Il venerdì di Kimi Antonelli in Ungheria si è chiuso con una anonima tredicesima posizione. Un numero che, da solo, racconta poco o niente. Perché la spiegazione è semplice ed è tutta nella scelta (obbligata, vista la necessità di far disputare un determinato numero di libere a un rookie) fatta dal muretto Mercedes: Antonelli ha ceduto la sua W17 a Frederik Vesti nella FP1 del mattino, restando ai box mentre il resto della griglia iniziava a lavorare sul set-up.
Un’ora buttata, o quasi. E in un weekend con condizioni particolari come quello di Budapest, tra vento e asfalto scivolosissimo, sessanta minuti in meno per lavorare sulla macchina pesano eccome. Non è la prima volta che gli capita: a Barcellona, saltare una sessione lo aveva già mandato in affanno per il resto del weekend.
Il risultato, quindi, era abbastanza prevedibile. Kimi è sceso in pista solo nel pomeriggio, prendendo regolarmente parte alle FP2 ma non riuscendo a mettere insieme un giro secco pulito con gomma soft. Il distacco da Russell (5°) in classifica è enorme sulla carta, e ancor di più lo è quello dalle due Ferrari, ma dice poco sulla realtà delle cose: senza un run pulito, infatti, il tempo non significa niente.
Quello che invece conta, e che tutti a Budapest hanno notato, è il passo gara. Perché lì Antonelli ha impressionato. Ritmo in linea con quello di Leclerc, ma con più costanza giro dopo giro, un dettaglio che in gara, su cinquanta e passa tornate, fa la differenza. Il tredicesimo posto del venerdì non deve trarre in inganno: Kimi si candida di nuovo per un weekend da protagonista, esattamente come gli è capitato spesso in questa stagione da record, quella che lo vede leader del mondiale con 204 punti e sei vittorie all'attivo.
Certo, davanti la situazione resta complicata. Le Ferrari hanno chiuso al comando le libere, in prima e seconda posizione, e il passo gara della SF-26 continua a far paura complice una condizione di pista sfruttata al massimo da Hamilton e Leclerc. Bisognerà però capire se i due della Scuderia riusciranno a confermare il ritmo fatto vedere anche in qualifica, dove solitamente Mercedes ha un qualcosa in più. E c’è da stare attenti anche a Norris, che ha messo insieme una simulazione gara notevole con la McLaren: l’inglese, se dovesse ripetersi anche in qualifica, potrebbe diventare un cliente scomodo per tutti, anche perché all’Hungaroring passare è complicatissimo.
Antonelli, però, resta la solita certezza nonostante un venerdì più complicato del solito. È vero, sul finale non è arrivato alcun giro veloce, ma con quella sequenza di giri a fuoco ha dimostrato di poter essere ancora tra i migliori anche in Ungheria. Dopo soli sessanta minuti in pista, sarebbe un errore escluderlo dalla lotta per le posizioni di vertice che, ultimamente, ha occupato più di tutti. E se è vero che la Ferrari parte da favorita, mai sottovalutare il binomio dei record in questo 2026.