Sembra che le stia stretto quel vestitino in pelle di coccodrillo verde. Curioso che nessuna giornalista perbenista o animalista le abbia domandato se non sia contro il maltrattamento degli animali, però qualcuno arriva a chiederle di prendere posizione sul sessismo di Tony Pitony (nonostante sia entrato già in possesso dei suoi tipici occhiali in omaggio agli scriventi) con cui si esibirà a Sanremo nella serata delle cover. “Non sono qui per render conto dell’arte altrui”, si difende Margherita Carducci, che continuamente si tira giù la gonna perché, appoggiata allo sgabello, le torna su. Ha le unghie rosse e mantiene il microfono con il medio e l’anulare. Indice e mignolo rimangono tesi. Sono le corna del rockn’roll, ma Margherita non se ne rende conto anche se il suo nome d’arte è “Ditonellapiaga”. Ha appena preso la patente, dice al pubblico di giornalisti, un po’ come Lady Gaga. Porta la riga dei capelli di lato, anche se le sue colleghe sostengono che sia una cosa da vecchie. Lei però ha 29 anni, è del 1997, è di Roma e già nel 2022 si è esibita a Sanremo niente di meno che con Donatella Rettore cantando il brano “Chimica”. Nel 2023 con i Colla Zio, ha cantato “Salirò” e nel 2025 è stata ancora una volta ospite nella serata dedicata alle cover. Ora, dopo 4 anni torna da protagonista con una maturità artistica che si colloca esattamente sul crinale di più generi per poi esibirsi con Tony Pitony in una rivisitazione del celbre standard “the lady is a tramp”.
Scelte che se fossero d’architettura sarebbero eclettismo se non art noveau. Lo si desume dai grossi fermagli di cristallo Swarovski che a mò di bottoni le allacciano attorno al corpo la strettissima giacchetta di coccodrillo verde che per tutta la conferenza stampa, la stritola. La sua non è musica leggera, ma nemmeno musica elettronica. Insomma, è forse stata in principio un “dito nella piaga” anche per Dischi Belli, l’etichetta della major Bmg, con cui ha firmato il contratto per il suo nuovo album, “Miss Italia”. Ad un certo punto, evidentemente, qualcuno ha provato a ingabbiarla in una qualche categoria precisa, ma lei ha detto no. Ha insistito, perché testarda sapeva di avere ragione e alla fine qualcuno ha creduto in lei. Non è A, non è B, è “Ditonellapiaga”. Che fastidio però, che fatica sgomitare per aprirsi una strada che ancora non c’è. E infatti la canzone con cui parteciperà a Sanremo s’intitola proprio così: “Che fastidio”. Un pezzo che è nato da questa esperienza di confronto aspro con il suo manager e con l’etichetta, poi risolto in una sintesi musicale che a quanto pare sembra già unire buona parte della critica in un consensus più che positivo, o almeno, questo è quanto abbiamo sentito dire tra i giornalisti presenti alla conferenza stampa. Quegli stessi giornalisti che nel videoclip del suo singolo “Sì lo so” le pongono le domande più scomode, più antipatiche, in verità, se la coccolano, la vezzeggiano e ci parlano amabilmente. Forse non proprio tutti, però, ecco.
Naturalmente certe domande non possono mancare e come di rito si chiede ad ogni big in gara a Sanremo, Margherita Carducci parteciperà all’Eurovision? “Credo porti iella pensare all’Eurovision prima che a Sanremo, l’evento più imminente”. Ogni tanto le scappa il romanaccio, e dopo questa domanda con le dita a corna, non di rockn’roll, ma della scaramanzia, tocca ferro. “Quando ho letto le pagelle ho pensato fosse un cortocircuito. Non mi sembrava verosimile, ho proprio pensato: cosa sta succedendo? E quando Carlo ha annunciato il mio nome e il nome del pezzo ho pensato: bene, ci saranno persone che potranno amarlo e altre che lo detesteranno. Ho sempre creduto fosse un brano molto divisivo, quindi non mi aspettavo una ricezione così positiva. Ora ho un po’ paura per le alte aspettative che non vorrei deludere, perché magari vado sul palco e la gente dice: “Ammazza che merda”. Ecco, speriamo non succeda”.