha risposto con una grande stagione d’esordio con la Haas, poi con una Top10 dopo l’altra quest’anno. Per ora non c’è fretta, ma regalare un talento così a qualche altra squadra sarebbe clamoroso, tipo Piastri-Alpine nel 2023. È anche per questo che immaginare Hamilton in Ferrari ancora così a lungo non sembra poi così scontato.