“L’Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente”. Le ultime parole famose di Giuseppe Cipriani Jr. al Corriere della Sera. Poi basta sfogliare (si fa per dire) qualche quotidiano del paese al centro dell’affaire Quirinale-Minetti per scoprire che a Punta del Este da metà gennaio è in corso un’indagine sui lavori di ristrutturazione dell’ex Hotel San Rafael, voluti dal Gruppo Cipriani. Tutto è partito dalla denuncia di un operaio peruviano e di altri suoi colleghi e connazionali impegnati nei lavori in questione. Questi signori sarebbero stati rinchiusi in un’abitazione durante la notte del 14 gennaio con catene e lucchetti dal direttore e proprietario del cantiere in cui erano impiegati. Dopo la richiesta di aiuto alle forze dell’ordine, la polizia li ha liberati e li ha portati in questura per raccogliere le loro testimonianze. Sì, avete capito bene, rinchiusi nel locale dove alloggiavano durante la notte, ma perché? Bella domanda.
“Ci ha rinchiusi, cosa gli abbiamo fatto? Cosa ha contro di noi?”, si domanda disperato il povero operaio uruguayano in un video postato su Tik tok che è diventato virale in Uruguay quando ancora tutta la vicenda a proposito della grazia all’ex igienista dentale di Berlusconi non era ancora finita sui giornali. La notizia di questo fattaccio è stata confermata dal Comando di Polizia di San Rafael al quotidiano El Paìs. Su questa storia attualmente sta indagando la guardia di finanza uruguayana, perché secondo i rapporti degli agenti raccolti da El Paìs, quattro degli operai hanno negato di essere stati rinchiusi, affermando che le misure di sicurezza, invece, fossero state adottate a scopo preventivo. Una storia di lavoro irregolare? E poi, misure di sicurezza a scopo preventivo di che cosa? Che storia strana. Certo gli operai non sono certo animali da tenere in gabbia. La Procura di Maldonado, peraltro, ha notificato l’incidente all’ambasciata del Perù e al Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Secondo le dichiarazioni di Yhonattan Rodriguez, il rappresentante del Sindacato Nazionale dei Lavoratori Edili, sebbene la reclusione sia avvenuta solo nella notte del 14 gennaio, nei mesi precedenti questi lavoratori erano tenuti “sotto controllo per verificare se si spostassero”. Inoltre, durante l’orario di lavoro, sempre stando alle parole di Rodriguez, agli operai non sarebbe stato permesso di “bere acqua né andare in bagno”. Manuel Otero, poi, proprietario dell’azienda peruviana Wasi – subappaltata dall’argentina Criba Sa per conto del Gruppo Cipriani – secondo Rodriguez avrebbe cercato di “far rientrare i lavoratori di questo progetto nel regime dell’Industria e del Commercio, ma non in quello delle Costruzioni”, oltre ad esercitare pressioni psicologiche e vessazioni nei loro confronti.
La Criba Sa, poi, ha tentato di giustificarsi sostenendo che la vicenda si sarebbe svolta “al di fuori dell’ambito del progetto di costruzione”, mentre il gruppo Cipriani, oltre a domandare chiarimenti a proposito della vicenda si è dichiarato, tramite comunicato, disponibile a collaborare con le autorità sostenendo di “non essere responsabile dell'assunzione o della gestione dei lavoratori menzionati nelle recenti denunce relative alla costruzione dell'ex Hotel San Rafael, la cui esecuzione è di competenza dell'impresa edile incaricata e dei suoi subappaltatori (…). Il gruppo respinge qualsiasi pratica che violi i diritti umani (del lavoro, sindacali, ecc.). L'azienda ribadisce il proprio impegno a rispettare la legislazione sul lavoro uruguaiana e gli standard morali ed etici in conformità con i valori umanistici su cui si fondano tutti i progetti che portano il suo nome”. Questo accadeva a fine gennaio, ma sui cantieri targati Cipriani-Criba, sembra non esserci davvero pace, perché il 10 aprile l’ultima assemblea sindacale tenutasi a Punta del Este nell’ambito di una vertenza di lavoro presso il cantiere si è conclusa a botte da orbi tra due fazioni opposte di operai che proprio nell’ex Hotel San Rafael se le sono date di santa ragione a seguito dei numerosi licenziamenti avvenuti il 26 marzo da parte della Criba, impegnata nel progetto dei “Cipriani Resorts”. Licenziamenti che Michael Pistone, leader del sindacato Sunca di Maldonado, ha definito alla testata Cadena Del Mar, “piuttosto arbitrari”.