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1 ottobre 2021

Paolo Simoncelli e i problemi grandi che vanno risolti “quando sono piccoli”

1 ottobre 2021

Intervistato da Sky, Paolo Simoncelli è tornato a parlare di sicurezza in pista sia nel motomondiale che nelle così dette categorie minori del motociclismo. E ha fissato tre punti: educazione e punizioni, riduzione dei numeri e consapevolezza del pericolo
Paolo Simoncelli e i problemi grandi che vanno risolti “quando sono piccoli”

Cosa significa perdere un figlio in gara possiamo solo immaginarlo. Paolo Simoncelli, invece, lo sa. Ecco perché, probabilmente, la sue parole valgono più di mille altre in tema di sicurezza: è un padre che ha dovuto dire addio a suo figlio ed è un uomo di motorsport che con la squadra corse che porta proprio il nome di suo figlio sta aiutando a crescere le nuove leve del motociclismo. Oggi, parlando ai microfoni di Sky, Paolo è andato giù diretto e senza troppi preamboli: è una questione di educazione e di giuste punizioni non date quando ancora servirebbero a qualcosa. Il tema, ovviamente, era quello della sicurezza in pista, dopo la tragedia di Dean Berta Vinales e dopo che, in questi giorni, s’è tornato a parlare di come evitare che fatti così accadano ancora con questa frequenza, soprattutto nelle categorie così dette minori.

Inutile, o quantomeno improduttivo - sembra essere l’estrema sintesi delle parole di Paolo Simoncelli - pensare di porre un freno a comportamenti che sono già acquisiti quando i piloti, per quanto giovanissimi, hanno già anni di motorsport alle spalle. Bisognerebbe intervenire prima, facendone, appunto, una questione di educazione e dovute punizioni. “C’è troppa poca educazione fin dall’inizio – ha spiegato - Il punto fondamentale è l'educazione, che nasce dalle minimoto, da quando i piloti salgono in sella per la prima volta. Bisogna essere più duri da subito, punire quando è il momento e farlo in maniera intransigente”. Altrimenti si finisce che nessuno chiude il gas, che le bandiere gialle vengono ignorate e che la problematica poi diventa irrisolvibile. “Un altro aspetto importante – ha aggiunto Paolo - è il numero di piloti al via: ridurlo potrebbe aiutare”. Infine sarebbe opportuno anche ‘educare al pericolo’: “far capire ai ragazzi, fin da piccolissimi, che se vai fuori cadi: il verde è un rischio in più, non una tutela".

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