image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

18 aprile 2026

Un’ora con un Marc Marquez micidiale: “Il 9° potrebbe essere il mio ultimo mondiale. La mia gara migliore? Argentina 2018”. E sul ritorno in Honda…

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

18 aprile 2026

È una delle più belle interviste fatte a Marc Marquez. Di certo la più bella da quando corre in Ducati. Lo spagnolo ha parlato di (quasi) tutto, dal nono titolo mondiale all’arrivo di Pedro Acosta nel box, che potrà anche batterlo ma è (“Come Messi e Lamine Yamal”). E poi il ritiro (“Me lo dirà il fisico, non la mente”), la Porsche la possibilità di tornare alla Honda per chiudere un cerchio
Un’ora con un Marc Marquez micidiale: “Il 9° potrebbe essere il mio ultimo mondiale. La mia gara migliore? Argentina 2018”. E sul ritorno in Honda…

Serviva un podcast di un’ora e dieci in spagnolo per capire meglio Marc Marquez? Evidentemente sì. Era dal documentario All In, rilasciato dallo stesso Marquez nel 2023, che non lo sentivamo parlare con questa profondità, con questa chiarezza. Non che lui sia particolarmente riservato nelle interviste, gran parte della complessità sta nell’averlo a disposizione con un microfono davanti alla faccia e un buon numero di telecamera attorno per più di un’ora.  Il podcast è il lavoro del duo spagnolo Tengo un Plan in collaborazione con un istituto bancario a fare da sponsor.

Marc passa buona parte della puntata a raccontare la mentalità del pilota, a partire dalla motivazione che lo spinge a correre: “È come una dipendenza per l’adrenalina, per la competizione. Non ho una dipendenza per la moto ma per la competizione. E vincere ti fa sentire ricompensato per la fatica che hai fatto”.

Poi i ragazzi cominciano a mostrargli delle foto. La prima è del 2023, è stata scattata al Sachsenring: Marc guarda il laghetto dopo l’ennesima caduta e, adesso lo ammette, pensa al ritiro, un po’ come avevamo immaginato all’epoca: “Uno dei pochi momenti, forse l’unico, in cui mi sono chiesto se valesse la pena continuare. Se valesse la pena di soffrire. Perché dal 2020 la mia prospettiva in questo sport è cambiata. Dicevo che il mio corpo serviva per andare in moto, poi ho capito che la vita è più grande, più importante. Che la carriera è una parte della vita, che poi continua, che ci sono altre cose anche più importanti. Quello è stato un momento che ho vissuto male come pilota e come persona. Le cose sono legate, se ti va bene la vita professionale, ti andrà bene anche quella personale e viceversa”.

20260418 190943199 2394
Marc Marquez in crisi davanti al laghetto del Sachsenring, luglio 2023.

A questo punto parla del suo passaggio in Ducati, nello specifico di come è arrivato alla decisione di lasciare la Honda e di come si è sentito in quel momento: “Non sono cose che provi da solo in casa e vedi come vanno, le provi davanti al mondo e ti esponi, mediaticamente… stavo dando un messaggio molto chiaro: datemi la moto che vince perché voglio essere campione, o vedere quello di cui sono capace. Quando prendi una decisione come questa cose come il denaro e il futuro le metti da parte, dai priorità a quella che sportivamente ti sembra la cosa migliore. Se ho dubitato di me? Sì, certo”, aggiunge poi. “Ne dubitavo perché venivo da un infortunio molto grave. E so di non avere il braccio come lo avevo una volta. E una delle cose che mi ha aiutato di più è stato non paragonare il mio lato sinistro e quello destro, ma dare il 100% per ogni lato”.

Segue foto del nonno, Ramon, venuto a mancare nel febbraio del 2024: “Mio nonno mi ha sempre parlato chiaro e non mi ha mai detto quello che volevo sentirmi dire. Ed è stato tra quelli che mi hanno consigliato di smettere. Mi diceva di trovarmi un lavoretto per tenermi impegnato e io gli ho detto che la quarta operazione sarebbe stata l’ultima… per il braccio destro. A novembre mi sono infortunato di nuovo al braccio destro ma continuo a correre, anche se con le parole di mio nonno in testa”.

Tra una cosa e l’altra arrivano un paio di risposte veloci: “Uno dei miei punti forti e deboli è stato che non vedo il pericolo. Ho dovuto lavorare parecchio per gestirmi, il mio istinto è sempre stato quello di rischiare tutto. Mentre uno dei giorni in cui sono stato più nervoso in carriera è stato quando ho provato la Ducati a Valencia, così come la prima gara del 2025. Quest’anno sento molto meno pressione”.

