Il circuito del Sachsenring è bello e piccolo, meno di quattro chilometri, così il paddock della MotoGP è diviso a metà: da una parte i camion, i box e la sala stampa, dall’altra le hospitality, le televisioni e i motorhome dei piloti. In mezzo c’è il rettilineo, un po’ come Spaccanapoli che divide in due la città, con la differenza che per passare da una parte all’altra del circuito si deve passare sotto a un tunnel. In sala stampa c’è una signora anziana che dalle 11:00 della mattina a tarda sera fornisce a chiunque lo desideri wrustel, insalata russa e panini al latte, rendendo quelli del Sachsenring i bagni più rumorosi del calendario: puoi entrare all’ora che vuoi, sentirai sempre qualcuno che espleta i suoi più turpi peccati piegato sulla tazza del water.
Dieta diversa rispetto a quella di Jorge Martín, che sabato sera ha festeggiato il compleanno del padre Angel assieme alla fidanzata, la madre e la squadra. Jorge, abbiamo scoperto, chiede sempre una piccola scorta di Kinder ‘Happy Hippo’, senza i quali, sostiene, non riuscirebbe a dare il massimo in pista. Evidentemente la cosa sembra funzionare, perché lui chiude con un 5° posto in un circuito complesso, abbastanza da salutare la prima parte di stagione davanti a tutti in campionato.
Ma se il Sachsenring è un circuito diverso da tutti gli altri è anche per il fatto che il suo vincitore risulta essere sempre lo stesso: Marc Marquez fa segnare la pole, vince la Sprint e vince pure la gara della domenica, il tutto rimanendo sempre in controllo: “Diciamo che ho corso senza rischi”, risponde quando gli chiedono quanto fosse lontano dal limite durante la gara. Marc ha anche vinto l’anello che il proprietario del circuito, cosa che succede unicamente qui, regala al pilota che segna il giro veloce in gara. Non pago, lo spagnolo si è cimentato in un’imitazione di Erling Haaland, battendo con un tubo di ferro su di un barile di benzina per imitare la remata dei vichinghi vista in questi giorni ai mondiali di calcio.
D’altra parte il GP è stato particolarmente complesso per i piloti italiani in lotta per il titolo: Marco Bezzecchi si infortuna sabato, Fabio Di Giannantonio cade domenica. Diggia si è detto comunque felice e positivo di questa prima parte di stagione, il che è ineccepibili se consideriamo che nonostante lo zero viaggia a 24 punti dalla vetta.
E Pecco Bagnaia, suo malgrado, si dice soddisfatto della sua prestazione (7° il sabato, 6° la domenica), per quanto continui a lamentare gli stessi problemi da inizio anno, quindi una cronica mancanza di grip al posteriore. Pecco dice anche che Alex Marquez questa cosa l’ha risolta a Jerez e che lui spera di fare lo stesso durante la pausa. A proposito di Alex: bello, quasi emozionante vederlo girare con la livrea Telefonica Movistar, peccato per la caduta al 9° giro, dalla seconda posizione. Lui dice che è stato un eccesso di confidenza, che poi è una spiegazione simile a quella data da Fabio Di Giannantonio, che a sua volta è scivolato al quarto passaggio mentre era in piena lotta per il podio. Limitano bene i danni i ragazzi del Team Trackhouse, mentre Pedro Acosta si premura di augurare buone vacanze a tutti i giornalisti in sala stampa: “Andrò una settimana in America, magari a vedere un po’ la NASCAR: sarà figo. Godetevi l’estate anche voi e, mi raccomando, staccate un po’”.
Lo faremo. La MotoGP riparte il 7 agosto a Silverstone, dove dovrebbe riuscire a rientrare anche Marco Bezzecchi che stamattina è stato operato dal Dottor Giuseppe Porcelloni a Sassuolo, un intervento durato poco meno di tre ore concluso nel migliore dei modi. Tra pochi giorni Bezzecchi inizierà con la fisioterapia e gli allenamenti in palestra, ben cosciente di poter riprendere a lottare per il titolo.