Roberto De Zerbi al Tottenham è una notizia quasi certa. Nella notte tra lunedì 30 e 31 marzo, sono stati pianificati i termini di un accordo che dovrebbe aver accontentato tutti: quinquennale con ingaggio monstre da 12 milioni di sterline a stagione, ovvero circa 14 milioni di euro, e una clausola grazie alla quale l’allenatore bresciano, in caso di retrocessione, potrebbe abbandonare gli Spurs senza pagare penali. Mancano solo dettagli e sarà lui a decidere se firmare o meno. In caso affermativo si dovrebbe ufficiale tutto nel giro di pochi giorni. Chissà se Robertino, non troppe settimane dopo la burrascosa chiusura dei rapporti con il l’Olympique Marsiglia, attraversa le ore di sonno viaggiando nei sogni oppure combattendo con gli incubi. Sul piatto c’è un sostanzioso contratto che lo eleverebbe a secondo tecnico più pagato della Premier League dopo Pep Guardiola, ma anche una situazione disastrosa. Il Tottenham è attualmente al diciassettesimo posto in classifica, solo un punto avanti al West Ham, la terza squadra che retrocederebbe (oltre a Burnley e Wolverhampton) se il campionato dovesse finire oggi. Il ruolino è da film horror: quattro sconfitte e un pareggio con il Liverpool nelle ultime cinque partite sotto la guida di Igor Tudor che aveva sostituito Thomas Frank e un gruppo di giocatori che, nonostante la qualità dei singoli, non riesce a rialzarsi.
Poi c’è il clima è incandescente: i tifosi chiedono un cambiamento netto della rotta della stagione e non vedono di buon occhio l’arrivo di De Zerbi, colpevole di aver definito Mason Greenwood un bravo ragazzo. Il calciatore nel 2022, ai tempi in cui giocava al Manchester United, finì in carcere con l’accusa di violenza domestica e stupro nei confronti della sua compagna. Le accuse non furono confermate in tribunale, in quanto i testimoni chiamati dall'accusa si ritirarono, così da non poter dare luogo a procedere. Di fatto non è mai stato assolto, ma non c'erano elementi per un avviare un procedimento legale. In Inghilterra però viene visto ancora come colpevole: lo United non gli ha rinnovato il contratto e nessuna squadra lo ha ingaggiato. L’ allenatore, esploso sulla panchina del Sassuolo, è molto apprezzato nel calcio inglese e considerato un innovatore dopo i successi raccolti con il Brighton, attraverso un gioco spumeggiante ed efficace, ma in questo caso il rischio di bruciare una carriera già assai chiacchierata e divisiva, è altissimo. Che sia bravo nel suo lavoro nessuno lo mette in dubbio, ma secondo una parte della critica verrebbe elogiato troppo senza titoli in bacheca. Un altro passo falso alzerebbe il volume delle parole dei detrattori.
È giusto giocarsela con questi rischi? Quest’anno serve davvero un miracolo per non far sprofondare il Tottenham in Championship, macchia indelebile nella storia di un club, retrocesso l’ultima volta nella stagione 1976/77. Ci sono sette partite ad altissima tensione in programma: Sunderland, Brighton, Wolverhampton, Aston Villa, Leeds, Chelsea, Everton, senza la possibilità di sbagliare un colpo. I dati non sono confortanti: il Tottenham quest’anno, in campionato, in 31 partite ha collezionato 7 vittorie, 9 pareggi, 15 sconfitte. Mentre dei 30 punti raccolti solo 10 sono guadagnati in casa. Certo, ci sono il prestigio di una piazza storica del calcio inglese, i 14 milioni stagionali e il gusto dell’impresa che è nel Dna "dezerbiano". Ma di fronte a un’analisi seria, verrebbe da dire: caro, Roberto chi te lo fa fare?