Gianluca Gazzoli fa le cose semplici. Punta in alto, agli ospiti migliori, ma il suo Basement è pulito. Non cerca la polemica gratuita, non si arrabbia. Davvero, fa le cose semplici. Ma farlo, soprattutto oggi, soprattutto in un modo che premia chi corre, chi accelera, chi urla, non è semplice per niente. Lui gli ospiti li fa parlare e dimostra educazione, gentilezza, stile. Non ha bisogno di copioni muscolari, non ha bisogno di far vedere che è il più forte di tutti. Però tutto ciò che ha costruito lo ha portato su uno dei più importanti palchi d’Italia, quello dell’Ariston. Prima con Sanremo Giovani e poi, per presentare le nuove proposte arrivate alla fase finale, durante Sanremo. Ieri ha ringraziato tutti, Carlo Conti, la produzione, chi ha creduto in lui. Ma dietro tutto questo c’è un ricordo e una dedica, il bacio al pallone prima di calciarlo, la luce che l’indice indica alzando la mano per esultare dopo il goal. Sua madre.
Lo ripete anche sui suoi social. Lei avrebbe compiuto gli anni proprio ieri, il giorno in cui suo figlio sale sull’Ariston in prima serata. Lui lo sa e vuole dircelo: “Non c'è più, ma ho coronato il mio sogno nel giorno del suo compleanno”. Sì, anche questa è una cosa semplice. E per questo difficilissima da capire. Il suo post aiuta: “Per la mia mamma, per la mia famiglia, per i miei amici e per la mia gente. Per chi ci ha sempre creduto e per chi continua a farlo, anche quando la strada si fa più difficile. Per chi crede che con il tempo, con passione, gentilezza, lavoro e sacrificio i sogni possano davvero trasformarsi in realtà. Per chi sa aspettare, lottare e restare fedele a ciò che ama, senza smettere mai di sperare”.
“La mia gente”, cioè quelli che sanno ascoltare. “Mia madre”, la prima che ci ascolta nella nostra vita. “La mia famiglia, i miei amici”: c’è un patto di fiducia, che non è solo rispetto o stima, ma che si fonda sull’orgoglio per i successi altrui. È quel sentimento strano e gratuito che fa la differenza. Che fa capire chi ti ama e chi no. Chi ti ama è felice perché sei felice. Anche questo è semplice, banale quasi. Ma quante volte ce lo diciamo? Davvero ci fermiamo a pensare che forse c’è un altro modo per raggiungere i propri sogni. Non mordere, ma carezzare. Con fatica? Certo? Ma la fatica della gentilezza, non la fatica del mercenario. Gazzoli ringrazia sua madre che non c’è più, ma sua madre è nelle parole che ha usato per lei e per i suoi amici. È nella gratitudine mista a tenerezza che lo ha fatto sorridere sul palco dell’Ariston.