La Ferrari arriva a Monza a metà tra passato e futuro. Scenderà in pista con una livrea tutta rossa, un omaggio a Michael Schumacher e alla prima monoposto con cui il Kaiser vinse in Italia, nel 1996. “Home is calling”, hanno scritto sui canali social, accompagnando un video che ‘spoilerava’ la livrea celebrativa sulle SF-26 di Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Rosso pieno, come quella F310, con due richiami precisi al campione tedesco sul kit di entrambi i piloti: le sette stelle dei titoli mondiali sul retro della tuta e sulle scarpe, poi il logo storico con la F1 stilizzata e il nome “Michael Schumacher” sul fianco. Un omaggio che emoziona, ma che resta esattamente quello che è: un vestito speciale per un weekend speciale.
Fin qui, la stagione ha raccontato una Ferrari a due facce. La SF-26 ha mostrato fin da subito un potenziale telaistico evidente, capace di tenere il passo di Mercedes nei tratti misti e di restituire grande fiducia ai piloti. Il problema è arrivato dal motore: nei primi mesi si è rivelato più indietro rispetto ai diretti avversari, come confermato dai dati ADUO pubblicati nei giorni scorsi. Due vittorie sono arrivate massimizzando tutto ciò che si poteva in pista, frutto di weekend perfetti e di un pacchetto comunque competitivo. Però, ci sono state anche gare in cui qualche punticino è stato lasciato per strada, in situazioni dove la potenza extra avrebbe potuto cambiare il risultato.
L’unica certezza? Hamilton e Leclerc, per la lineup più equilibrata della griglia: nessun divario netto e nessuna gerarchia già scritta, solo due piloti che si sono spinti a vicenda senza lasciare troppo spazio alle polemiche, nate quasi esclusivamente dopo il weekend deludente di Zandvoort.
Il potenziale c’è ed è proprio per questo che a Maranello si punta tutto sul nuovo motore endotermico sviluppato con le agevolazioni dell’ADUO-2. A Monza potrebbe arrivare la prima versione in pista, in una corsa contro il tempo che ha tenuto i tecnici incollati ai banchi di prova. Nessuna rivoluzione con numeri da capogiro, ma un passo in avanti comunque importante e reso possibile dalle agevolazioni concesse dal regolamento: più ore al banco, due aggiornamenti sbloccati per il 2026 e due per il 2027 e una potenza extra che, seppur contenuta, potrebbe fare la differenza. D’altronde, in una stagione in cui ogni decimo conta, anche un cavallo in più può bastare per fare un salto di qualità.
A casa propria, però, la Scuderia non porterebbe soltanto il nuovo motore quanto anche un adattamento dal punto di vista aerodinamico, stando a quanto riportato dai colleghi di The Race. La logica è semplice: meno carico dove non serve, più attenzione ad abbattere la resistenza - aerodinamica - senza stravolgere il pacchetto già visto nelle ultime gare. Non si vedrà un’ala posteriore completamente inedita come spesso è successo gli anni scorsi, ma solo un lavoro di fino per rendere la monoposto più efficace possibile su un tracciato dove il motore conta tanto quanto l’efficienza.
A Maranello, quindi, si punta tutto su un pacchetto tecnico che, se dovesse funzionare, potrebbe ridare senso a una stagione finora altalenante. E qui arriva Monza, dove ogni anno si ripete la stessa storia: basta andare bene qui, solo qui, per raddrizzare tutto.
Quest’anno, però, potrebbe esserci qualcosa in più: non solo una gara da vincere “per salvare la stagione”, ma un vero banco di prova per capire se la Scuderia ha davvero trovato la strada per tornare competitiva e, magari, giocarsi almeno uno dei due Mondiali. Altrimenti, ancora una volta, si tratterà solo di un’illusione destinata a svanire dopo la bandiera a scacchi.