L’attesa del piacere è essa stessa il piacere. Potremmo riassumere così la maxi sosta delle nazionali che ci ha restituito un’Italia frizzante e speranzosa quando ormai non credeva più nessuno in una rinascita. Ci siamo trovati, invece, improvvisamente nel futuro, l’inizio di una nuova epoca firmata dai volti sorridenti di Kayode, Doumbia, Pio Esposito. La loro coraggiosa incoscienza post adolescenziale ci fa sembrare il mondo ancora tutto da conquistare. Stringiamo le dita. Il piacere, però, è la ripartenza della serie A. Troppe tre settimane senza lotte campanilistiche, polemiche arbitrali e allenatori sulla graticola. Qui l’asticella delle emozioni si alza e quando il sole inizia a nascondersi dietro le nuvole e l’aria si fa più fresca, non si scherza più: si gioca il campionato, lo scudetto. Tutti vogliono vincerlo per affrontare la vita un po’ meglio, perché in Italia “si può cambiare moglie, partito politico, ma non la squadra del cuore”. L’obiettivo è alzare il trofeo e ribaltare i pronostici estivi. Ma se dobbiamo fare un’analisi seria, sappiamo che sarà molto difficile strappare il tricolore sul petto dell’Inter. Anzi, dopo i primi scampoli di una stagione che sotto l’ombrellone pareva promettere scintille e limare il dominio ormai costante dei nerazzurri, ci sembra più credibile la possibilità che si possa arrivare alla prossima sosta del 7 novembre con il primo posto già nel marsupio dei ragazzi di Chivu. Nessuna avversaria pare, al momento, poter competere con chi ha dominato lo scorso campionato e nell’ultimo quinquennio ha sfiorato anche trionfi europei di elevato prestigio.
La Roma di Gasperini è la vera outsider? Probabilmente sì, ma nel testa a testa di fine settembre, i giallorossi, pur in vantaggio di due gol, hanno subito fin troppo nel secondo tempo, rischiando addirittura di perdere. La sensazione che ci ha trasmesso la partita è che quando l’Inter cambia marcia lascia il vuoto dietro di sé. Il Como? Benissimo finora, ma il doppio impegno settimanale potrebbe farsi sentire nelle gambe e il gioiello di Fabregas dimostra di dover fare ancora un piccolo step prima di trasformarsi in cigno. È una questione di status, di saper volare molto alto senza il rischio di precipitare. E la caduta di Frosinone è suonata come un campanello d’allarme. Poi ci sono Juve e Milan, le nobili decadute, eterne incompiute in crisi di identità e risultati. Nonostante il tanto rumore sul mercato, gli arrivi di Woltemade, Lucumi, Ramos, Moreira, Gila e molti altri, le continue rivoluzioni e le promesse, paiono lontane dallo standard di continuità dell’Inter. Spalletti e Amorim hanno un compito arduo e il sentiero di fronte è ancora piuttosto lungo e tortuoso. Resta il Napoli, intristito da un inizio zoppicante e un’estate che non ha portato novità nel parco giocatori. Il nome forte è Massimiliano Allegri, ma i recenti risultati raggiunti dal tecnico livornese non sono incoraggianti. Il test alle dipendenze di De Laurentis è tra più difficili che potessero capitargli, c’è fiducia nella voglia di rivalsa di uno dei big del calcio italiano dopo il crollo con il Milan e il fallimento dell’ingresso in Champions League. Le basi per fare bene ci potrebbero essere, la rosa a sua disposizione è la stessa che aveva costruito Conte per provare a bissare lo scudetto e fare bene in campo internazionale, senza però riuscirci. La piazza è calda e paziente, però non ci sarà molto tempo per imboccare la strada giusta.
Le prime risposte ci saranno già questo weekend con una prima possibile fuga dell’Inter che ospita in casa il Parma di Gilardino, tornato in panchina dopo la negativa esperienza di Pisa, al posto di Cuesta, mentre il Napoli affronterà l’ostico Frosinone, il Milan se la vedrà a Reggio Emilia con un Sassuolo in grande forma, la Juve scenderà sul campo di un Cagliari in Hype mentre Roma e Como si sfideranno tra di loro. Combinazione assai favorevole per i nerazzurri. Poi c’è la Lazio, prima in classifica per caso? Quasi certamente, con il passare delle settimane, scenderà di posizioni anche se in caso di tre punti (probabili) in casa con il Monza, potrà proseguire la stagione con il vento in poppa. Finché durerà. Nel frattempo l’Inter macina e non si ferma, nemmeno i troppi gol subiti e un approccio alle gare non sempre ideale soprattutto in fase difensiva, fanno paura. Il prossimo ostacolo è il derby alla decima giornata, ma il distacco tra le milanesi potrebbe essere già evidente. Segno di un dominio nerazzurro che al momento non sembra potersi fermare.