Un anno fa il podio sorprendendo tutto il paddock, quest’anno la panchina, con un fine settimana terminato ancor prima di scendere in pista. Dura da accettare, ma per Isack Hadjar stavolta va così. Mercoledì, infatti, la Red Bull ha annunciato che il francese non avrebbe preso parte al GP a causa di un infortunio al polso, rimediato durante una sessione di boxe in allenamento.
In un primo momento, però, Hadjar avrebbe voluto correre lo stesso. Un po’ la reazione normale di un pilota, soprattutto dopo una prima metà di stagione in cui stava trovando sempre più fiducia e continuità. Zandvoort doveva essere il suo ritorno in pista dopo la pausa estiva, invece tutto è andato diversamente.
Il team principal Laurent Mekies ha spiegato che il team non voleva correre rischi con il compagno di squadra di Max Verstappen: “Isack sta bene”, ci ha raccontato durante un incontro con i media. “Ha avuto un piccolo infortunio durante l’allenamento nella pausa estiva. Non abbiamo motivo di correre rischi con lui. Ha avuto un inizio di stagione fantastico, diventando sempre più forte ogni volta che ha guidato questa macchina, sessione dopo sessione e weekend dopo weekend. Gli permetteremo di recuperare e speriamo di riaverlo molto presto in macchina”.
A fermarlo, però, non è stata soltanto la Red Bull visto che, nei giorni che hanno preceduto il fine settimana, un consiglio importante è arrivato da Marc Marquez. Hadjar e l’otto volte campione del mondo MotoGP condividono lo stesso fisioterapista, Carlos García, e dopo essersi fatto male al polso, Isack ha chiamato Marc per chiedergli un parere, come riportato da Dazn ES.
La risposta dello spagnolo è stata molto chiara: non aveva senso forzare il rientro a Zandvoort. Meglio aspettare, recuperare bene e non trasformare un infortunio leggero in un problema più lungo. D’altronde, Marquez conosce bene la situazione. Nella sua carriera ha dovuto affrontare fratture, lussazioni e recuperi complicati, compresa la frattura dell’omero destro che lo ha tenuto lontano dalle gare per mesi. Sa cosa significa tornare troppo presto e sa anche quanto sia facile peggiorare un problema quando il corpo non è pronto. Per questo ha consigliato ad Hadjar di non avere fretta e di valutare con attenzione anche eventuali interventi medici.
Una dritta di cuore, mettendo a disposizione del francese tutta la sua esperienza e ricordandogli che saltare una gara può essere la scelta più intelligente quando davanti a sé ci sono ancora tanti anni di carriera.
A Zandvoort, intanto, al posto di Hadjar è salito Liam Lawson, richiamato nella squadra principale Red Bull. Yuki Tsunoda ha invece preso il posto del neozelandese in Racing Bulls, al fianco di Arvid Lindblad, diventato - nel suo weekend d’esordio a Zandvoort - capitano del team. Un intreccio che ha cambiato completamente i piani di Milton Keynes alla vigilia del ritorno in pista e che, dal paddock, abbiamo vissuto in prima persona, stando vicini ad Arvid.
Per Hadjar, comunque, resta la delusione di aver guardato gli altri correre proprio sul circuito in cui, un anno fa, aveva conquistato il primo podio della sua carriera. Non la migliore delle sensazioni, ma a volte va anche così. E se a dirtelo è anche Marc Marquez non puoi che accettarlo.