image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

5 ottobre 2023

“I fanatici dell’auto elettrica aprano gli occhi”: Libero attacca dopo la strage del bus. E gli esperti dicono che…”

  • di Erminia Cioffi Erminia Cioffi

5 ottobre 2023

Dopo l’incidente del pullman elettrico caduto dal cavalcavia a Mestre, l’incendio divampato è stato difficile da domare. Cosa è successo alle batterie del veicolo dopo l’impatto? I tecnici provano a spiegarlo, mentre Libero attacca: “Il rogo di Mestre apra gli occhi ai fanatici dell’elettrico”
“I fanatici dell’auto elettrica aprano gli occhi”: Libero attacca dopo la strage del bus. E gli esperti dicono che…”

Nell’intervista rilasciata a MOW, il direttore editoriale di Libero Daniele Capezzone denuncia la "censura" di alcuni quotidiani sul tema dell'elettrico legato alla strade del bus di Mestre. Il suo giornale garantisce invece un’ampia copertura dell’argomento: “Bus elettrici in fiamme ma il Pd vieta di dirlo”, “La sinistra insorge per difendere i veicoli verdi. Però il pericolo c’è, ci sono le prove”. E ancora: “Il rogo di Mestre apra gli occhi ai fanatici dell’elettrico”. Il giornalista Giovanni Sallusti richiama le affermazioni del procuratore Bruno Cherchi che ha confermato una fuoriuscita di gas dalle batterie al litio e quelle del comandante dei vigili del fuoco di Venezia Mauro Longo sulle complicazioni dovute alle batterie: farsi delle domande non solo è lecito, ma è un segno di rispetto per i morti, scrive. “Il dubbio riguarda il rogo successivo alla caduta – precisa – e la possibilità che la sua durata e la sua potenza siano state incentivate dalle batterie elettriche”. E si chiede: “Siamo coscienti di tutti i rischi di nuovo tipo e di tutte le potenziali controindicazioni dell’elettrico? Dubitiamo?” Per le informazioni tecniche Libero si affida ad Aldo Ballerini, che spiega che in caso di urto violento (non un semplice tamponamento) l’involucro che contiene la batteria può perforarsi: le membrane che proteggono le celle con gli ioni di litio si rompono e fanno fuoriuscire liquido altamente infiammabile. Si innesta la cosiddetta escalation termica, con un incendio che può arrivare a temperature di più di duemila gradi, considerando le batterie ad alto voltaggio (anche 800 volt). L’ingegnere precisa che questo non vuol dire che in seguito a un incidente i veicoli a batteria si incendiano più frequentemente di quelli a combustione fossili e ibridi, ma ci sono degli esempi non incoraggianti, quindi è d’obbligo confrontare i dati, analizzarli e riflettere. E ricorda lo studio di tre anni fa dell’ente americano National Transportation Safety Board, secondo cui “nel 2020 i veicoli elettrici che hanno preso fuoco in seguito a guasto o a incidente sono stati lo 0,2% del totale, a fronte di un parco auto elettrico circolante negli Usa che è pari a circa l’1% del totale”.

pullman
Il pullman coinvolto nell'incidente

E qualche dato lo aveva fornito anche Il Giornale (“Il National Fire Protection Association evidenzia come il rischio di incendio relativo alle auto elettriche sia di ben 64 volte inferiore in paragone alle vetture con motore endotermico”), che oggi ha intervistato Roberto Gullì, comandante vicario dei Vigili del fuoco di Firenze e referente del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco per la sicurezza stradale e gli incidenti. “Le batterie, quelle agli ioni di litio in particolare, autoproducono ossigeno, con la conseguenza che l’incendio si auto-sostiene – spiega Gullì –. Ne deriva una maggiore difficoltà nel domare le fiamme”. “Il bus coinvolto nell'incidente è stato portato in un luogo isolato – aggiunge –, le temperature, anche a distanza di tempo, possono innalzarsi”. “Se l’incendio potrebbe essere divampato a causa dell’impatto violento? L’impatto può essere all’origine dell’incendio, anche se le batterie, che nel caso di un mezzo pesante posso arrivare a pesare quintali, sono chiuse in un contenitore che viene testato proprio per gli urti. Ma potrebbe esserci stato anche il malfunzionamento delle celle, come capita per la batteria di uno smartphone che subisce uno schiacciamento”. E ricorda che anche l’operazione di ricarica non va trascurata e deve essere fatta nel modo corretto, così come non vanno dimenticate tutte le normative sulle batterie che devono essere rispettate.

