La Ferrari chiude male il sabato dell’Hungaroring. Questione di centesimi — dodici millesimi, per la precisione — gli stessi che hanno separato Hamilton da Norris allo scadere del Q3. Il campione del mondo in carica e la McLaren gli hanno sfilato all’ultimo la pole position, piazzando il colpo nel momento decisivo. E la delusione è palpabile già all’arrivo in parco chiuso, con Sir Lewis anche consapevole di andare incontro a una possibile penalità per impeding dopo aver ostacolato Oscar Piastri, che senza sconti è arrivata.
Partirà quinto, con Leclerc a ereditarne la prima fila accanto a Norris. Non il sabato che squadra e pilota speravano, dopo un inizio di fine settimana a fuoco che aveva reso Hamilton il favorito numero uno per la pole secondo gran parte degli addetti ai lavori. Ma in Q3 è cambiato tutto e alla fine ci si deve accontentare.
La versione di Sir Lewis, a fine sessione, è disarmante nella sua semplicità. “Non so perché siamo partiti per primi e la cosa mi ha un po’ colto di sorpresa. Di sicuro non avrei scelto di partire per primo, ma ormai è andata così”, ha raccontato a Sky Sport F1. Un dettaglio di procedura, apparentemente piccolo, che però ha condizionato tutto il resto. “Ho fatto un giro di riscaldamento senza errori e quando ho iniziato il mio giro, già alla Curva 1, ho perso aderenza e mi sono ritrovato subito indietro di un decimo e mezzo. Da lì in poi è stato un susseguirsi di problemi. L’ultimo giro è stato il peggiore di tutti, mentre tutti gli altri sono stati davvero buoni”.
La macchina, dice, c’era. A mancare, stavolta, è stato lui: “Avevamo tutto per conquistare la pole oggi, ma io non sono riuscito a dare il massimo. I punti, comunque, si assegnano domani”.
Poi c’è il capitolo penalità, quello più delicato. I commissari di gara — tra cui anche l’italiano Vitantonio Liuzzi — hanno sanzionato Hamilton con tre posizioni da scontare in griglia per aver ostacolato Oscar Piastri nel suo ultimo tentativo in Q3. Una penalità nell’aria fin dai minuti immediatamente successivi alla sessione e alla fine arrivata puntuale.
Sull’episodio, Hamilton non si è nascosto: “Via radio me l’hanno detto proprio quando Piastri era alla corda in curva alle mie spalle. Non avevo idea che stesse arrivando”. Il problema, spiega, è stato di comunicazione: il messaggio radio del muretto che segnalava l’arrivo del pilota McLaren gli sarebbe arrivato in ritardo, troppo tardi per liberargli la traiettoria. “Pensavo che tutti avessero completato il loro giro e che fosse Leclerc la vettura dietro di me. Ovviamente non era intenzionale”.
Un errore di timing, quindi, non di intenzione. Ma per la FIA la sostanza non cambia e, a prescindere da chi abbia sbagliato, le tre posizioni di penalità gli sono state comminate quasi immediatamente.
Per la Ferrari è stata una giornata complicata, visto che anche Leclerc non è stato della partita, ma persino peggio è andata alla Mercedes. Russell settimo, impossibilitato a migliorare il proprio giro a causa della bandiera gialla causata da Max Verstappen e, poco dopo, rimasto fermo in mezzo alla pista a causa di un problema idraulico, costretto a cambiare motore andando in penalità in vista della gara; Antonelli invece penalizzato, anche lui con tre posizioni in griglia. Dopo essere finito quarto, quindi, scatterà nella posizione del compagno.
Il motivo è semplicissimo: per la FIA non ha rallentato a sufficienza in presenza di bandiera gialla in curva 14, sempre nell’ultimo tentativo in Q3. I commissari sono stati chiari nella loro valutazione: il pilota Mercedes era andato più lento di appena tre centesimi rispetto al suo miglior tempo nello stesso settore, e nonostante avesse alzato il piede dall’acceleratore e rallentato rispetto al passaggio precedente, era comunque risultato più veloce di qualche chilometro all’ora nel punto esatto dell’incidente.
Non abbastanza, secondo il regolamento, per considerarlo un rallentamento adeguato. Antonelli si porta a casa anche un punto di penalità sulla Superlicenza, arrivando a quattro nell’arco di dodici mesi. Così il sabato di Hamilton, della Ferrari e di Kimi Antonelli è diventato un incubo.