Johann Zarco non dimenticherà facilmente la domenica di Barcellona, in cui a seguito dell’incidente del secondo restart ha rimediato la lesione dei legamenti crociati anteriore e posteriore del ginocchio, del menisco mediale e una piccola frattura del perone nella zona della caviglia.
La sua è una caduta impressionante, ma la verità è che tutto comincia nella prima parte di gara. Zarco scatta bene e resta agganciato al gruppo di testa. Davanti a lui, però, al dodicesimo giro la KTM di Acosta ha un guasto improvviso e Alex Marquez, che gli è dietro, prova a scartarlo sulla destra e lo tampona. La Ducati dello spagnolo finisce contro il muretto e si disintegra, con i detriti che volano in pista in una frazione di secondo.
Johann si trova lì, alle spalle di Fabio Di Giannantonio che viene centrato dall’avantreno della GP26 del team Gresini. Cerca di fare lo slalom tra i detriti, ma non basta: “Ho evitato i pezzi più grossi, ma ho comunque colpito un detrito con il piede sinistro”, ha raccontato in un’intervista concessa ai francesi dell’Equipe ripercorrendo quanto successo al Montmelò. “Quando mi sono fermato ai box, avevo un dolore terribile. Mi sono tolto lo stivale e il piede era già viola. Abbiamo messo del ghiaccio sull’ematoma e il dolore si è un po’ attenuato. Lì avrei dovuto prendere la decisione di rinunciare al resto. Tra le immagini dell’incidente di Alex e quel colpo al piede, mi ero davvero abbattuto”.
Sventolata la bandiera verde dopo il terribile incidente, però, il francese decide di risalire in sella alla sua Honda. Il piede è ancora dolorante e nella testa le immagini del botto diventano sempre più ingombranti. Nonostante tutto si schiera in griglia, ma sa bene che qualcosa non va: “Quando ci siamo schierati nuovamente non ero più nella mia condizione mentale ideale”.
Al secondo via lo scatto non è quello del primo tentativo. Si ritrova con più moto intorno, viene risucchiato dalla scia di Marini e non riesce a frenare in tempo per evitarlo. Dopo l’impatto con la Honda dell’italiano arriva quello con la Ducati di Bagnaia e, a quel punto, la caduta diventa violenta.
“Ho iniziato a rotolare con la moto e la mia gamba sinistra è rimasta incastrata tra la ruota, la sella e lo scarico”, continua a raccontare Johann. Da quel momento in poi solo tanta paura, sua e di chi gli stava intorno: “Ero bloccato nella via di fuga, urlavo dal dolore e la mia gamba iniziava a bruciare. Tutti quelli che correvano verso di me avevano paura di toccarmi per non peggiorare le ferite”.
Con grande fatica, Zarco riesce a tirar fuori la gamba da solo. Da lì arrivano i soccorsi, l’immobilizzazione, la tuta tagliata e la flebo per bloccare il dolore. Poi il trasporto all’ospedale di Barcellona e il trasferimento verso una clinica specializzata a Lione: “Non avevo mai vissuto nulla del genere ed è stato davvero terrificante”.
Il rammarico, a distanza di giorni, è rimasto intatto: “Sono arrabbiato con me stesso per aver preso parte a quella seconda partenza”. Una frase che dice tutto su una giornata che avrebbe potuto finire in modo molto peggiore.
Oggi, martedì 19 maggio, come comunicato dal team Lcr, il francese è stato visitato a Lione dal dottor Bertrand Sonnery-Cottet, consulente ortopedico presso il Centre Orthopédique Santy, per valutare ulteriormente le sue condizioni fisiche.
Il quadro rimane complesso, seppur la situazione sia ora sotto controllo: “Dopo un esame approfondito - si legge nel comunicato -, si stima che dovrà attendere un paio di settimane prima di sottoporsi all’intervento chirurgico per il danno ai legamenti, in modo da consentire al trauma iniziale e alle altre lesioni al ginocchio di guarire parzialmente prima dell'operazione. Dopo l’intervento verrà definito un piano di recupero dettagliato, che permetterà allo staff medico di valutare una possibile tempistica per il suo rientro”. Alla fine è andata “bene” tra mille virgolette, ma quella di domenica è stata una giornata che ha ricordato a tutti quanti quanto pericoloso sia il Motorsport. Piloti compresi.