Dopo l’attacco di Kimi Antonelli, George Russell non ci sta. Al termine delle qualifiche l’inglese conquista la terza pole position consecutiva a Montreal, precedendo il compagno di squadra per soli 68 millesimi, proprio come in qualifica Sprint. Prima fila tutta Mercedes, ennesimo risultato perfetto per il team. Ma dopo le parole di Antonelli al termine della Sprint Race, duro nel commentare il modo di difendere la posizione utilizzato da George, stavolta tocca proprio al poleman attaccare e rispondere.
Tutto nasce al sesto giro della Sprint Race: Kimi attacca in curva 1 con un frenatone all’esterno, Russell lo accompagna sull’erba. Qualche curva dopo Kimi ci riprova, prende la scia di George che però si difende. L’italiano arriva al bloccaggio delle gomme anteriori, sobbalza su un dosso prima della chicane di curva 8-9 e finisce fuori. Due episodi ravvicinati, tensione altissima e due versioni diverse di quello che è successo.
Al termine della gara, ma anche durante visti i numerosi team radio infuocati, parlando a Sky Antonelli era stato piuttosto duro: “Io vado in pista per vincere, sapevo di avere il passo, ho avuto quell’opportunità e ho cercato di coglierla. Credo che fossi abbastanza di fianco, non è che fossi indietro, eravamo quasi ruota a ruota e la curva la facevo. Ho sentito che mi ha toccato, ho anche visto che ha allargato e dopo c’è stato il contatto, sono andato fuori. Il mio errore è stato alla Curva 8, ho cercato di andare all'interno e ho preso un bump gigantesco. Ho perso la macchina in rettilineo, non sono riuscito a frenare e sono andato. Sicuramente in quei momenti è difficile rimanere freddi”.
Russell ha risposto con la stessa chiarezza. Prima ha riconosciuto l’ambizione di Antonelli, poi ha sottolineato come dei confini esistano e che al tempo stesso non vadano superati per il bene della Mercedes: “È chiaro che lui vuole vincere non solo quest’anno, ma anche i prossimi quattro, cinque, sei anni. Quindi dobbiamo continuare a lavorare insieme. Ed è anche chiaro che l’attività in pista è sempre alta, ma non sei più all’avventura”.
Poi la parte che non lascia spazio a interpretazioni: “Se le posizioni fossero state invertite, probabilmente sarebbe successo lo stesso, ma comunque l’accordo è chiaro. Noi lottiamo duro, non siamo qui per far passare gli altri. Corriamo per lottare”.
Tradotto: nessuno fa e farà regali all’altro. Non Antonelli, che a Montreal ha attaccato a tutta per ben due volte. Non Russell, che ha difeso alla stessa maniera. A quanto pare un accordo interno esiste, come sottolineato anche da Toto Wolff - “Non vogliamo che diventi Star Wars” -, ma di fatto la lotta è appena iniziata ed è destinata a continuare fino al termine della stagione. E domani, in gara, sarà già tempo per un nuovo atto.