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27 marzo 2021

Ok, ma dove sarebbe Marc Marquez nella notte dei record in Qatar?

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

27 marzo 2021

Pecco Bagnaia ha abbattuto ogni limite e superato ogni aspettativa, primo ed unico a scendere sotto il muro dell’1’53. Johann Zarco, nel frattempo, è passato a 362,4 Km/h in fondo al rettilineo. Marc Marquez segue mestamente da casa, ma non possiamo che chiederci cosa avrebbe potuto fare nella giornata dei record per la MotoGP in Qatar
Ok, ma dove sarebbe Marc Marquez nella notte dei record in Qatar?

Pecco Bagnaia è stato spettacolare. Per il risultato, per come l’ha raggiunto e perché nessuno l’ha visto arrivare. Lo è stato anche per i meccanici delle altre squadre, che sono usciti dal box per applaudirlo. Qualunque appassionato si leva il cappello, e chi lavora nel paddock ha tanta passione. Anche perché non partiva favorito Pecco, che tuttavia in conferenza stampa ha dichiarato di aver capito che poteva scendere sotto il '53 già dal venerdì. Ci si aspettava Jack Miller forse, velocissimo il venerdì, o Fabio Quartararo, che anche quando le cose non vanno per il meglio riesce spesso ad imporsi sul giro secco. Invece Pecco ha trovato un giro perfetto, unico pilota a scendere sotto il muro dell’1.53 con un tempo che non ammette repliche: il suo 1’52.772 non gli vale soltanto la pole position, è anche il giro più veloce mai fatto da un essere umano in moto a Losail.

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Il record precedente, siglato da Marc Marquez durante le FP2 del 2019, era di 1’53.380, sei decimi più lento. Con quel record, oggi Marc sarebbe partito nono alle spalle di Aleix Espargarò. La verità è che quel tempo Marc non lo avrebbe fatto. Le lunghe giornate di test in Qatar hanno aiutato i piloti nella messa a punto, e non è un caso che Johann Zarco abbia abbattuto il record di velocità massima mai fatto registrare da una MotoGP volando a 362,4 Km/h in fondo al rettilineo. Ed è vero anche che la Honda senza il suo domatore sembra più mansueta, ma non abbastanza da esprimersi al meglio: la prima, quella di Taka Nakagami, è undicesima a quasi un secondo dalla pole, quella di Espargarò segue a fatica. Troppe cadute per lo spagnolo, e le solite incertezza per il giapponese passato dalla tagliola della Q1.

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Con lunghi test a disposizione e condizioni della pista così favorevoli (nonostante qualche folata di sabbia), Marc avrebbe potuto dare spettacolo. Forse i suoi medici hanno fatto bene a tenerlo fermo: battere Pecco oggi era impossibile, ed anche Quartararo non si è certo risparmiato. Marc Marquez non corre per fare quinto, ottavo o dodicesimo come il suo compagno di squadra. Corre per vincere. E contro questi ragazzi, oggi più che mai, avrebbe avuto tutto da dimostrare. Ma è il valore aggiunto di un fuoriclasse il suo, che a prescindere dal tifo fa grande uno sport.

La stagione è appena cominciata, ma a noi Marc manca già un po'. Certo, di spettacolo sembra che ne vedremo comunque tanto.

 

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