Alzi la mano chi è senza tuta grattugiata. Se qualcuno l’avesse imposto appena finite le Qualifiche del GP del Brasile, si sarebbe ritrovato a contare pochissime braccia alzate. Perché il circuito di Goiania, soprattutto alla Curva 4, s’è fatto assaggiare proprio da tutti. A cominciare da quelli che, poi, hanno pure chiuso la giornata davanti a tutti: Fabio Di Giannantonio, Marco Bezzecchi e il solito Marc Marquez. Anzi, proprio Di Giannantonio e Bezzecchi sono quelli che hanno dovuto faticare di più, costretti a passare dalla Q1 dopo un venerdì difficile e tanti dubbi. Salvo poi ritrovarsi con km preziosi macinati sotto le ruote e, probabilmente, anche con un piccolo vantaggio (se è giusto chiamarlo così) su tutti gli altri in un circuito che comunque è nuovo per tutti. Nuovo e pieno di punti insidiosissimi: tante cadute e quindi anche tante, inevitabili, corsa ai box a recuperare le seconde moto.
"Non è andata male per adesso – ha scherzato Bezzecchi, che oggi ha visto interrotta la sua striscia di tre pole consecutive - ieri ero veramente fermo. Oggi nelle FP2 sono caduto mentre provavo la media, la pista è tosta, però dai intanto la qualifica è andata bene. Il Q1 mi ha aiutato? Quando riesci a passare sembra sempre un vantaggio, ma non so se sia stata la Q1 o la giornata come è andata. Per la Sprint sono d'accordo con Marc Marquez". Rispetto a cosa? Rispetto alle premesse di giornata. “Sarà un'incognita – aveva infatti scherzato poco prima il campione del mondo della Ducati - ogni volta si si va più veloci, si è visto nelle FP2, siamo andati forte, poi di più in Q1 e Q2. Per quanto mi riguarda, mi sono sentito molto bene con il primo time attack, al terzo giro ho perso la moto in curva 4 come tanti, c'è una buca all'inserimento che dobbiamo conoscere meglio. Nel secondo time attack non mi sono sentito bene e non ho voluto rischiare, ho semplicemente voluto capire la pista per la Sprint”.
Chi, invece, ha dato tutto quello che aveva da dare, forse anche spinto dall’idolo della Roma, Cafù, ad aspettarlo proprio al parco chiuso, è stato Fabio Di Giannantonio. Il pilota romano torna a mettere le ruote davanti a tutti dopo la prima volta al Mugello nel 2022, quando era con il Team Gresini. “Sono contentissimo – ha detto il pilota del Team Pertamina Enduro VR46 - perché abbiamo mantenuto la calma. La condizione qui è particolare, ma eravamo sicuri del pacchetto. Da stamattina mi sto divertendo, abbiamo fatto una piccola modifica: ho scelto la moto che andava un filo peggio, ma che mi permetteva di divertirmi di più. La seconda pole in MotoGP? Ci voleva. Sembra che stamattina eravamo tutti sul 18 alto come passo, quindi mi aspetto che siano lì i tempi. Anche se ogni volta diciamo così e poi la Sprint è velocissima. La Q1 mi ha aiutato? Dipende, abbiamo solo fatto tutto giusto”.
E Pecco Bagnaia? Il ritmo ce l’ha e il passo non è male, ma oggi ha sprecato tutto. Perché è finito a terra nel primissimo giro della Q2 e, poi, non ha più trovato il feeling che serve per andare forte su una pista così, dove riuscire a guidare anche sopra i dubbi conta tantissimo. Undicesimo in griglia, quindi, e tutto da rifare un’altra volta dopo il già difficile weekend d’esordio in Thailandia. Gli altri temi di giornata? Le menzioni d’onore sono tutte per Fabio Quartararo, bravissimo a chiudere quarto nonostante tutti i limiti della Yamaha M1, e Jorge Martìn, quinto ma con una caduta rimediata proprio alla fine e mentre stava macinando intertempi da pole. Dietro all’ex campione del mondo l’altra Aprilia di Ai Ogura, le Ducati di Fermin Aldeguer e Alex Marquez, la KTM (l’unica che sembra andare) di Pedro Acosta e la Honda di Johann Zarco a chiudere la top10. Per quanto riguarda gli altri italiani, già detto del pomeriggio d’oro di Fabio Di Giannantonio e Marco Bezzecchi e di quello terribile di Pecco Bagnaia, Franco Morbidelli non riesce (sempre causa caduta) a andare oltre la quindicesima casella, Luca Marini deve accontentarsi della diciannovesima e Enea Bastianini chiude la griglia dopo un venerdì in cui è addirittura rimasto fuori dal tempo del 108%. Per Bastianini, quindi, un altro fine settimana di inferno che racconta tantissimo sulla vera realtà della KTM RC16 quando in sella non c’è Pedro Acosta, visto che anche Vinales e Binder sono lì con lui a chiudere la classifica.