“Avete presente quando vi si accende un fuoco dentro che è impossibile fermare? È esattamente quello che mi è successo con le gare su strada”. A parlare è Luca Salvadori in un video che si chiama Sul filo del precipizio, pubblicato meno due anni fa. A pensarci fa impressione: dal 14 settembre 2024, quando Luca ha perso la vita a Frohburg, in gara, sembra passato un decennio.
Quel giorno il canale di Luca si è fermato, si è ammutolito per poi diventare il mezzo di comunicazione con cui suo padre Maurizio, con una dignità da cui sarebbe bello imparare, ha raccontato del figlio, della dinamica dell’incidente, della Fondazione con cui oggi aiuta i motociclisti e del futuro del canale, in cui di tanto in tanto vengono pubblicati video di quelli che per Luca erano amici. Un modo per tenere vivo il suo ricordo e dire qualcosa di lui, per sentirlo vicino.Poi il canale di Luca Salvadori è tornato a girare forte su YouTube. Siamo ad aprile, la stagione motociclistica sta iniziando e chi ha tenuto la moto chiusa nel box comincia ad attrezzarsi, esattamente come fa tutto il settore. Grip Moto, e-commerce che si occupa della vendita di pneumatici, ha quindi deciso di sponsorizzare con ingenti quantità di denaro il proprio sito sfruttando il video Sul filo del precipizio, primo episodio della serie Zero errori, la serie dedicata alla corse su strada finita nel peggiore dei modi.
Il video può comparirti nella home page o mentre cerchi altro se sei in target, ovvero se ti capita di vedere video sui motori, oppure puoi trovarlo murato in cima al canale YouTube di Luca, sia su desktop che da mobile. Se ci clicchi sopra vieni reindirizzato al sito di Grip Moto, non al video di Luca. Per capire meglio questa storia però vale la pena fare un punto veloce sul funzionamento delle inserzioni YouTube.
YouTube è un’azienda di cui Google è proprietaria. Se vuoi sponsorizzare un tuo video, oppure come in questo caso utilizzarlo per fare da ponte a un’altra pagina web, devi impostare una campagna con Google Ads. Il sistema è molto semplice, anche se piuttosto costoso. In sintesi, nella più americana delle tradizioni se paghi puoi fare più o meno quello che vuoi. A Google non importa chi sia il proprietario del video o di cosa tratti, bastano dei fondi per pagare la pubblicità. A scanso di equivoci: per avere una presenza così forte tra le correlate, tra i video in apertura e nella pagina di Luca l’investimento richiesto viaggia nell’ordine delle migliaia di euro, non centinaia.
Ecco, categorizzare questa idea di marketing come clickbait è riduttivo. E il fatto che il sito abbia collaborato con Luca in passato è soltanto un aggravante, come se San Carlo avesse usato l’immagine di Marco Simoncelli per farsi pubblicità contro il volere di suo padre Paolo.
Tralasciamo il fatto che si tratta di una strategia infelice a prescindere. I signori di Grip Moto stanno sfruttando l'immagine di Luca nelle gare su strada senza il suo consenso o quello della famiglia - con cui abbiamo avuto un breve scambio di messaggi che non riportiamo - dopo che lui se n’è andato in una corsa su strada. Stanno sfruttando un suo video, l’amore di chi gli voleva bene e quello di chi lo seguiva per generare un profitto, per soldi.
Roba meschina, da persone piccole, da imprenditori allo sbando coi paraocchi puntati sul fatturato e una scritta in fronte che dice mors tua vita mea, letteralmente. Luca è morto correndo in moto. È morto perché queste gare sono pericolose e perché è stato sfortunato, ma pure perché aveva deciso di mettere il cuore davanti a tutto il resto, di seguire il suo spirito, di dare retta a quel fuoco che è impossibile fermare. Non è morto per il marketing. Non per il suo né tantomeno per quello di Grip Moto, a cui suggeriamo di cambiare nome in fretta: di gomme d’ora in poi ne venderanno pochissime.