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15 aprile 2026

Valentino Rossi a Tintoria? Fa il panico pure con le domande sbagliate: “Sto al simulatore, ma mi hanno rubato il nome”. E sulle mattate in Giappone, le figlie e tutto il resto…

  • di Luca Vaccaro Luca Vaccaro

15 aprile 2026

Abbiamo ascoltato l’ultima puntata di Tintoria Podcast con ospite Valentino Rossi e qualche dubbio sulle domande poste al Doc c’è rimasto. Qualcuna si poteva evitare, altre potevano essere meno banalizzate. Ma, come al solito, Rossi è riuscito a fare lo show parlando del simulatore e di iRacing, dove il suo nome lo usa qualcun altro, delle mattate in Giappone e del futuro delle figlie Gabriella e Giulietta. Ma non solo…
Valentino Rossi a Tintoria? Fa il panico pure con le domande sbagliate: “Sto al simulatore, ma mi hanno rubato il nome”. E sulle mattate in Giappone, le figlie e tutto il resto…

Valentino Rossi riesce a dare il meglio di sé anche quando, seduto su un palco, le domande che gli vengono poste non sono sempre il massimo. Lui le ascolta attentamente, ci pensa un attimo e a volte risponde dribblando, altre raccontando storie a cui non resta che applaudire. È questa la sensazione che ci ha lasciato la puntata n.298 di Tintoria Podcast, di cui il Doc è ospite. Anche perché, forse, è un po’ esagerato chiedere a uno come Valentino di fare i nomi di piloti che si sono fregati con la droga, o banalizzare un’infinità di volte il concetto di gioco, di simulatore. 

Eppure, col solito modo di fare, Rossi ti coinvolge, ti fa restare incollato allo schermo. E in una manciata di minuti, dopo qualche marchetta per presentare lo sponsor della puntata, ecco il primo aneddoto. Uno dei due gli chiede cosa avesse fatto prima di arrivare a Milano e salire sul palco, lui risponde di essersi allenato al simulatore; e quando l’intervistatore gli chiede qualcosa in più su quello strumento, Rossi risponde: “Gioco ad iRacing, che è un videogioco di altissimo livello. Si gioca online e puoi fare le gare con tutti i giocatori del mondo, oppure delle sessioni di test. Stamattina ho girato un po’ perché abbiamo delle prove qui, a Monza. Ho i miei amici con cui giochiamo insieme, la mia morosa dice che sono i miei amici immaginari perché quando si gioca hai le cuffie, senti il il rumore della macchina e poi senti le voci. Sei su Discord, che è tipo un WhatsApp per quelli che giocano. Quindi parli con i tuoi amici che, però, non sono lì”.

Valentino Rossi simulatore
Valentino Rossi al simulatore.

Il pubblico ride, poi applaude. Ma non è finita: “È bello perché sono Valentino Rossi 2 e Valentino Rossi. Perché Valentino Rossi qualcuno l’aveva già preso. E quindi io sono il 2 e molta gente pensa che magari non sono io”.

Il discorso continua: si parla di Mario Kart, a cui Rossi non gioca perché ribadisce di usare IRacing per allenarsi, della differenza tra i giochi di moto e quelli di auto, che preferisce perché riescono a essere più realistici, della stanza “ludica” con due simulatori, biliardo, tele gigante, bar e cucina per le feste, il sogno di ogni uomo sulla terra. Poi tocca al ricordo delle sportellate in Apecar, degli inizi in pista e della differenza tra ieri e oggi, la difficoltà delle gare endurance e delle fatiche a Suzuka, per la 8 Ore corsa in moto e vinta al secondo tentativo. 

Proprio sul Giappone gli aneddoti e le mattate non mancano: “25 anni fa arrivavi e ti sembrava di stare in un altro mondo: in pochi parlavano inglese, i segnali tutti in giapponese, il telefono non andava. La gente è molto diversa da noi come cultura, il modo di comportarsi è diverso. Adesso sono più simili, ma all'inizio erano talmente gentili e talmente rispettosi, poi loro di solito quando vedono l’europeo vanno un po' in paranoia. Potevi prendere le batterie al negozio e uscire senza pagare, immagina gli italiani in una situazione del genere”.

E allora cosa decide di fare il giovane Rossi? “Cercavamo sempre di spingerci oltre, di provare a vedere qual era il limite. Tipo: ‘Stamattina entriamo senza pass’. Quindi siamo arrivati in cinque con la macchina alla porta, ci hanno fermato ma abbiamo tirato dritto, però non è successo niente, capito? Da lì prendevi un po’ di confidenza, eravamo giovani e ci siamo divertiti”.

Valentino Rossi Uccio giovani
Valentino Rossi insieme a Uccio da giovani.

Passati gli anni, complice un po’ di scaramanzia, un passo indietro è arrivato: “Anche perché i risultati non arrivavano e con Uccio abbiamo detto ‘Basta, bisogna che ci comportiamo bene altrimenti qui non vinciamo mai’”.

Una volta diventato grande, come dice lui, sono arrivate anche due bambine. E la domanda non può che essere sul loro futuro e se, qualora qualora volessero emularlo, papà Rossi approverebbe: “Mia figlia piccola si chiama Gabriella, ha un anno, quindi ancora non si capisce bene. Giulietta invece ha 4 anni e naturalmente crescendo a casa mia, dove ci sono tutte le foto, i caschi, le moto…addirittura una Yamaha con cui ho vinto il mondiale ce l'ho nella camera da letto e lei dice ‘Papà, ma come mai è qui?’ Le piace, poi delle volte la porto col motorino intorno a casa, quando vado al Ranch le faccio fare sempre un giro insieme a me, ma non so ancora se le piace. Non è pazza per questa cosa. Mi piacerebbe che non corressero con le moto… Quando smetti capisci tante cose e io lo vedo già con mio fratello, che corre in MotoGP: negli ultimi anni ho un po’ capito quello che provava mia mamma quando partivo io. Allora la guardavo e non capivo, adesso invece sì. Però, mi piacerebbe che diventassero delle sportive di qualche sport, secondo me è una figata”.

Crescendo lo spirito non è cambiato, ma è arrivata anche la consapevolezza del rischio, di cui ne parla quando cita gli ultimi anni in MotoGP o gli infortuni che per fortuna non sono mai stati troppo gravi. Poi, c’è spazio per l’incontro con Berlusconi nel tunnel di San Siro ma non ad Arcore, ride, dei problemi con il fisco nel 2007 e persino della peggior cagata della vita, che non è stata in discoteca, come il nome della rubrica del podcast, ma in circuito. È un Vale che, nonostante abbia già detto tutto, riesce sempre a farti divertire. Anche quando arrivano domande che, a volte, ti lasciano un po’ perplesso

Valentino Rossi Francesca Sofia Novello
Valentino Rossi insieme a Francesca Sofia Novello.

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