image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

[VIDEO] La lacrima che prova a congelarsi sulla guancia di Federica Brignone? Una lezione sugli attraversamenti che trasformano più dei traguardi

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

22 gennaio 2026

[VIDEO] La lacrima che prova a congelarsi sulla guancia di Federica Brignone? Una lezione sugli attraversamenti che trasformano più dei traguardi
Il sale non si congela? Andatelo a dire alla lacrima venuta giù sulla guancia di Federica Brignone, dopo il sesto posto a Plan de Corones. Sì, quella con Francesca Marsaglia è stata una di quelle interviste in cui le parole sono state superflue, anche se la lezione è stata immensa quasi quanto chi ce l’ha impartita (senza saperlo)

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Coraggio, tenacia e purezza. A Plan de Corones, Federica Brignone ce li ha regalati così, semplicemente sciando. A quasi 300 giorni dal terribile infortunio che ad aprile 2025 le aveva fratturato tibia, perone e legamento crociato, la valdostana è tornata in Coppa del Mondo nello slalom gigante: sesto posto. Solo tredici giorni di sci dopo l’inizio della preparazione, quasi a dimostrare – ancora una volta nella storia dello sport – che la fatica è sempre il percorso, quando smettiamo di raccontarcela, e mai un incidente nel percorso. O un dovere per il percorso. “Sì, non è stato facile…” – ha detto dopo il traguardo in una intervista che vale più della sua discesa. Un’intervista al microfono di chi poteva capirla. Un’intervista in cui, manco a dirlo, sono inevitabilmente comparse le lacrime. Una in particolare, che in mezzo a quel freddo lì, sembrava volersi congelare sulla guancia di Federica. Trasformarsi in cristallo di ghiaccio nonostante tutto il sale che c’è dentro. Ogni fisioterapia, ogni singolo momento in cui mente e corpo si sono dovuti convincere che il ritorno era possibile. Ogni caduta. Ogni resistenza alla paura. Tutto, ma tutto davvero, s’è condensato in quella lacrima. Perché la fatica, alla fine dei conti e pure alla fine di un Gigante, è tempo che si deposita nel corpo, è ripetizione che scava, è attrito continuo tra ciò che avevamo immaginato e ciò che invece poi è veramente. Ciò in cui, insomma, siamo costretti a diventare.

20260122 193525103 7724

Dietro la telecamera, a tenere il microfono, c’era Francesca Marsaglia, amica, compagna di nazionale, che con delicatezza ha trasformato l’intervista in un colloquio tra donne che condividono ricordi, sogni e paure. “Colpa mia, posso abbracciarti?” Solo che se ci si commuove non è mai per una qualche colpa. Anzi, semmai è per l’impegno, anche se l’impegno, quando è preso sul serio, non ha niente di romantico. E non è neanche ispirazione. Semmai è continuità imperfetta. Esserci anche se fa male. Ricomporsi anche se si è spezzati. Presentarsi quando l’entusiasmo è evaporato. Restare quando nessuno guarda e quando smette di convenire, soprattutto dopo che si è già vinto abbastanza e si è già nella storia di uno sport come Federica Brignone. A quel microfono, la sciatrice ha raccontato le ore precedenti la gara, la tensione accumulata, la sensazione di essere al via senza punti di riferimento. “Di solito – spiega - sai dove sei e quali obiettivi inseguire. Oggi era tutto nuovo, un test”. Un test di quelli in cui, però, si coglie la verità di un’impresa: viviamo in un’epoca che idolatra l’arrivo e rimuove l’attraversamento, che consuma risultati e censura i processi. Psicologicamente è devastante perché nega che l’identità nasce nella durata dello sforzo. Nello sport, ma mica è diverso nella vita.

20260122 193554527 9132

Chi immaginava un rientro prudente si è trovato davanti una Brignone capace di reggere la pressione, di misurarsi con le migliori e di restituire poesia anche a due sci che grattano e fanno quel suono lì che non è musica. Ma che è comunque la colonna sonora di quella tenacia che non nasce dall’eccezione, ma dalla ripetizione ostinata. Aristotele, che di sicuro non sciava, già un bel po’ di anni fa parlava di “héxis”, di abito: talento originario che va vestito con qualcosa da praticare, anche ostinatamente, nel tempo, fino a farlo diventare forma stabile dell’essere. Nietzsche, a sua volta, diffidava delle conquiste senza dolore, perché non trasformano. Anche la psicologia contemporanea, quando è onesta e non ideologica, arriva alla stessa conclusione: la motivazione spesso segue l’azione più che precederla. Si comincia stanchi, confusi, imperfetti. E poi è l’impegno che genera il senso. E pure la direzione. Oltre al passo. E lottare, diventa qualcosa che non è più contro il mondo, ma smettere di pretendere che il mondo si adegui alle scorciatoie. All’abbandono. Insomma, accettare pure la fatica del conflitto, anche con se stessi e con la voglia che non c’è o non si ha più, come crescita, sapendo che ogni obiettivo autentico presenta il conto. E che quasi mai è epico: è banale, quotidiano, a tratti persino umiliante. Perché toglie alibi, asciuga le scuse, ridimensiona l’ego e costringe a scegliere cosa valga davvero la pena sopportare.

