La MotoGP si prepara al cambiamento più grande della sua storia recente, forse allo stesso livello di quando dalla vecchia 500 si passò ai motori quattro tempi. Nel 2027 ci saranno nuove moto, nuove gomme, nuovi proprietari, nuove regole, nuove squadre e nuovi piloti, il che si può riassumere in due parole: nuovi equilibri.
Dopo un dominio Ducati durato un lustro, il 2026 si sta presentando come un anno di passaggio di cui dovrà approfittare l’Aprilia prima del ritorno della Honda come grande potenza nel motomondiale. I giapponesi stanno chiudendo l’accordo per il terzo team (il Tech3 di Gunther Steiner) e hanno già piloti pronti a tutto come Fabio Quartararo e David Alonso. Dietro, Ducati e Aprilia is preparano a rispondere, forti di una guerra tutta italiana che fa bene al livello di entrambe. KTM perderà il team satellite e, forse, finirà per vendere i due posti in griglia ai cinesi. E Yamaha? è in ritardo sul percorso, anche se a ben vedere si trova nella stessa situazione in cui era Aprilia un paio d’anni fa: il connazionale è avanti, più potente, pronto a rampare, mentre a casa è tutto difficile.
A Iwata però hanno reagito bene, prendendo un team satellite, una nuova squadra di tecnici e dirigenti e poi, perso il francese volante, si è messa a cercare delle valide alternative. La prima è stata Jorge Martín, corteggiato a lungo dalla Honda nel 2025, quando lo spagnolo era ancora sotto contratto con Aprilia. Jorge firma a inizio stagione con Yamaha e dimostra, nelle tre gare d’apertura, di essere tutt’altro che finito, specialmente considerando che con una moto conosciuta poco e male è al secondo posto in campionato a una manciata di punti dalla vetta.
Ora, secondo quanto riportato da German Casanova per Motorsport, Ai Ogura avrebbe firmato un biennale per 2027 e 2028 con la casa di Iwata che lo affiancherebbe a Jorge Martín in divisa blu. Si chiudono così le possibilità di vedere Toprak Razgatlioglu, Luca Marini o Dani Holgado (che andrà in Gresini) nel team ufficiale, così come si chiude il lunghissimo corteggiamento tra il pilota giapponese e la Honda: Ogura infatti, cresciuto sotto la protezione dell’Honda Team Asia in Moto2, aveva già rifiutato il passaggio in MotoGP all’interno del Team LCR per alcune divergenze coi vertici della Honda e a causa di un progetto (all’epoca) poco convincente. Il fatto che adesso abbia deciso di sposare una Yamaha che si trova esattamente nella situazione in cui era la Honda qualche anno fa non può che essere uno schiaffo per HRC, che avrebbe certamente avuto il piacere di inserire l’unico pilota di casa nell’impero dorato a cui sta lavorando.
Ecco quindi che le rivalità in MotoGP si sviluppano su livelli tutti nuovi: c’è quella tra i 22 piloti in pista, c’è quella nel box tra chi guida la stessa moto e, adesso, pure quella tra i costruttori dello stesso Paese: Ducati e Aprilia si fanno guerra da una parte, Honda e Yamaha dall’altra. E questa, evidentemente, è un’ottima notizia per lo spettacolo.