Quando sali sul The Edge, una delle terrazze panoramiche più alte e spettacolari di New York City, può capitarti di passare dall’esperienza turistica a una botta di misticismo: ai tuoi piedi c’è un mondo compresso, milioni di vite formicolare tra strade e grattacieli, un senso di vertigine e la sensazione di essere distante da tutto. A dirla così viene più facile capire perché la VR46 abbia scattato qui le moto che porterà ad Austin, in Texas, per il terzo GP della stagione. Le carene infatti omaggiano la storia della VR46, quella dei suoi fondatori, dei suoi piloti e pure di chi le ha disegnate, perché il tratto è indiscutibilmente quello di Aldo Drudi. Aldo ha messo sulle carene il suo stile tribale, visto per la prima volta sulla locandina di Misano 2022. Bello, anzi bellissimo, anche se in seguito è stato rimpiazzato da linee più simili allo sponsor del GP, che in quei tratti deve averci visto una vicinanza un po’ troppo spiccata alla grande rivale Monster Energy.
Stavolta però si poteva fare e così è stato, con i piloti incarogniti in linee squadrate con i caschi che sembrano usciti da uno dei primi Crash Bandicoot. Il disegno è allegro, caotico e pieno di riferimenti, come quello alla bandiera del Texas o alla storia di Valentino Rossi. Sintetizzando è una Guernica delle corse, quindi un bombardamento allegro e colorato. Rispetto al Brasile, stavolta le moto (e le tute dei piloti, ma anche le divise della squadra) verranno impiegate per tutto il weekend.
Già, perché è la seconda volta consecutiva che il VR46 Racing Team si presenta in gara con una livrea speciale. Lo aveva già fatto in Brasile, casa a metà di Franco Morbidelli, con quelle belle magliette verdeoro e una livrea leggermente rivista. Ecco, a Goiania anche la Gresini Racing si era presentata con una livrea speciale, forse una delle più belle degli ultimi anni: bandiera brasiliana con linee simili a quelle che c’erano nel 1997 sulla Honda NSR 500 di Alex Barros, quando Fausto Gresini finì per la prima volta sul podio da Team Owner. Discorso diverso (ma neanche troppo) quello del Team Trackhouse che in Thailandia, Brasile, Mugello, Indonesia e Malesia corre con la storica livrea Gulf resa famosa dalla Porsche 917 K e da Steve McQueen nel film Le Mans.
Oltre al gusto di pensare e presentare livree speciali, che funziona a prescindere c’è una richiesta ben precisa da parte del promoter, l’ex Dorna, la MSEG (MotoGP Sports Entertainment Group), che vuole uno sport più attraente per le persone e che per questo è disposta a investire. Quindi sì, potete portare le vostre moto al 100° piano di un palazzo a New York a 345 metri di altezza, mi raccomando fate le magliette, fate qualcosa, con gli sponsor - che a volte storcono il naso per queste iniziative - ci parliamo noi. Così, tra le tante novità di questo nuovo ciclo di vita per la MotoGP c’è anche la corsa alla livrea, cosa che tutto sommato non ci dispiace. La Ducati farà altrettanto con una serie di carene speciali anche per comunicare il suo centenario, in una festa che culminerà col WDW di luglio (dal 3 al 5) e c’è da aspettarsi lo stesso per buona parte dei team. L’idea è buona, i collezionisti di casacche sono già impazziti e adesso, a due giorni dal GP delle Americhe, staremo a vedere quali altre squadre avranno messo in valigia un vestito nuovo.