Durante l’ultimo Capcom Spotlight, tra le deludenti notizie legate al trentennale di Resident Evil, la software house giapponese ha avuto modo di tornare a parlare di Pragmata, la sua nuova esclusiva che, dopo anni di silenzio quasi totale, sembra finalmente uscita da quella specie di limbo in cui era finita. Annunciato molto tempo fa e poi praticamente scomparso dai radar, tanto da essere considerato quasi disperso, il progetto è stato più volte rimandato, con gli stessi sviluppatori arrivati persino a scusarsi con la community per i ritardi. Ora però il gioco pare sempre più vicino: il nuovo trailer ha confermato l’uscita, addirittura anticipata di una settimana, dal 24 al 17 aprile prossimo venturo. Durante la presentazione del main trailer, accompagnata anche dalla notizia di una demo disponibile su tutte le piattaforme e su PC, qualcosa si è mosso. Pragmata aveva già colpito nei mesi scorsi, ma questa volta la curiosità di provarlo pad alla mano è cresciuta in maniera evidente. Il sistema di combattimento appare peculiare: da un lato l’azione e il gunplay affidati all’astronauta Hugh, dall’altro le sezioni più strategiche e puzzle guidate da Diana, l’iconica bambina androide. Un’idea intrigante che andrà ovviamente testata sulla lunga distanza ma che, almeno a prima vista, sembra funzionare. Colpisce però anche il colpo d’occhio estetico e grafico, impressionante già nella demo che abbiamo provato su PS5: la base lunare, fredda e industriale, sembra uscita direttamente da certa fantascienza cinematografica contemporanea, con richiami evidenti a film come Moon di Duncan Jones.
È però la componente narrativa ad aver colpito di più questa volta. Nel main trailer emerge con maggiore chiarezza il senso di protezione che Hugh prova nei confronti di Diana e, al tempo stesso, quel senso di meraviglia e di scoperta che la bambina androide sembra sperimentare durante il viaggio insieme a questo strano umano in tuta spaziale. Una specie di versione in salsa space opera di Léon di Luc Besson o, forse ancora meglio, di Lone Wolf and Cub/Kozure Ōkami di Kazuo Koike e Gōseki Kojima: lo splendido manga che racconta il viaggio di un samurai solitario e taciturno accompagnato da un bambino in fasce che, evidentemente, non dovrebbe trovarsi lì. Il continuo oscillare tra il bisogno di proteggere Diana e il fatto di doversi confrontare con qualcosa che umano e vivo non è, ma che possiede molti degli elementi per poterlo diventare, appare come uno dei temi più potenti suggeriti dal trailer. Allo stesso tempo è interessante osservare come la stessa Diana sia assolutamente fondamentale per la sopravvivenza di Hugh e quindi anche per la nostra.
Senza di lei sarebbe impossibile sopravvivere all’interno di questa base lunare assediata da intelligenze artificiali impazzite. Il senso di mutua assistenza tra i due personaggi, così diversi tra loro, sembra funzionare sorprendentemente bene. Da una parte Hugh, un uomo massiccio imprigionato dentro una gigantesca tuta spaziale. Dall’altra Diana, una bambina con un buffo e grande giubbottone blu che corre e saltella all’interno di una base lunare deserta. Alla fine, è proprio quell’omone armato a dover dipendere da lei. Pragmata, anche dopo l’ottima demo disponibile, resta un gioco che potrà essere valutato davvero solo pad alla mano. Le sensazioni, però, questa volta sono decisamente positive. Soprattutto perché si ha l’impressione di trovarsi davanti, e presto tra le dita, qualcosa di davvero nuovo nel panorama videoludico.