Tutti scrivono del fatto che questa l’alta affluenza al referendum sia qualcosa di mai visto prima, ma secondo Lorenzo Pregliasco, il fondatore di Youtrend siamo lontani dai dati registrati durante il lontano referendum costituzionale che nel 2016 segnò la sconfitta politica di Matteo Renzi ove si raggiunse addirittura il 68%. Sull’esito del voto a proposito della riforma Nordio, il politologo e sondaggista Pregliasco non si sbilancia, e per altro avremo il risultato a breve, ma certamente se vota più della metà dell’elettorato vuol dire che tutto questo è decisamente significativo in prospettiva alle elezioni politiche del 2027 e quindi per rafforzare o indebolire il consenso di Giorgia Meloni. Difficile anche un voto anticipato, dato che la riforma elettorale è ancora in cantiere e quella attuale non sarebbe poi così favorevole ai disegni del governo. Ad ogni modo, questa alta affluenza come potrebbe condizionare l’esito del voto?
Diciamo, non abbiamo la sfera di cristallo. Quello che si vede adesso però è che di sera è rallentato un po’, quindi potrebbe chiudere su valori alti, ma diciamo non alti come si ipotizzava nel pomeriggio. Bisogna vedere come va oggi. In ogni caso c’è stata un’affluenza alta, il che fa pensare che siano stati mobilitati entrambi i campi, quindi sia i mobilitati per il no sia i più mobilitati per il sì hanno votato e probabilmente ha votato anche una fetta aggiuntiva di elettorato che è stata richiamata direi alla fine da una connotazione politica del voto. Questo secondo me è quello che si può dire razionalmente.
Questa alta affluenza è veramente qualcosa di inedito nella storia di tutti i voti referendari oppure no?
Beh no, probabilmente sarà comunque più bassa del 2016, il referendum che ebbe a livello nazionale il 68% di affluenza, probabilmente staremo sotto. Generalmente i referendum costituzionali comunque hanno una partecipazione piuttosto alta perché, non essendoci il quorum, non c’è incentivo ad alimentare il non voto, nessuno fa campagna per il non voto e quindi, se guardiamo i precedenti due, comunque hanno superato il 50% di partecipazione. Qui saremo sopra, quindi si tratterà indubbiamente di un’affluenza alta, significativa, importante, però con precedenti.
Questo risultato potrebbe in qualche modo combattere l’astensionismo per le future politiche?
In realtà non penso, ogni elezione fa un po’ storia a sé e qui vediamo comunque un dato che probabilmente sarà più basso rispetto a quello delle politiche come affluenza. Quindi, per quanto ad alta partecipazione per essere un referendum, parliamo di un dato che, se fosse delle politiche, verrebbe visto come deludente. Però è evidente che questa partita anche così binaria, così semplice nel chiedere un sì o no, ha saputo richiamare molti elettori al voto, segno che quando viene percepito che il proprio voto può incidere, può avere delle conseguenze chiare (sì o no, forse) questo stimola la partecipazione.
Secondo lei vincerà il sì o il no? A seconda dell’esito, quali saranno le conseguenze per la maggioranza di governo?
Non mi sbilancio su un pronostico, ma sulle conseguenze direi questo: comunque un’affluenza alta rende più significativo il risultato, perché se avesse votato il 40%, da un lato o dall’altro si poteva derubricare come un risultato non così indicativo. Se vota il 60% o quasi il 60%, è comunque più della metà degli aventi diritto, ecco che diventa più difficile sminuire la portata del voto. Quindi io penso che il significato politico ci sarà sia in un caso, sia nell’altro. Indubbiamente i primi beneficiari o invece bersagli di questo voto sono le forze di governo e in particolare il presidente del Consiglio, per cui è chiaro che un sì la rafforzerebbe molto anche in vista delle politiche, un no invece sarebbe una battuta d’arresto importante. Non credo con conseguenze dirette sulla stabilità di governo, ma sarebbe una battuta d’arresto nel suo rapporto col Paese, con l’opinione pubblica.
Nel caso vincesse il sì, come alcuni scrivono, è più probabile che il governo voglia andare a elezioni anticipate?
Mi pare difficile. La proposta di riforma elettorale non è stata ancora approvata e quindi non credo il centrodestra se la sentirebbe di rischiare elezioni anticipate con l’attuale sistema elettorale, che è un sistema che rende difficile avere una maggioranza chiara in Parlamento con gli attuali sondaggi.