Terminate le qualifiche in Olanda, Kimi Antonelli è sereno, ma anche brutalmente onesto. Non può essere altrimenti dopo l’ennesimo piccolo errore del fine settimana che, proprio come successo venerdì, gli è costato l’attacco alla pole. Stavolta, a separarlo da Lando Norris è poco più di un decimo, mentre sono soltanto una manciata di millesimi a relegarlo anche alle spalle del suo compagno, George Russell.
Al termine del Q3, quindi, l’italiano è terzo. Meglio che in Sprint Qualifying, ma comunque non all’altezza del suo potenziale nonostante un inizio di sessione complicato. A raccontarlo è lui stesso, una volta arrivato in conferenza stampa: “Ho faticato con il bilanciamento per tutta la sessione, soprattutto nel terzo settore, dove avevo problemi nella chicane. Poi abbiamo fatto un paio di modifiche e il feeling è tornato, ma ovviamente nell’ultimo giro ho commesso un errore nel primo settore”.
A complicare le cose ci ha pensato la pioggia, scatenando il caos in Q3. I piloti hanno cercato il proprio time attack subito per la paura che questa potesse aumentare, ma alla fine solo poche gocce hanno toccato Zandvoort. Sono proprio quelle gocce a beffare l’italiano: “Ho preso la curva con troppa cautela vedendo la pioggia sulla visiera. È stato davvero un primo settore molto negativo. È un peccato perché penso che avessimo una possibilità di conquistare la pole, ma partire comunque dalla terza posizione domani significa che è ancora tutto da giocare”.
Tutto ancora da decidere, quindi, soprattutto alla luce del potenziale fatto vedere nell’unica sessione di prove libere, chiusa al comando. Kimi conferma, ammettendo però di aver fatto parecchia fatica per tutto il sabato: “In FP1 mi sono sentito molto bene, ma in qualifica Sprint ho commesso un errore e questo mi ha tolto un po’ di fiducia. È successo anche oggi soprattutto perché il feeling con la macchina non era proprio quello giusto. Ho continuato a faticare per trovare il ritmo e mettere insieme i tempi sul giro. Fortunatamente, in Q3 siamo riusciti a fare un po’ meglio e a qualificarci in seconda fila”.
Non il più facile dei fine settimana, verrebbe da pensare. Eppure, per continuare a inseguire il mondiale, per certi versi è esattamente ciò che serviva. Non gli errori, ma le relative conseguenze. A raccontare il perché è lui stesso dopo che, dalla platea, qualcuno gli chiede se le insicurezze mostrate in pista siano dovute alla sempre maggiore pressione sulle proprie spalle. “No, ma questo weekend è stato un’ottima sveglia: non si può mai abbassare la guardia. Quando lo fai, commetti degli errori. Ieri ne ho commesso uno e oggi ne ho commesso un altro in Q3”, racconta senza giri di parole.
Poi aggiunge: “Non è che stia guidando in modo più teso o qualcosa del genere, ma penso che questo weekend sia un buon richiamo a rimettere ogni cosa al posto giusto, al momento giusto e a ottenere il risultato quando conta”. In vista della gara, poi, è altrettanto chiaro: “Penso che oggi il nostro passo gara fosse buono. È stato solo difficile guidare nel traffico, ma domani proveremo a fare una buona partenza e a portare a casa un buon risultato”.
Per continuare a lottare, rimanendo con i piedi per terra, servono anche gli schiaffoni della pista. Questo weekend ne ha ricevuti due, come il numero di pole sfuggite.