Il GP delle Americhe deve ancora cominciare, eppure dopo aver passato 48 ore in Texas Marco Bezzecchi e Marc Marquez sono giunti alla stessa conclusione: questa città è troppo piccola per tutti e due. Così, in conferenza stampa, i due principali favoriti alla vittoria (e al titolo) hanno cominciato a fare pretattica. Con loro c’è un brillantissimo Fabio Di Giannantonio in full Drudi, con grafiche speciali così potenti da riempire anche gli angoli del casco. Sembra poi che dopo un periodo in cui i piloti in conferenza stampa venivano chiamati pressoché a sorteggio Dorna (anzi la MSEG, MotoGP Sports Entertainment Group) abbia finalmente deciso di chiamare i piloti più interessanti dal punto di vista sportivo.
La conferenza è piuttosto breve, poche domande. Qualcuno prova a domandare un’opinione sul Brasile ma i ragazzi schivano un qualsiasi tipo di polemica con un balletto di banalità. Giusto così, bisogna pensare alle gare, al futuro, al weekend. “Ora si riparte da zero”, dice Marco Bezzecchi, a cui chiederanno quanto si sente in lotta per il titolo. Gli dicono che ha vinto gli ultimi quattro GP stando sempre davanti, quindi per un totale di 101 giri, appena due in meno del record di Jorge Lorenzo: se fa i primi tre davanti domenica, il primato viene giù. “Non lo sapevo ed è bellissimo essere vicini a questo record, anche se non è veramente importante”, risponde.
Marco ha una bella pressione addosso. Ma pure Marc non scherza. E così, più che una conferenza stampa diventa una partita di tennis con una bomba a mano tra i due grandi favoriti di questo weekend: “Marc è sempre andato fortissimo, credo che abbia più vittorie lui in questa pista che io in carriera. Non sarà facile ma cercheremo di fare il massimo”, dice Bezzecchi. E poi ancora: “Impossibile comparare Aprilia e Ducati, è veramente presto. Per me è importante quello che c’è nel box, il feeling con il team, quello fa per me una grande differenza”.
Un modo elegante, quello di Bezzechi, per ricordare a tutti che Marc qui può solo perdere, almeno a giudicare dalle statistiche. L’altro però non ci sta e replica appena gliene danno occasione: “È una pista che amo ma non ho vinto qui negli ultimi 4 anni. Devo capire che errori ho fatto e come migliorare. Marco viene da quattro vittorie consecutive e sta dimostrando grande velocità, è il favorito perché è davanti in campionato… io cercherò di fermarlo, ora però è il pilota più veloce”.
Oltretutto Marc parla anche piuttosto chiaramente dei problemi avuti in questo inizio di stagione, sia suoi che della moto: “L’anno scorso abbiamo iniziato il campionato diversamente, ero più in forma. Stiamo cercando di ritrovare il feeling e migliorare la conoscenza della moto, l’obiettivo è questo. Di solito Austin si adatta al mio stile, però è vero anche che i primi due settori sono piuttosto fisici e non sono sicuro di essere ancora al 100% da quel punto di vista”.
Non solo, Marc lascia anche intendere di non aspettarsi troppo da questo fine settimana quando parla del prossimo weekend di gara a Jerez: “Ora mi manca un po’ di feeling, devo diventare più costante sui tempi sul giro. In qualifica abbiamo la velocità ma ci manca la costanza, dobbiamo riuscire a fare i tempi con meno problemi. Ma ci avviciniamo costantemente e il Brasile è andato meglio della Thailandia. Ora non so se qui o a Jerez ma l’obiettivo sarà quello e spero che riusciremo a raggiungerlo”.
È un Texas Hold’em, una partita che si gioca più con la testa che con la manetta. Le moto vanno entrambe bene e i piloti sono tutti e due feroci, affamati e concentratissimi. La bomba a mano con cui hanno giocato il punto è scoppiata sotto rete, sotto gli occhi di un serafico Di Gianantonio pronto a tutto per approfittarne. Il GP delle Americhe ad Austin, Texas, è ufficialmente iniziato.