La scrittrice Natalia Aspesi non le manda a dire. Il direttore de Il Fatto Quotidiano? Non godrebbe delle sue simpatie. Anzi, pare lo detesti proprio. Tanto che, come ha scritto nella sua rubrica “Questioni (non solo) di cuore” su Il Venerdì di Repubblica (estratti riportati anche da Dagospia), è anche “per colpa sua” che ha smesso di guardare la televisione. Il commento di Aspesi arriva in risposta alla lettera di un lettore che, oltre a menzionare Marco Travaglio, sottolineava la frequente presenza di Italo Bocchino nei talk show televisivi. La scrittrice allarga il discorso e finisce per commentare anche la figura di Travaglio, che a quanto leggiamo, le avrebbe fatto passare la voglia di accendere il televisore. “Certo Bocchino è una bella preda e riempie la serata. Allora diciamola tutta, il divertimento finisce qui. Giusto per capirsi, io detesto Travaglio ed è anche per lui che ormai sono anni che non vedo la televisione”, scrive. E se il concetto non fosse già abbastanza chiaro, rincara la dose in un secondo intervento sull’articolo, in risposta a un altro lettore, aggiungendo motivazioni precise.

Rispondendo alla seconda domanda di una lettrice, Aspesi chiarisce il suo punto di vista. Sempre nella sua rubrica, scrive: “Io credo che Travaglio abbia passato troppi giornali, da Repubblica a Il Giornale, da l'Unità (dichiarandosi tempo prima molto anticomunista) al Fatto, e molti altri, dall'essere un vero allievo di Montanelli all'area di sinistra, senza identificarsi in quell'area politica”. Ma cos’è che la infastidisce tanto? “Non ne sopporto il modo monotono con cui dice cose tremende senza fissare nessuno negli occhi”. Eppure, in passato, le cose erano diverse. C’era stato persino un momento in cui Natalia Aspesi dice di aver “amato” il giornalista. Anche se, spoiler, pare questo sentimento sia durato ben poco. “Io l'ho amato quando se la prendeva con il povero Berlusconi e poi più. Adesso non riesco neppure a vederlo ma se lei - riferendosi alla lettrice - ci crede, fa benissimo a seguirlo”.

