A una prima occhiata sembrerebbe che il mercato piloti della MotoGP 2027 si sia in buona parte esaurito durante i test di Sepang, a febbraio: Pedro Acosta in Ducati, Fabio Quartararo in Honda, Jorge Martín in Yamaha e Pecco Bagnaia al suo posto in Aprilia, a cui si aggiungono le firme di Alex Marquez e Maverick Vinales sulle uniche KTM in griglia.
In seguito sono arrivati Fermín Aldeguer nel Team VR46, per volere della Ducati e con tutto il dispiacere per Gresini, e il passaggio del Team Tech3 alla Honda, che nel 2027 metterà in pista sei moto. Il resto va da sé: Enea Bastianini in Gresini con Daniel Holgado mentre David Alonso sarà in Honda, a cui si aggiungerebbero Izan Guevara e Senna Agius sulla Yamaha del Team Pramac.
Eppure le cose non stanno esattamente così per almeno due motivi, entrambi riconducibili a Liberty Media. Il primo è politico: la Honda è l’investitore più prezioso per il promoter e, dopo aver sofferto a lungo, nel 2027 tornerà a far sentire la voce del padrone. Il ciclo Ducati, ha detto Michele Pirro un paio di giorni fa, è finito, il che non significa che smetteremo di vedere trofei su un aereo per Borgo Panigale, quanto piuttosto che il monopolio a cui abbiamo assistito fino allo scorso anno appartiene al passato. Adesso ci aspetta una parentesi tutta italiana, con Aprilia a tentare il colpaccio, e un ritorno prepotente alla scuola giapponese.
Il secondo motivo invece è sportivo, anzi economico: per garantire il più possibile la presenza di 22 moto in pista, l’organizzatore ha chiesto ai team di schierare un terzo pilota per squadra, una riserva da portare a tutti i GP nel caso in cui un pilota dovesse infortunarsi durante il weekend di gara. Se questa richiesta dovesse essere esaudita, le cose cambierebbero anche per il mercato.
Partiamo da qui: personaggi come Jack Miller, Alex Rins, Brad Binder o addirittura Luca Marini potrebbero ritrovarsi a tenere occupata la panchina, di fatto ampliando il mercato e restituendoci molte più possibilità. Lo stesso vale per Nicolò Bulega, che assieme al suo manager ha espresso in ogni modo la volontà di passare in MotoGP. Arriviamo quindi alle possibili sorprese di questo mercato piloti.
Tutti dietro al capolista
Il grande punto interrogativo rimane Marc Marquez. Per qualcuno la firma con Ducati c’è già e si aspetta solo la conferma, per altri la possibilità che lo spagnolo faccia ritorno alla Honda è ancora piuttosto concreta. Va da sé che un ritorno di Marc Marquez in HRC libererebbe un posto sulla Ducati rossa che potrebbe andare a Fabio Di Giannantonio, attualmente miglior interprete della Desmosedici. In Honda, invece, al netto di Marc Marquez i posti da assegnare saranno sei. Uno è di Fabio Quartararo e due dei piloti LCR (Johann Zarco e Diogo Moreira) che sono già stati confermati. C’è poi David Alonso, che potrebbe partire direttamente dal team ufficiale come fu per Marc Marquez o passare un anno di apprendistato in Tech3, struttura che molto probabilmente acquisterà potere nei prossimi anni forte del fondo d’investimento gestito da Gunther Steiner. Altra suggestione importante è quella che vedrebbe l’arrivo alla Honda di Ai Ogura, per un binomio giapponese che manca dai tempi di Kato e Aoyama.
Comunque vadano le cose, a uscire vincitore da questo gioco delle sedie che potrebbe ingigantirsi con l’introduzione del terzo pilota sarà la Honda. La Honda che avrà due fuoriclasse nel team ufficiale (Fabio Quartararo con David Alonso o, addirittura, con Marc Marquez), la Honda che avrà sei moto in pista, la Honda che rimane, nel paddock, il più grande colosso di questo sport. Così se non sapete dove mettere le monetine del resto, mettetele su HRC, che sta preparando il terreno per dirsi campione del mondo nel 2027.