More

Scoppia la polemica sull’elettrico dopo l’incidente di Mestre. Salvini: “Bisogna riflettere sulle batterie…”

di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

qual è il vero problema?

Scoppia la polemica sull’elettrico dopo l’incidente di Mestre. Salvini: “Bisogna riflettere sulle batterie…”

Ma davvero l’incidente del bus a Mestre è colpa della batteria elettrica?

di Erminia Cioffi Erminia Cioffi

Sarebbe successo comunque?

Ma davvero l’incidente del bus a Mestre è colpa della batteria elettrica?

Tag

  • incendio
  • Venezia
  • Incidente

Top Stories

  • Pubblichiamo la rettifica dell'ex compagna di Valter Lavitola, Natalia Potenza, alla nostra intervista a Maria Lavitola

    di Michele Larosa

    Pubblichiamo la rettifica dell'ex compagna di Valter Lavitola, Natalia Potenza, alla nostra intervista a Maria Lavitola
  • Wanna Marchi e Stefania Nobile premiate in Campidoglio nella camera ardente è l'immagine perfetta della cultura in Italia: amen e toccatina

    di Ottavio Cappellani

    Wanna Marchi e Stefania Nobile premiate in Campidoglio nella camera ardente è l'immagine perfetta della cultura in Italia: amen e toccatina
  • Ma quanto è sexy Giada Bocellari: spigolosa (e non piaciona alla De Rensis), irresistibile quando puntualizza e si incazza da Giletti

    di Ottavio Cappellani

    Ma quanto è sexy Giada Bocellari: spigolosa (e non piaciona alla De Rensis), irresistibile quando puntualizza e si incazza da Giletti
  • Ranucci definisce “meloniano” il direttore di MOW perché probabilmente ha letto solo il titolo e non il contenuto di un articolo del direttore Moreno Pisto. Il primo ad abboccare è stato Open

    di Giuseppe Vatinno

    Ranucci definisce “meloniano” il direttore di MOW perché probabilmente ha letto solo il titolo e non il contenuto di un articolo del direttore Moreno Pisto. Il primo ad abboccare è stato Open
  • Nel paese in cui Vannacci e Tajani parlano delle minigonne Lorenzo Innocenti, l’assassino di Eleonora Guidi, è in libertá vigliata e a nessuno frega niente

    di Gianmarco Serino

    Nel paese in cui Vannacci e Tajani parlano delle minigonne Lorenzo Innocenti, l’assassino di Eleonora Guidi, è in libertá vigliata e a nessuno frega niente
  • Ecco perché Silvia Salis è stata esclusa dal taglio del nastro al Salone Nautico di Genova: qualcuno non era alla sua altezza, sì, ma chi?

    di Riccardo Canaletti

    Ecco perché Silvia Salis è stata esclusa dal taglio del nastro al Salone Nautico di Genova: qualcuno non era alla sua altezza, sì, ma chi?

di Erminia Cioffi Erminia Cioffi

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

British Arways e le divise non binarie? Ma le donne hanno ancora il diritto di essere femminili, o possono essere solo femministe?

di Riccardo Canaletti

British Arways e le divise non binarie? Ma le donne hanno ancora il diritto di essere femminili, o possono essere solo femministe?
Next Next

British Arways e le divise non binarie? Ma le donne hanno ancora...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy