Scivolare sulle preferenze “a metà” e metterci pure la faccia è proprio come scivolare su una buccia di banana. Il governo Meloni che, va detto, ha resistito parecchio nell’occhio del ciclone di questi ultimi mesi, si prende il secondo pesante schiaffone dopo il fallimento del referendum. Il fatto, però, è che in questo caso i nemici non sono fuori, ma sono in casa. Ne abbiamo parlato con il direttore di YouTrend Lorenzo Pregliasco, il quale ritiene che i franchi tiratori che hanno affossato l’emendamento in questione, se alcuni voti positivi siano provenuti anche dalle opposizioni, data la loro frammentazione, potrebbero essere non 40, come si legge oggi sui giornali, ma addirittura 50. Il che è certamente una condizione gravissima, per la quale non necessariamente si andrà ad elezioni, ma certamente la probabilità che questo scenario si verifichi ora è decisamente superiore allo zero.
La maggioranza è andata sotto alla camera. Per quale ragione e cosa ci dobbiamo aspettare ora? Quanto è probabile che si vada davvero al voto?
La maggioranza è andata sotto per una somma di malumori nei gruppi di maggioranza. Le stime dicono che almeno 40 parlamentari dei gruppi di maggioranza hanno votato no, quindi c'era un malessere diffuso che ha colto l'occasione del voto sull'emendamento preferenze per dare un segnale e rallentare la legge. La probabilità di voto anticipato, secondo me, non è alta, ma è superiore a zero, perché Meloni potrebbe decidere di far saltare il banco ed evitare il logoramento del prossimo anno.
Perché questa legge elettorale è tanto odiata all'interno della maggioranza?
Non la definirei odiata, ma la definirei parzialmente indigesta, soprattutto a componenti della maggioranza come Forza Italia e Lega. Nel caso di Forza Italia, l'idea del premio di maggioranza, per la verità, non è apprezzata, forse da alcuni, e in generale l'idea delle preferenze non è amata dai parlamentari in carica, perché impone, almeno su una parte dei seggi, di affrontare una campagna elettorale molto più onerosa, molto più dispendiosa, più difficile, con meno garanzie.
Possibile che Meloni caschi su un qualcosa che l'italiano medio nemmeno sa di che si tratta?
Possibile che Meloni caschi su un tema così specifico? Beh, diciamo in astratto sì. Non sarebbe il primo caso in cui un voto su un tema non necessariamente al centro delle preoccupazioni dell'elettore medio ha effetti politici dirompenti. In questo caso è chiaro che Meloni comunque aveva messo la faccia sul voto.
Quanti sono i franchi tiratori? Chi potrebbero essere? Tra loro qualcuno potrebbe passare con Vannacci?
I franchi tiratori? Dico almeno 40 perché, considerando i voti precedenti sulle pregiudiziali che ci sono stati alla Camera ieri, è ragionevole pensare che almeno 40 voti siano mancati. Qualora il centrosinistra, l'opposizione, avesse avuto qualcuno che ha votato sì, cosa probabile, ecco che allora dovremmo andare anche sopra i 40, forse verso i 50. Non so se sia alle porte un gruppo di qualcuno, ma certamente parliamo di una defezione molto ampia.