Il potere logora chi non ce l’ha. Però Giorgia Meloni ce l’ha eccome, e infatti guardatela, osservatela finché dura questa conferenza stampa, con quei suoi boccoli biondi su sfondo azzurro, la sua giacchetta beige che le casca addosso alla perfezione. Il potere la rende più bella, più affascinante ancora. Unica nota stonata le tracce di nicotina sulle labbra, ma quelle vabbé, sono un dettaglio che può tranquillamente trasformarsi nell’oggetto di un feticismo. E poi quella voce, quella voce di donna, di madre, di cattolica, quella voce ruvida della fumatrice. I giornalisti italiani non l’hanno potuta interrogare per circa un anno. Son rimasti da soli. Un anno senza di lei, come una madre che si nega ai propri figli deliberatamente, come in un famoso e meraviglioso romanzo di Massimo Bontempelli. Una madre che non si mostra quasi a nessuno, nemmeno al marito per il timore che il farsi osservare possa in qualche modo sciupare la sua bellezza.
I figli la spiano dalla serratura, adoranti, ma in futuro sconteranno il peso di questa eredità decisamente traumatica. La mondanità romana, però, non può non parlare di lei, la desidera perché in fondo teme che da un momento all’altro possa castrarla. E’ la grande madre italiana, che dopo un anno di assenza, torna dalla sua prole di giornalisti che l’hanno criticata un anno intero e poi, nel momento di litigarci non riescono a vincerla quella madre, godendo ad ascoltare la voce ruvida di fumatrice che sgorga come un’ambrosia da quelle labbra scottate di nicotina, di sigarette fumate con passione, tanto da indurre anche un turco a dirle di smettere. Dice la cosa giusta, su tutto e parla alla pancia e al cuore di tutti quando parla della strage di Crans-Montana, della guerra in Ucraina, del Venezuela, della Groenlandia, dei dati dell’Istat. Quei boccoli biondi in qualche modo rimandano alla magia in ambito esoterico, sempre simboleggiata dall’oro. Perché Giorgia Meloni è invincibile, mastica il linguaggio della politica, ha dalla sua il Potere quello vero, gli Stati Uniti, la finanza internazionale, i media di tutto il mondo, la copertina del Time e anche Dio attraverso un Papa Americano.
In fondo, diventare il Presidente del Consiglio con una larga maggioranza in Italia per poi governare a lungo è una questione di intimità e quelle labbra bruciate dalla nicotina non si lasciano pronunciare dal linguaggio, ma lo subordinano all’idea, al calcolo politico, a quella tensione ideale su cui la Meloni si muove in equilibrio affatto precario. E ora, i giornalisti nella conferenza stampa di inizio anno se ne stanno lì, e donne e uomini, ossessionati, dopo aver pronunciato la loro domanda, breve o infinita, sensata oppure no, apprezzata o disprezzata, godono pesantemente dell’incantesimo che esercita la magia politica di Giorgia Meloni, la loro madre politica, la cui egida riscalda tutti, amici e nemici, della sua ossessione. Lei e soltanto lei fosse l’unica capace ad indossare e governare l’Anello di Sauron senza sparire definitivamente in un mondo fatto di poteri oscuri e difficili. Giorgia Meloni, non la sorella d'Italia, ma la Madre d’Italia. Una grande Madre Tortura, come avrebbe cantato Richard Benson, dalla quale non potremo mai più sfuggire.
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Madre di vecchia fattura
Daltonica merce preda dell'usura
Sorella del confine tra clero e cloro
Badessa della comunione
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Maria sventurata piena di strazio
Fiumane di figli etichettati bandiere
Sono solo il liquame delle tue messe nere
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Madre tortura
Il tuo biondo è il colore della mia libertà
Madre
Venduta per 30 denari ad un bimbo
Senza età