La F1 del 2026 ha appena acceso i motori e già si discute di spegnerli. Non letteralmente, ma quasi: dietro le quinte, mentre i team cercano ancora di capire come gestire una power unit che eroga 350 kW di potenza dalla sola componente elettrica, Federazione e organizzatori stanno già lavorando alla prossima rivoluzione, quella prevista per il 2031 e che potrebbe rimettere tutto in discussione.
In questo avvio di stagione, il problema è sotto gli occhi di tutti. La batteria fornisce quasi metà della potenza totale della vettura, ma la sua capacità di accumulo è talmente limitata che la potenza massima è disponibile solo per brevi finestre. Il risultato lo si vede in pista: picchi di accelerazione seguiti da crolli improvvisi e decelerazioni imprevedibili, con i piloti che gestiscono l’energia invece di guidare. Verstappen le ha chiamate power unit anti-racing e, forse, non aveva tutti i torti.
L’idea che circola con sempre maggiore insistenza, però, è radicale: eliminare completamente la componente ibrida, grazie soprattutto all’utilizzo di carburanti sintetici al cento per cento sostenibili e a impatto zero a livello di emissioni. Una soluzione che renderebbe i motori termici compatibili con gli obiettivi ambientali contemporanei, ma senza bisogno di batterie, MGU-K e tutta la complessità che ne deriva.
Come riporta Auto Motor und Sport, l’opzione più probabile per il 2031 sarebbe quella di motori V8 turbo da 2,4 litri, per quello che assomiglierebbe a un ritorno al futuro del Circus. La rivista tedesca scrive che “poiché quasi tutte le auto di serie utilizzano ormai motori turbocompressi, si prevede che anche i motori di F1 saranno turbocompressi” e che “la componente ibrida potrebbe essere completamente eliminata”, con i carburanti sintetici a garantire la sostenibilità dell’intera operazione.
L’idea non è nuova e non sarebbe dettata solamente da esigenze “imposte dall’alto”. Il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem l’aveva suggerita in tempi non sospetti e il CEO della F1 Stefano Domenicali non si è mai opposto alla direzione, seppur senza mai mettere in discussione il presente del campionato.
E proprio a causa di questo presente, i tempi non possono essere brevi. Ferrari, Mercedes, Red Bull Powertrains, Audi e Honda hanno investito cifre enormi per sviluppare le power unit attuali e nessuno è disposto a gettare tutto al vento nel giro di una stagione. Il regolamento 2026 è appena entrato in vigore e smantellarlo, quasi a effetto immediato, sarebbe un precedente pericoloso oltre che un danno economico e d’immagine difficilmente giustificabile.
Quello che cambia, però, è il contorno. Fino a qualche mese fa parlare di un ritorno ai motori termici in F1 sembrava nostalgia da bar, mentre ora tutto sembra più concreto. Anche perché, quantomeno per come stanno adesso le cose, di gara in gara questa stagione sta dimostrando che qualcosa nel nuovo regolamento non funziona come previsto. E quando i problemi diventano visibili a tutti, tocca trovare il prima possibile delle soluzioni. Il V8 turbo del 2031 è ancora un’ipotesi che, per la prima volt però, potrebbe non essere campata in aria.