Amore amore amore… per Giuseppe Cipriani Jr, che si è concesso al Corriere della Sera per una lunga e surreale intervista, la Grazia alla sua compagna Nicole Minetti è stato “un atto d’amore” del presidente Sergio Mattarella. Dal Quirinale l’ufficio stampa ci è risultato un po’ imbarazzato a proposito. Ma andiamo con ordine...
“Ma bastava guardare le carte presentate in Uruguay, al ministero della Giustizia e alla presidenza della Repubblica, per capire che è stato solo un atto d’amore (e uno)! Da un atto d’amore (e due), è venuta fuori una cosa che non ha proprio senso. Senza precedenti. Qui sembra valere tutto: allora anch’io posso dire che lei è pedofilo, e magari mi credono”.
Tra parentesi, Francesco Battistini del Corriere della Sera non aveva nemmeno ventilato l’argomento della pedofilia, ma su questo punto ci torniamo dopo, perché Cipriani Jr. continua:
“Credo che sia stata fatta una cosa fantastica: è stato un atto d’amore (tre) del presidente Mattarella, che ha capito benissimo la situazione e, per questo, ha concesso la grazia”.
“Non lo conosco (Mattarella ndr), anche se mi piacerebbe: vorrei dirgli un grande grazie e che mi spiace sia successo tutto questo, solo per un suo atto d’amore (addirittura quattro volte amore)”.
Ma no, non finisce qui.
“È stato un atto d’amore del Presidente Mattarella (a'amo capito), che ha capito benissimo la situazione e, per questo, ha concesso la grazia (e siamo a cinque, fossimo rimasti a quattro forse avrebbe portato male)”
Chissà cosa ne pensa il Quirinale. L’ufficio stampa è risultato abbastanza imbarazzato e ci ha risposto che “no, il Presidente non risponde a delle valutazioni di terze persone”. Il compagno della Minetti, però ripete ben cinque volte che è stato un “atto d’amore” del Presidente Mattarella. “Che lo ripeta se ne è particolarmente convinto, dopodiché tutto quel che possiamo ricordare è che il motivo della riservatezza del caso Minetti si è spiegato a suo tempo. La presenza di un minore, la sua riservatezza e la sua grave malattia. Un’inchiesta giornalistica poi ha messo in dubbio tutto questo e sapremo come sono andate le cose appena ci sarà il riscontro della procura su ulteriori indagini”.
Il resto dell’intervista di Cipriani è decisamente interessante. Oltre a sostenere che l’Uruguay non sia “un paese delle banane”, bensì “un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente”, si azzarda a sostenere che laggiù, in quell’ameno paese sudamericano, “i soldi non servono a niente, anzi: è un Paese socialista, certe cose non si comprano”.
“Accusano Nordio d’essere amico suo e di suo padre, d’essere venuto al ranch in Uruguay…”, domanda Battistini. “Non è vero. E non è neanche stato a casa mia (…) Com’è possibile che si dicano tutte queste schifezze, che si dia del pedofilo a una persona come se niente fosse?”
“Nessuno l’ha mai detto”, continua il giornalista. “Come no? Han detto che Epstein è mio socio, che ho dato fuoco agli avvocati della controparte… E poi che cosa d’altro?”
“La morte dell’avvocata del bambino, bruciata in una casa di campagna, è un giallo. Viene collegata alle strane morti di molti bambini dell’Inau, che in questi anni aspettavano l’adozione...
Non penso abbia niente a che vedere. Credo sia morta in un incidente domestico. L’avevo conosciuta, la povera avvocata, d’ufficio rappresentava il bambino. E aveva dato anche parere favorevole all’adozione”.
E sulla conoscenza con Epstein? “Non mi ha mai fatto un finanziamento. Mai. Voleva investire nel nostro locale, vent’anni fa a Londra, ma non se ne fece niente. Anche quella è una grandissima balla (…). Nei nostri ristoranti serviamo sette milioni di persone, delinquenti e presidenti, e ci veniva anche Epstein. Ma non è mai stato mio socio. Tra l’altro, non m’è mai stato neanche molto simpatico (…) A mio figlio, quando sarà grande, spiegherò che questa schifezza è stata solo una storia d’invidia. Il male peggiore”.