Nella Sprint Race di Zandvoort a vincere non è solo George Russell, ma anche la noia. 24 giri, un trenino dalla prima all’ultima curva e pochissima azione, la stessa che la F1 sembra cercare costantemente. Un cliché delle Sprint, ancor di più se alla fine si finisce a correre su tracciati in cui sorpassare diventa complicatissimo. Gli unici a salvarsi sono la Ferrari e Charles Leclerc, la squadra grazie a un guizzo strategico e il monegasco con uno dei suoi sorpassi.
Allo sventolare dei semafori, Charles è l’unico in griglia con gomma rossa. Una mossa azzardata, ma fondamentale per cercare di sfruttare i primi metri fino alla staccata di Curva 1, dalla terza posizione. Così non è, ma per tutta la gara il ritmo continua ad essere buono finché, al giro 19, approfittando del crollo della McLaren #1, a metà rettilineo del traguardo Leclerc affianca Norris fino a tirargli la staccata.
Una sorpresa, specie perché avrebbero dovuto essere le sue gomme a crollare prima, sulla carta. Invece no e, alla fine, quella scelta ha pagato molto più di quanto ci si aspettasse. “Ero l’unico con le Soft? Di solito quando fai qualcosa di diverso o è la mossa giusta oppure è totalmente sbagliata. Alla fine si è rivelata un’ottima scelta”, ha spiegato lui una volta arrivato in conferenza stampa, accennando un mezzo sorriso.
Una scommessa a posteriori vinta, pensata proprio per volere del monegasco: “Non è stata una scelta scontata, anche perché io e Lewis eravamo su due strategie differenti. Dopo le FP1 pensavo fosse una buona opzione: non mi sentivo del tutto a mio agio con la media, quindi ero felice di provare la soft. La macchina si è comportata bene, il bilanciamento era ottimo e il ritmo era in linea con quello di George Russell”.
Qualche minuto dopo, dalla platea gli chiedono del sorpasso su Lando. Lui senza pensarci due volte risponde: “Ci ho creduto. Norris sul rettilineo principale era piuttosto lento, non aveva lo stesso deployment di potenza elettrica che avevo io. Sapevo che c’era un’opportunità lì: a Zandvoort è quasi impossibile superare e non ci sarei mai riuscito senza una strategia di deployment diversa tra i team”.
La stessa differenza che, dalla macchina, ha riscontrato nei confronti della Mercedes: “Quando poi mi sono trovato dietro a George, ho visto che lui gestiva la potenza in rettilineo in modo differente rispetto a Norris: per me sarebbe stato molto difficile passarlo, anche avvicinandomi tanto”.
L’unico neo rimane la qualifica, punto debole di questa Ferrari. Charles, però, non sembra troppo preoccupato: “Non credo ci sia qualcosa che possiamo fare all’istante per migliorare sul giro secco. Spesso si parla di sacrificare la gara per la qualifica, ma non è così bianco o nero: cerchi sempre di rendere la macchina più veloce possibile. Sappiamo che la qualifica è il nostro punto debole in questo momento e non abbiamo ancora trovato la soluzione definitiva”.
Quindi, per la qualifica principale zero certezze: “Ieri ho fatto un ottimo giro e la vettura rispondeva bene, ma sarei sorpreso di fare la pole. Farò comunque di tutto per riuscirci. La cosa positiva è che il nostro passo gara c’è, siamo pronti per domani”. Prima, però, c’è un giro da completare provando a strappare una pole position che, al venerdì, era sfuggita per una manciata di millesimi. Questa Ferrari nonostante qualche fatica continua a confermarsi, così come i copioni delle Sprint Race, quasi tutti uguali. Forse, prima di affermare che il format spacca sarebbe il caso farsi qualche domanda in più.