image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

Quando rischiare è un obbligo?

  • di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

10 maggio 2023

Quando rischiare è un obbligo?
Il difficile weekend di Miami per la Ferrari è un'amara conferma per i tifosi che speravano di vedere, dopo Baku, la svolta definitiva della stagione 2023. Ma tra incertezze e problemi l'incidente di Charles Leclerc prende la forma conosciuta dei più facili capri espiatori

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

No, non è vero. Rischiare non è un obbligo. Niente lo è nel motorsport. Non lo è alzare il piede in partenza per evitare un incidente, non lo è lasciarlo lì aspettando che sia un altro ad alzarlo prima di te. Non affidarsi completamente ai propri ingegneri per poi lamentare una scelta strategica sbagliata o al contrario insistere, volere a tutti i costi seguire il proprio istinto, mostrandosi inadatti al ruolo magari. Ogni cosa è permessa, ogni cosa - in caso di errore - è criticabile. Ogni cosa può essere considerata obbligata, obbligatoria, superflua o caratteriale.

I tratti di un pilota diventano così i perni che ne costruiscono un personaggio, gli elementi distintivi di un carattere scolpito con l'aiuto della stampa, dei tifosi, dell'opinione di tutti quelli che non sono lui. Ed è così che un ragazzo di 17 anni appena entrato in Formula 1 diventa "Mad Max", il matto, il tornado, quello disposto a tutto pur di ottenere qualcosa. Poi cambia, vince, passa a guidare una monoposto che gli permette il lusso del successo senza rischi, e allora in un attimo diventa "il robot", quello senza emozioni. Funziona per tutti allo stesso modo, da sempre, e sempre con ogni probabilità sarà così. 

Ogni pilota avrà il suo ruolo, la sua croce e la sua giustificazione, in un universo che spesso mischia le cose. Così è per Charles Leclerc, cuore e spirito di una Ferrari da troppo tempo in difficoltà, anima di un luogo sacro come Maranello che lo rende eroe e disperazione. Lui che, dando tutto alla ricerca del massimo, passa dalla vetta al fondo in un attimo, e con la stessa facilità risale. Dopo un inizio di stagione difficile, la più complessa dal suo esordio in Ferrari, il monegasco è tornato davanti a tutti con due pole a Baku, ricadendo verso il basso con un errore in qualifica a Miami. 

20230509 100227211 8637
Charles Leclerc

Sono le montagne russe di un pilota destinato ai piani alti del podio, relegato a dover sgomitare sempre e costantemente. "Rischia troppo" urlano da una parte, "non è maturo" ripetono dall'altra. Ralf Schumacher, Flavio Briatore, Chris Horner, Helmut Marko. Tutti, nessuno escluso, hanno qualcosa da dire. "Ma è obbligato a rischiare" rispondono i contrari, "Se avesse la macchina vincente non farebbe incidenti" si continua. Toto Wolff, Fred Vasseur, Alain Prost, lo stesso avversario Max Verstappen.

Ma è vero quindi, che rischiare per Charles è oggi un obbligo? Lo è e allo stesso tempo non lo è. Correre senza l'occasione di vincere, o almeno lottare per farlo, è un abito che per natura gli sta stretto. Non ci sta, dentro all'ennesima stagione mediocre. Tira le cuciture del suo carattere, spinge per uscire e alla fine si strappa, in un modo o nell'altro. Esagerato nel bene, esagerato nel male. In una carriera costantemente osservata, esaltata eccessivamente da un lato e criticata senza riserve dall'altro.

Stringe, la tuta di Leclerc. Da dentro, nel suo essere sempre alla ricerca di qualcosa di più. Da fuori, tirata da una parte e dall'altra. Da chi dice "vuoi troppo", da chi "non fai abbastanza". E tenerla insieme, cucita sopra al cuore mentre gli altri parlano di lui, è davvero la priorità.

More

Sainz si difende: "Alonso mi ha superato perché non volevo colpire Leclerc"

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Formula 1

Sainz si difende: "Alonso mi ha superato perché non volevo colpire Leclerc"

Leclerc cuore Ferrari risponde a chi lo immagina già lontano da Maranello e punta tutto su Vasseur

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Formula 1

Leclerc cuore Ferrari risponde a chi lo immagina già lontano da Maranello e punta tutto su Vasseur

Jean Alesi commenta il risultato deludente di Sainz a Baku: “Questione di pista? No, di testa”

di Alessio Mannino Alessio Mannino

Formula 1

Jean Alesi commenta il risultato deludente di Sainz a Baku: “Questione di pista? No, di testa”

Tag

  • Charles Leclerc
  • Carlos Sainz
  • Ferrari
  • Scuderia Ferrari
  • Formula 1

Top Stories

  • Marc Marquez ha cominciato la demolizione di Pedro Acosta? Il futuro “spaventa” di sicuro più del presente (anche per Dall’Igna)

    di Emanuele Pieroni

    Marc Marquez ha cominciato la demolizione di Pedro Acosta? Il futuro “spaventa” di sicuro più del presente (anche per Dall’Igna)
  • Luca Marini a MOW: “Nel 2025 la vittoria di Marc Marquez era già scritta, quest’anno no. Cercare la a vittoria? Fa parte del godimento finale”

    di Cosimo Curatola

    Luca Marini a MOW: “Nel 2025 la vittoria di Marc Marquez era già scritta, quest’anno no. Cercare la a vittoria? Fa parte del godimento finale”
  • Gli ultras della curva Sud del Milan ci mettono solo la voce nel derby con l’Inter: “Senza coreografia, striscioni e bandiere. Sovrastiamo le nullità”. E “Pacio” Pacini attacca la società

    di Domenico Agrizzi

    Gli ultras della curva Sud del Milan ci mettono solo la voce nel derby con l’Inter: “Senza coreografia, striscioni e bandiere. Sovrastiamo le nullità”. E “Pacio” Pacini attacca la società
  • Johann Zarco a MOW: “Vedo Marquez campione se la spalla non fa scherzi. I miei mondiali? È un peccato, ma è come se non contassero”

    di Cosimo Curatola

    Johann Zarco a MOW: “Vedo Marquez campione se la spalla non fa scherzi. I miei mondiali? È un peccato, ma è come se non contassero”
  • Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…

    di Emanuele Pieroni

    Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…
  • Mettiamola così: nella Sprint di Buriram, Pedro Acosta ha studiato da vicinissimo Marc Marquez e la sua futura Ducati. Il resto lo hanno fatto gli arbitri (e Marco Bezzecchi)

    di Emanuele Pieroni

    Mettiamola così: nella Sprint di Buriram, Pedro Acosta ha studiato da vicinissimo Marc Marquez e la sua futura Ducati. Il resto lo hanno fatto gli arbitri (e Marco Bezzecchi)

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Valentino Rossi vuole un derby come quello con Marc Marquez: "Li voglio cattivi, aggressivi ma lucidi"

di Alessio Mannino

Valentino Rossi vuole un derby come quello con Marc Marquez: "Li voglio cattivi, aggressivi ma lucidi"
Next Next

Valentino Rossi vuole un derby come quello con Marc Marquez:...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy