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21 dicembre 2022

Al via l’operazione “Robin Hood”
a Milano: così aumentano
le tariffe per chi ha una seconda auto

  • di Redazione MOW Redazione MOW

21 dicembre 2022

Alle casse del Comune mancano 80 milioni di euro, dovuti sia alla crisi energetica che alla flessione dell’uso del trasporto pubblico (e all’acquisto dei relativi ticket), per cui Palazzo Marino correi ai ripari e lancia un’operazione che intende recuperare risorse: allo studio le tariffe per i musei, l’innalzamento del ticket Area C e pass per la sosta a pagamento
Al via l’operazione “Robin Hood” a Milano: così aumentano le tariffe per chi ha una seconda auto

È già stata ribattezzata “operazione Robin Hood” e di certo non mancherà di far discutere. Ma l’assessore al Bilancio del Comune di Milano, Emmanuel Conte, l’aveva promesso: "Deve pagare sotto mercato chi ha problemi di reddito. Dove possibile, va rivisto con la lente della progressività e dell’equità sociale tutto il pricing della città". E non è soltanto una questione di equità sociale, ma anche di casse di Palazzo Marino che languono. Il buco, a quanto dichiarato, è di 80 milioni di euro, quindi, come previsto, chi ha di più dovrà pagare in proporzione. E così sono state innalzate le tariffe secondo il reddito per le scuole, i musei, lo sport e anche per il posto per chi possiede una seconda auto, l’aumento del tickt dell’Area C e in un prossimo futuro è probabile anche per l’ingresso nell’Area B, oltre alla tassa di occupazione di suolo pubblico, le affissioni pubblicitarie. In particolare per la seconda auto, sembra che questa misura toccherà circa 80mila famiglie nel capoluogo lombardo.

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Parcheggi selvaggi a Milano

L’apprensione da parte del Comune non è stata nascosta. Già in passato il sindaco Beppe Sala aveva ammesso: "Sono preoccupato per i conti di Milano. Le bollette del Comune fanno spavento". Al primo cittadino aveva fatto eco l’assessore al Bilancio: "Mancano 80 milioni di euro alle casse di Palazzo Marino". Chiaramente un ammanco dovuto a vari fattori, ma sul quale pesa l'aumento dei costi dovuto alla crisi energetica. Non solo, perché post pandemia ha iniziato a soffrire anche il trasporto pubblico locale: i biglietti da gennaio in aumento del 10 per cento sono passati dai 437 milioni del 2019 ai 320 del 2022. Senza dimenticare le spese sostenute per la gestione della nuova metropolitana blu M4,50 milioni che a regime nel 2025 diventeranno 100. "Serve una riforma della finanza locale che tenga conto del ruolo dei grandi Comuni come Milano, che investono in infrastrutture che non sono al servizio dei soli milanesi. Per quanto riguarda i cittadini, invece, è necessario rivedere le tariffe con il criterio della progressività sociale", ha sottolineato l'assessore comunale.

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