E’ la verità antica che ha accompagnato il rientro di Federica Brignone, o di Marc Marquez, o di qualsiasi altro grande dello sport che è stato lì a ricomporsi, dopo essersi spezzato, per commuoversi un’altra volta. “Gli dei – diceva Esiodo in Le Opere e i Giorni - hanno posto il sudore davanti alla virtù”. Ecco, prima viene il “ponos”, lo sforzo, poi — forse — il compimento. E ora anche per Federica Brignone il futuro è finalmente, di nuovo, aperto: Cortina d’Ampezzo, allenamenti sulle piste più impegnative, Crans Montana (in forse). Ma quello che resta, come sempre, è l’esempio che il sudore, proprio come sembrava suggerire Esiodo, è l’esatto nettare che separa il desiderio dall’opera. L’intenzione dal successo. Al netto di tutto e sapendo che la fatica, o più in generale l’impegno, è l’unica vera promessa certa di metamorfosi. Trasformarsi davvero — senza scorciatoie, senza applausi, senza pubblico — resta l’impresa più radicale, più scomoda e meno instagrammabile che ci sia. Di instagrammabile, semmai, c’è – per fortuna – il video di una intervista che sintetizza quanta potenza c'è persino in una lacrima che prova a congelarsi, nonostante tutto il sale, sulla guancia di chi, come Federica Brignone, sta insegnando a tutti che gli attraversamenti, più dei traguardi, definiscono e trasformano davvero.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Eurosport Italia (@eurosportitalia)

More

Sentito Sinner su Franzoni e su quella volta che l'ha suonato? È una lezione di sport per i profeti di futuro

di Michele Larosa Michele Larosa

campioni a confronto

Sentito Sinner su Franzoni e su quella volta che l'ha suonato? È una lezione di sport per i profeti di futuro

Chi è lo sciatore Giovanni Franzoni, il vincitore del Super G a Wengen: 24 anni, prima vittoria in Coppa del Mondo in carriera. L’Italia ha trovato il suo campione per le Olimpiadi di Milano Cortina?

di Michele Larosa Michele Larosa

Nuovo che avanza

Chi è lo sciatore Giovanni Franzoni, il vincitore del Super G a Wengen: 24 anni, prima vittoria in Coppa del Mondo in carriera. L’Italia ha trovato il suo campione per le Olimpiadi di Milano Cortina?

“Sulle ali laterali mi sono inca*zato a bestia”: Aprilia perderà pure cavalli (come tutti), ma che leoni ha? Sterlacchini e Rivola totali su tecnica, futuro e “tempo per il mercato già finito”

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

MotoGP

“Sulle ali laterali mi sono inca*zato a bestia”: Aprilia perderà pure cavalli (come tutti), ma che leoni ha? Sterlacchini e Rivola totali su tecnica, futuro e “tempo per il mercato già finito”

Tag

  • Sci

Top Stories

  • Luca Marini a MOW: “Nel 2025 la vittoria di Marc Marquez era già scritta, quest’anno no. Cercare la a vittoria? Fa parte del godimento finale”

    di Cosimo Curatola

    Luca Marini a MOW: “Nel 2025 la vittoria di Marc Marquez era già scritta, quest’anno no. Cercare la a vittoria? Fa parte del godimento finale”
  • Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…

    di Emanuele Pieroni

    Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…
  • Mettiamola così: nella Sprint di Buriram, Pedro Acosta ha studiato da vicinissimo Marc Marquez e la sua futura Ducati. Il resto lo hanno fatto gli arbitri (e Marco Bezzecchi)

    di Emanuele Pieroni

    Mettiamola così: nella Sprint di Buriram, Pedro Acosta ha studiato da vicinissimo Marc Marquez e la sua futura Ducati. Il resto lo hanno fatto gli arbitri (e Marco Bezzecchi)
  • Pavesio ci mette la faccia, ma Quartararo, Rins, Miller e Razgatlioglu non possono metterci la voce: Yamaha pessimismo e fastidio

    di Emanuele Pieroni

    Pavesio ci mette la faccia, ma Quartararo, Rins, Miller e Razgatlioglu non possono metterci la voce: Yamaha pessimismo e fastidio
  • “Stratega nel mentire”, Chicho Lorenzo psicanalizza Marc Marquez (e Ducati): “grande preoccupazione”. Il figlio Jorge, invece, attacca Quartararo (e non ha torto)

    di Emanuele Pieroni

    “Stratega nel mentire”, Chicho Lorenzo psicanalizza Marc Marquez (e Ducati): “grande preoccupazione”. Il figlio Jorge, invece, attacca Quartararo (e non ha torto)
  • A Buriram Bezzecchi vola, Martin è in top5 e l’Aprilia ha un segreto dalla F1 del 2010. Ecco cos’è e come funziona l’ultima genialata di Noale

    di Luca Vaccaro

    A Buriram Bezzecchi vola, Martin è in top5 e l’Aprilia ha un segreto dalla F1 del 2010. Ecco cos’è e come funziona l’ultima genialata di Noale

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Sentito Sinner su Franzoni e su quella volta che l'ha suonato? È una lezione di sport per i profeti di futuro

di Michele Larosa

Sentito Sinner su Franzoni e su quella volta che l'ha suonato? È una lezione di sport per i profeti di futuro
Next Next

Sentito Sinner su Franzoni e su quella volta che l'ha suonato?...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy