La Grazia di Paolo Sorrentino, questa volta sì, parliamo del film. Fummo particolarmente inclementi nei confronti dell’ultima fatica cinematografica del regista e premio Oscar, ma forse per la sua particolare tempistica e per le sue risonanze con il mondo reale, dovremmo ricrederci. L’affaire Minetti, è chiaro, si sta sgonfiando. Sempre più evidenze giuridiche allontanano Mattarella dalla morte per causa di una polpetta un po’ troppo avvelenata, però, in ultima battuta va fatta notare una circostanza particolarmente interessante. Non ha certamente alcun significato, ma certamente una grande forza evocativa di un grande complotto che, purtroppo, forse non c’è (ma chi può dirlo davvero). Alla luce della vicenda Minetti il film “La Grazia” di Paolo Sorrentino acquisisce tutto un altro sapore. La trovata del regista di includere nella sua pellicola il rapper Gué è certamente una trovata “sorrentiniana”, ma pure una coincidenza incredibile. Eh sì, perché come tutti sapranno Gué Pequeno con Nicole Minetti ha avuto una delle sue storie d’amore più intense, seppur breve, che ha lasciato più di una traccia nel nostro patrimonio culturale. “Mentre tu eri alle medie volavo in classe première con la tipa del premier, sbocciando Laurent Perrier” d’altronde è una delle barre più iconiche del rap italiano firmata nel 2021 da un Gué Pequeno che viaggia tra i ricordi di quel lontano 2013. Erano i tempi dei Club Dogo e durante una delle tante settimane della moda che hanno segnato il tempo di Milano, il rapper milanese conosce l’ex del premier Silvio Berlusconi.
Lui rapper in voga, lei consigliera regionale in quota PdL, beccati a limonare al cinema Odeon di Milano da Selvaggia Lucarelli, mentre nella cinepresa scorreva la pellicola di “Attacco al potere”. Paparazzati in quei mesi di fuoco da Novella 2000. E sì, vi prego, complottisti, non rassegnatevi alla fine di questo scandalo sulla Grazia a Nicole Minetti, scatenatevi. Il complotto è molto più intrigante della banale realtà. Tempo qualche mese e, prima dell’Estate, fine dei giochi. Colpa di lui, che ha messo le corna a lei, pare. A questo punto Minetti si trasferisce ad Ibiza, dove ricomincia da zero mettendosi a fare da Dj nel locale di Giuseppe Cipriani, il suo futuro compagno. Già dal 2012 inizia la loro storia, intrecciata a quella con il figlio di Gigi d’Alessio, Claudio, nel 2014 e alle udienze del processo Rubygate. Organizzatrice dei festini ad Arcore con Silvio Berlusconi, conosciuto nel 2008 mentre faceva la hostess presso lo stand di Publitalia all’Eicma. Nel 2010 è consigliera regionale. La candidatura voluta “ad ogni costo” da Silvio Berlusconi, lo stesso anno in cui nella notte del 27 maggio, su richiesta del Cavaliere, si presenta in questura a Milano per prendere in affido la diciassettenne Karima El Mahroug, detta Ruby, sostenendo che si trattasse della figlia di Mubarak. Però ecco, “Le leggende non muoiono mai”, continua a cantare Gué Pequeno “più hardcore di Arcore nel sotterraneo” e riscrive il suo “destino a partire dal nome come la Minetti quando si è fatta le minnone”. Vabbé, poesia.
Come il manager Simone Giancola che scopre dalle intercettazioni del Rubygate che quella chiamata partita dal cellulare della Minetti per dirgli che si trovava a casa dei suoi genitori a Rimini nel 2009, invece, aveva agganciato la cella telefonica competente per una delle ville con piscina di Silvio Berlusconi. E nel frattempo Paolo Sorrentino deve aver apprezzato le parole di Gué e tutto il resto. Forse anche le foto di lei con i leggins leopardati, abbracciata a Gué mentre se ne vanno via come due ragazzini, due zarri, lei tutta pin up, lui con i pantaloni a vita bassa. Però ecco, complottisti, voi che dite? Paolo Sorrentino, già in tandem con Toni Servilo per il film "Loro", su Silvio Berlusconi, mentre sceneggiava e poi girava il suo film in quel di Torino e nelle nebbiose campagne torinesi, sapeva o non sapeva che tra le varie domande di Grazia con cui era alle prese il presidente Mattarella, vi fosse anche quella di Nicole Minetti? Bella domanda, come d’altronde questa fantastica pagina di cinema, destinata anche per tutto questo, a restare scolpita nella storia.