Il sole esce verso le 17.30 sul circuito di Sepang, dove la MotoGP 2026 è finalmente iniziata con il primo giorno di shakedown. È da poco trapelata l’indiscrezione (ufficiosa, ma dal peso ufficiale) del contratto stipulato tra Fabio Quartararo e HRC per 2027 e 2028, il che lascia intendere un altro movimento di mercato: anche Marc Marquez ha chiuso le trattative, rinnovando il suo accordo con Ducati per le prossime due stagioni. Al suo fianco dovrebbe esserci Pedro Acosta, mentre è plausibile che Pecco Bagnaia si avvicini alla sella lasciata libera dal francese.
In pista nel frattempo hanno girato otto piloti, con il miglior tempo (uno spaventoso 1:58.091) fatto segnare da Aleix Espargarò con la Honda, alla quale è accreditata anche la velocità massima più elevata con 335 Km/h in fondo al lungo rettilineo principale di Sepang. Pare comunque che HRC abbia lavorato a lungo in Malesia. A guidare una RC212 c’è anche Diogo Moreira.
A vincere per numero di piloti in pista è invece la KTM, che a giudicare dall’impegno profuso siamo lontanissimi dalla volontà di rinunciare alle corse: a girare troviamo il test team al completo con Pol Espargarò, Dani Pedrosa (rispettivamente secondo e terzo) e un totalmente inatteso Mika Kallio in pista col numero 82.
La vera guerra è tra Ducati e Aprilia
È dalla presentazione Aprilia negli studi di Sky a Milano, subito seguita da quella Ducati a Madonna di Campiglio, che abbiamo l’impressione di trovarci ai titoli di testa di una rivalità che l’Italia della MotoGP non aveva mai visto. Tra i due costruttori c’è una bella tensione, dalle parole sul mercato piloti (di Rivola, che ha anticipato l’arrivo di Acosta nel Team Lenovo) fino alla risposta di Gigi Dall’Igna (“Sono contento che parlino più di noi che di loro”). Il che, comunque, è la punta dell’iceberg rispetto alle parole a microfoni spenti che abbiamo sentito nel paddock di Sepang da entrambe le parti. Di fatto sarà guerra, sia politica che in pista, presumibilmente corretta ma certamente spietata.
Le moto, totalmente nuove rispetto a quanto visto anche durante le presentazioni, hanno un gran numero di elementi aggiornati per l’aerodinamica. Ducati, con Michele Pirro, scende in pista con una carena totalmente rivista sia nel frontale che nelle pance laterali. L’anteriore è affilato e squadrato, ricorda molto da vicino la MotoE appena congedata da Borgo Panigale alla quale, però, sono state aggiunte delle grosse appendici aerodinamiche. La carena, a doppio strato, sembra giocare coi flussi d’aria, dando prova di come anche nel 2027 lo sviluppo in galleria del vento sarà cruciale per la prestazione.
Aprilia, che ha dato a Lorenzo Savadori quattro diverse moto da collaudare, ha soluzioni pesantemente differenti l’una dall’altra, un nuovo aggiornamento rispetto alle versioni battezzate affettuosamente Asterix e Obelix dagli uomini del box. Una in particolare, che abbiamo fotografato in esclusiva, presenta un alettone stretto e largo, vicinissimo alla sella del pilota. Aprilia inoltre insiste sulle appendici aerodinamiche sotto la sella del pilota che qualcuno aveva chiesto di bandire a fine stagione, appendici che Ducati non ha ancora adottato. Savadori avrà una lunga settimana davanti: con la defezione di Jorge Martín, ancora convalescente per l’ultimo intervento alla clavicola, dovrà lavorare per entrambi, un po’ come ha fatto per buona parte del 2025.
Nuove soluzioni sono apparse anche sulle Yamaha di Augusto Fernandez e Toprak Razgatlioglu, anche se in questo caso si sta lavorando meno di fino sul nuovo V4. Ad oggi sembra difficile immaginare un'altra 'coppa Giappone' tra Yamaha e Honda per il 2026, con quest'ultima che oltre ad aver (presumibilmente) sottratto il pilota alla concorrenza si mette davanti a tutti nei test a un secondo e mezzo dalla prima Yamaha. È solo il primo giorno e tra una settimana sarà tutto diverso, eppure le prime indicazoni sembrano chiare: Aprilia e Ducati vogliono il mondiale, Honda lo punta al 2027, KTM non ha mollato per nulla e Yamaha farà presto le sue giocate. La MotoGP 2026 è iniziata.