Una delle prime notizie provano a tirarla fuori chiedendogli della possibilità di rivederlo alla Honda. Lui non dice di sì o di no, eppure si fa capire benissimo: “Chiaramente sarebbe molto bello chiudere il cerchio, però per me il cerchio della mia carriera è già chiuso. Tutto quello che verrà adesso… l’ambizione è la stessa e la voglia di vincere anche, però non avrei mai voluto finire la mia carriera con l’infortunio del 2020 e così è stato. Quello che ho capito è che devo cercare la cosa migliore per me, perché la carriera di uno sportivo - se gli va bene - sono dieci, quindici anni. E ne devi approfittare al massimo”. Tradotto, non vuole parlarne davvero ma per il momento l’idea è continuare con Ducati. E se le cose con Gresini fossero andate male? “Se con Ducati non avessi più vinto mi sarei ritirato tranquillo ma non soddisfatto. Ora mi posso ritirare tranquillo e soddisfatto”, risponde lui.

A questo punto Marc si mette a raccontare dei suoi quattro anni di calvario: “Dal 2020 al 2023 è stata dura, durissima. Vivevo con tanto dolore e non ero contento della mia carriera. E non potevo andare in moto, perché poi la pagavo. A marzo nel 2022 avevo male al braccio, non funzionavano le cose, non mi ero ancora operato per la quarta volta. A quel punto cado in Indonesia e mi viene la diplopia. Non potevo neanche guidare, non ero indipendente. La fortuna è stata che è durato poco, tre settimana. E quando sono tornato a correre continuavo ad avere dolore, non riuscivo a tirare su una bottiglia d’acqua. E ho deciso di operarmi. All’inizio non volevo sapere o parlare della lesione. Quando qualcosa ti dà fastidio tendi a evitarlo. Facevo finta di niente e non solo con le domande, anche con il fisioterapista: c’è stato un girono in cui gli ho detto basta, non voglio fare più riabilitazione per due mesi altrimenti il corpo non si sarebbe ripreso. Ha funzionato, anche se è stato un piccolo passo”.

Marc Marquez rosso Barcellona 2024
Marc Marquez in rosso alla prima uscita con la Ducati ufficiale, Barcellona 2024.

Da qui si arriva alla rinascita, quella del 2025 col 9° titolo mondiale. Gli mostrano una foto dei festeggiamenti e lui dice di ricordare pochissimo: “Questo giro, il giro d’onore, lo ricordo più per le immagini che ho visto che per il ricordo di per sé, io di quello non ricordo nulla. E mi dispiace, mi fa arrabbiare, vorrei ricordarlo ma non ce la faccio. È stata una liberazione”.

La cosa si fa più interessante quando gli chiedono un confronto col 2013 o le altre grosse emozioni della sua carriera: “All’epoca ero abituato a vincere e vivevo nel futuro, pensavo solo a vincere il mondiale dopo. Invece con il 9° titolo ho pensato che sì, avevo vinto ma avrebbe potuto essere l’ultimo. Gli altri no, non erano mai l’ultimo nella mia testa. Ma il 2020 mi ha insegnato che la tua vita può cambiare in un giorno. E allora questo sì che l’ho pensato: godiamocela perché potrebbe essere il mio ultimo mondiale”.

Dai commenti arriva una domanda su quella che secondo lui è stata la sua giocata migliore, la sua grande epoca: “Ci sono state gare in cui non ho vinto ma in cui mi sono sentito di aver guidato meglio di sempre. Una è stata Argentina 2018 e l’altra Jerez 2020. Queste due gare… sembrava che fossi alla PlayStation. In Argentina mi hanno penalizzato, ho fatto un ride through… ma è stato uno dei miei GP migliori”. Questo è l’unico momento in cui, anche senza nominarlo, si parla di Valentino Rossi: “Qualcuno si è arrabbiato nel 2018”, gli dicono. E lui, ridendo: “In quella gara sì”.

Tornando alla carriera e al momento del ritiro, Marc parla ancora una volta di quando e come ha intenzione di ritirarsi: “Io andrò avanti finché il mio corpo me lo permetterà. E so che a farmi smettere sarà prima il mio corpo della mia mentalità. Più per il mio corpo che per la mia voglia di continuare. Dovrò capire fino a che punto sarò disposto ad accettare di soffrire”. Poi si aspetta, una volta lasciata la MotoGP, di trovare un se stesso differente: “Una delle cose che ti stancano di più durante la carriera è l’esposizione mediatica. E normalmente i piloti spariscono per un anno o due e poi tornano. Lo vedi con Jorge Lorenzo, Casey Stoner, Dani Pedrosa… Sono curioso di vedere come cambia”.

