Ogni volta che un tamarro arriva in Italia ci si scalda il quello. Quanto è bello Djed Spence? Treccine, collane pesanti, orologi d’oro, mosse da trapper, sponsor New Balance e storytelling da Nba: “Just a Kid from South London”. Drip assoluto. 35 milioni per l’esterno inglese, secondo acquisto dalla terra di Re Carlo (a cui è seguito un terzo, ambitissimo e corteggiato a lungo: Curtis Jones) dell’Inter che aveva voglia di fish and chips (cit. Fabrizio Biasin). Partono in giro per i social i montaggi con British della Dark Polo Gang, mentre la presentazione dell’Inter è arrivata su Instagram il giorno dell’eclisse. Al Tottenham invece gli avevano dedicato un pezzo di Bonnie Tyler appositamente modificato: Total Eclipse of Djed. La fascia è la stessa consumata da Denzel Dumfries in cinque stagioni. La concorrenza quest’anno sarà con Andy Diouf, sorpresa di questo precampionato ma probabilmente non il titolare designato: i soldi spesi e l’impatto dimostrato al Mondiale fanno pensare che sarà Spence. Come Dumfries, anche l’inglese è dominante dal punto di vista fisico e forse più dell’olandese trasferitosi al Real Madrid ha qualcosa in più sotto il profilo tecnico. Roberto De Zerbi ha dichiarato di essere “deluso” dalla decisione di Spence di partire: voleva il posto fisso e lui non glielo poteva garantire. Ma anche a Milano (dove si è presentato - ad agosto - con piumino bianco e look total white) dovrà dimostrare sul campo di essere la scelta preferita di Cristian Chivu.
“GodSpeed” è il motto di questo inizio di campionato. Velocità divina. Spence lo ripete all’infinito, è il suo brand. Come “Black Mamba” per Kobe Bryant, per intenderci (perdonate il paragone). Ma è anche un “chill guy”, come lo avevo definito i compagni del Genoa (dove è stato una stagione in prestito). Nato a Londra da genitori giamaicani, 26 anni, flair a quintali, velocissimo. La prima partita di campionato l’Inter la gioca contro il Monza, partirà Diouf dall’inizio e Spence non sarà a disposizione. Deve ancora riprendere completamente la condizione post Mondiale. Punta al Cagliari. L’obiettivo è sul lungo termine. La god speed la vedranno presto i tifosi dell’Inter. Benvenuti nell’era dello “Spenceverse”, l’universo di Djed Spence.