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Un piatto di pasta in Ferrari, un abbraccio con Lewis Hamilton e nessuna intervista: il ritorno di Sebastian Vettel a Monaco

  • di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

1 giugno 2023

Un piatto di pasta in Ferrari, un abbraccio con Lewis Hamilton e nessuna intervista: il ritorno di Sebastian Vettel a Monaco
Arrivato in silenzio, senza concedere interviste e senza il bisogno di essere nel paddock nella domenica più glamour dell'anno: Sebastian Vettel è tornato in Formula 1 per la prima volta dopo il suo ritiro e lo ha fatto nel venerdì di Monaco tra abbracci, visite ai box e un piatto di pasta in Ferrari

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Le prime immagini di Sebastian Vettel a Monaco arrivano da profili non ufficiali. Un video lo ritrae passeggiare nel paddock, nel venerdì di prove libere, e basta poco a far impazzire Twitter, Instagram, TikTok e tutti i presenti in pista. Sono passati pochi mesi dal suo ritiro ma Sebastian Vettel aveva torto: non è certo stato dimenticato. Lo aveva ripetuto più volte, dopo l’annuncio del suo dietrofront a fine 2022: “In poco tempo il pubblico si dimenticherà di me”.

Per un esperto e appassionato di storia della Formula 1 come lui fare i conti con la possibilità di non essere ricordato va a braccetto con l’esperienza di grandi campione che, prima di lui, non hanno goduto di fama eterna. Il mondo del motorsport, inutile negarlo, spesso è così. Seduce i tifosi con le storie straordinarie di chi non ha vinto nulla, o pochissimo, e dimentica campioni - vincitori di mondiali - dalle vite meno suggestive, adatte a un tipo di racconto che sopravvive agli anni.

E Vettel, per molto tempo, è stato sicuro di far parte della seconda schiera, quella dei dimenticati. Troppo fuori dal coro, troppo poco interessato alle luci della ribalta, alla vita pubblica, alle dinamiche di social, televisione, apparenze. Eppure, proprio questo suo essere così perennemente fuori dal coro, lo ha reso unico nel mondo di una Formula 1 sempre più interessata all'aspetto dell'intrattenimento. Così il tedesco, disposto a farsi squalificare pur di indossare simboli LGBTQ+ in Ungheria o pronto al litigio con FIA e Liberty Media pur di portare avanti le sue idee, è diventato simbolo senza volerlo essere.

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Ha acquisito un ruolo che oggi, dopo il suo ritiro, manca. E mancando fa sentire la sua assenza. È bastato quindi il suo breve ritorno nel paddock, in occasione del venerdì di gara a Monaco, per far emozionare i fans.

Anche nel suo ritorno però Sebastian è stato sé stesso: il look un po’ hippie e un po’ tennista degli anni 80, la presenza silenziosa, lontano dalle telecamere, la scelta di esserci il venerdì, per poter parlare liberamente con team e piloti e non essere sovrastato dalla folla della domenica a Monaco e quell’abbraccio sincero, di cuore, con l’amico di sempre Lewis Hamilton.

Il quattro volte campione del mondo si è presentato da solo, non ha concesso interviste, è passato a salutare tutti i suoi ex team, Red Bull, Ferrari e Aston Martin, e ha fatto quello che gli è sempre piaciuto fare: respirare la Formula 1. L’incontro con Lewis Hamilton ha ridato a tutti un po’ di quella Formula 1 che non abbiamo più, quella dei grandi successi di Sebastian in Red Bull, della sfida memorabile tra i due quando Vettel era in Ferrari, del periodo d’oro di Lewis in Mercedes. Ma soprattutto, ci ha ridato qualcosa di quel rapporto che abbiamo visto crescere negli anni, di rivalità sportiva, di grande rispetto reciproco e di un’amicizia costruita nel tempo.

Alla fine della giornata Sebastian si è fermato in casa Ferrari. “Voleva tantissimo mangiare un buon piatto di pasta” ha raccontato Marc Gené in diretta su Sky Sport F1 nel sabato delle qualifiche. È rimasto per cena, ha parlato con tutti gli uomini del suo vecchio team, ha fatto un salto nel passato come solo i vecchi amici possono fare.

Tutti l’hanno accolto, tutti l’hanno atteso e l’hanno abbracciato. Perché ancora una volta Sebastian Vettel si sbagliava: no, non è stato dimenticato.

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