Nemmeno in qualifica a Charles Leclerc è riuscito il miracolo. Ottavo sotto la bandiera a scacchi, stesso identico risultato che aveva predetto via radio al termine del Q2, in uno sfogo abbastanza inusuale per lui: “Sono completamente fuori ritmo. Finirò il Q3 o in ottava posizione o contro il muro. Dobbiamo solo assicurarci che mi diate aria pulita. Non mi importa di nient’altro, solo aria pulita. Questo è tutto ciò che conta”. Al termine della sessione la profezia è rispettata, con tutta la delusione che ne consegue.
Il problema principale del weekend del monegasco è stata la gestione della temperatura delle gomme, evidenziato fin dai primi giri del venerdì. A Montreal, dove le condizioni cambiano sempre rapidamente complice una pista in costante evoluzione, riuscire a realizzare dei giri di lancio puliti diventa fondamentale per portare le gomme nella giusta finestra di utilizzo, che nel caso di Charles non è quasi mai stata trovata. Sia in Q1 che in Q2 il traffico gli ha impedito di preparare i due time-attack al meglio, mentre in Q3 il risultato finale sembra a tratti inspiegabile.
“Finora è stato un weekend orribile, ho zero feeling con la macchina. Spero domani di risollevare un po’ il fine settimana. Abbiamo risolto i problemi che avevamo ieri in frenata, però in Q1 non siamo riusciti a fare quello che mi serviva, ovvero avere dei giri di lancio puliti senza traffico per poter portare bene le gomme in temperatura”, spiega una volta sceso dalla sua SF-26 a Sky Sport, deluso e a tratti incredulo.
In Q3 qualcosa è migliorato, ma non abbastanza: “Sono riuscito a portare la gomma in una buona finestra e il giro è stato accettabile, però è un giro che vale solo l’ottava posizione, quindi non lo è. È vero che siamo tutti molto vicini e che il distacco non è così pesante, ma chiudere ottavo non è abbastanza, questo è sicuro”.
Una sessione disastrosa, come del resto lo è stato l’intero fine settimana fin qui. E non è un caso che, come spesso accade, il monegasco è tanto duro quanto analitico, nonostante stavolta nulla sembra in grado di strappargli un sorriso. Le gomme e la temperatura gli hanno tolto tutto, al pari di una Ferrari che più volte nell’arco del fine settimana non è riuscita ad accontentarlo in termini di strategia: già ieri aveva chiesto di essere mandato in pista in aria pulita, senza traffico davanti.
Voleva un giro in solitaria, senza doversi adeguare al passo e alla modalità di preparazione del time-attack degli altri. Invece, anche in qualifica così non è stato. E al termine della sessione sentirgli dire che questo è “Forse il fine settimana peggiore mai avuto in carriera” fa specie.
Come dice Charles il gap dalle posizioni davanti, soprattutto se si escludono Russell e Antonelli, è contenuto, ma anche stavolta non è abbastanza e alla fine c’è il solito bisogno di cercare una spiegazione.
Eppure, il momento più complicato del fine settimana potrebbe non essere ancora arrivato. In vista della gara le previsioni sono chiare, con un rischio di pioggia superiore al 40%, tanto che potrebbe addirittura scattare il protocollo di “Rain Hazard” previsto dalla FIA. Una variabile che rende Charles non troppo ottimista: “Penso che tutta la gara sia un grande punto interrogativo. Se guardo i problemi che abbiamo avuto finora, la pioggia potrebbe essere molto più complicata. Però c’è chi dice che la pioggia sia sempre un’opportunità: spero che potremo sfruttarla, ma finora tra i miei problemi principali c'è stata proprio la temperatura”.
Bagnato che potrebbe rimescolare le carte, quindi, ma che rischia anche di amplificare le difficoltà di una Ferrari che fatica a trovare la giusta finestra di utilizzo della gomma, uno dei problemi che più aveva ostacolato la Scuderia la passata stagione. Quest’anno la situazione è diversa, eppure il risultato non cambia.