Per chiedere, gli chiedono cosa pensa all’idea che il suo compagno di squadra possa batterlo. Lui risponde pensando a Pedro Acosta, con cui condividerà il Team Lenovo Ducati dal 2026: “Succederà, è una cosa naturale. Non puoi vivere con la paura che il compagno di squadra ti batta. È vero che non mi è mai successo, però è naturale e succede. Come… se Leo Messi non andasse mai in panchina. Se giocasse nel Barcellona chi sarebbe in campo, lui o Lamine Yamal? Però Lamine Yamal è meglio di Messi? Per ora no, e vedremo tra vent’anni chi è stato il più grande. Ma è una cosa naturale, è più una cosa che interessa alla gente di quanto interessi a me. Non mi preoccupa tanto, è normale che a trenta e rotti anni non riuscirò a battere quelli che ne hanno venti, con la mente fresca e senza infortuni”.

More

SBK 2026: riprovateci con la neve! La pioggia e Lecuona non bastano a rovinare il sabato di Assen a re Nicolò Bulega

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

SBK

SBK 2026: riprovateci con la neve! La pioggia e Lecuona non bastano a rovinare il sabato di Assen a re Nicolò Bulega

C’è un marchio per motociclisti che si sta facendo pubblicità con il canale YouTube di Luca Salvadori

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

Ma andate affan*ulo

C’è un marchio per motociclisti che si sta facendo pubblicità con il canale YouTube di Luca Salvadori

Jorge Lorenzo racconta il suo 2015 e gli anni Yamaha: “Ero impertinente, dissi che se Valentino fosse tornato in 250 l’avrei battuto”

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

MotoGP

Jorge Lorenzo racconta il suo 2015 e gli anni Yamaha: “Ero impertinente, dissi che se Valentino fosse tornato in 250 l’avrei battuto”

Tag

  • MotoGP

Top Stories

  • Charles Leclerc ha davvero formato un team esterno alla Ferrari per studiare le nuove power unit? Ma come stanno messi a Maranello…

    di Luca Vaccaro

    Charles Leclerc ha davvero formato un team esterno alla Ferrari per studiare le nuove power unit? Ma come stanno messi a Maranello…
  • A quanto pare alcune MotoGP hanno un piccolo motore aggiuntivo (quasi) fuorilegge per fare la differenza quando conta di più in gara

    di Cosimo Curatola

    A quanto pare alcune MotoGP hanno un piccolo motore aggiuntivo (quasi) fuorilegge per fare la differenza quando conta di più in gara
  • Non farà “la fine” di Valentino Rossi: la profezia di Jovè (da Lorenzo) su come sta davvero Marc Marquez e il (non) rinnovo con Ducati

    di Emanuele Pieroni

    Non farà “la fine” di Valentino Rossi: la profezia di Jovè (da Lorenzo) su come sta davvero Marc Marquez e il (non) rinnovo con Ducati
  • Mick Doohan ammira Marquez e la tocca piano: “Non capisco Ducati. Non sono sicuro se l'Aprilia abbia fatto un grande passo avanti o se abbiano perso terreno”

    di Cosimo Curatola

    Mick Doohan ammira Marquez e la tocca piano: “Non capisco Ducati. Non sono sicuro se l'Aprilia abbia fatto un grande passo avanti o se abbiano perso terreno”
  • La verità sul calcio in Italia l’hanno detta Adani e Rimedio in diretta Rai: “La Lega? Non ha tempo per la partita del decennio, però porta le squadre in Arabia per la Supercoppa”

    di Egle Patanè

    La verità sul calcio in Italia l’hanno detta Adani e Rimedio in diretta Rai: “La Lega? Non ha tempo per la partita del decennio, però porta le squadre in Arabia per la Supercoppa”
  • Jorge Lorenzo racconta il suo 2015 e gli anni Yamaha: “Ero impertinente, dissi che se Valentino fosse tornato in 250 l’avrei battuto”

    di Cosimo Curatola

    Jorge Lorenzo racconta il suo 2015 e gli anni Yamaha: “Ero impertinente, dissi che se Valentino fosse tornato in 250 l’avrei battuto”

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]
  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy