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21 marzo 2026

Siamo quel Paese in cui Giorgia Meloni e Elly Schlein da Mentana vengono intervistate separatamente ed evitano il faccia a faccia in diretta. Benvenuti nella democrazia degli uffici stampa

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

21 marzo 2026

La democrazia al tempo degli uffici stampa. Referendum o no, grande assente, tra populisti e propaganda sia da destra che da sinistra, è il confronto pubblico, in diretta, dal vivo, faccia a faccia, tra i più importanti leader della politica italiana. Ieri Giorgia Meloni ed Elly Schlein hanno chiuso la campagna referendaria da Enrico Mentana, ma in due blocchi televisivi ben distinti. Tutto molto bello e controllato, peccato che all’Italia (alla democrazia) serva ance vedere dei rappresentanti che sanno dibattere l’uno di fronte all’altro
Siamo quel Paese in cui Giorgia Meloni e Elly Schlein da Mentana vengono intervistate separatamente ed evitano il faccia a faccia in diretta. Benvenuti nella democrazia degli uffici stampa

Chi deve votare sa cosa andare a votare e che, come una moglie o un marito incerto sull’altare, ancora ha bisogno di trovare argomenti a favore o contro questa riforma, non avrà soddisfazione da questo pezzo. Su MOW abbiamo scritto pro e contro la riforma. Chi sta firmando questo editoriale è per il Sì, a favore di una riforma che, se non passerà, non vedremo per altri trent’anni e ritiene stupido votare No per fare un dispetto a Giorgia Meloni (che fra trent’anni, con tutto il bene e la fortuna che possiamo augurargli, non sarà più alla guida del Paese). Chi in redazione vota No, invece, è convinto che questa riforma sia un ulteriore passo verso l’autoritarismo e che Giorgia Meloni e il suo governo stiano calpestando le basi della nostra democrazia, garantite dalla Costituzione (di più, sono onesto, non so dirvi; e mentirei se dicessi che capisco queste obiezioni, dal momento che la Costituzione, tanto difesa, è stata già modificata oltre quaranta volte). Potete farvi l’idea che volete, sapendo che sì, Dio nelle urne vi vede e Stalin no, ma, almeno per ora, neanche Giorgia Meloni ed Elly Schlein, né chiaramente i giornalisti di MOW. 

Giorgia Meloni e Elly Schlein da Mentana
Giorgia Meloni e Elly Schlein da Mentana

Vorrei parlare d’altro, e cioè della chiusura di questa campagna referendaria ieri sera su La7, dove Giorgia Meloni e Elly Schlein, le due leader di maggioranza e opposizione, sono state ospiti di Enrico Mentana. Vorrei anche evitare di toccare i temi trattati, perché i cittadini non vanno imboccati a forza di sintesi, ma vanno invitati a risalire alla fonte, a sentire i due interventi. Una cosa vorrei dirla, invece, perché in Italia non si vede quasi più (e forse si è vista l’ultima volta durante la campagna referendaria per la riforma costituzionale di Matteo Renzi) il confronto diretto. Ieri Mentana ha dedicato due blocchi separati a Meloni e Schlein, che non si sono viste, non si sono scontrate, non hanno dialogato. Siamo quel Paese in cui i due principali leader del momento non fanno confronti pubblici faccia a faccia, rispondendo alle obiezioni in diretta. È triste immaginare che in Italia il dibattito democratico si svolga in compartimenti stagni, che i leader, sembra, abbiano paura di confrontarsi in diretta, senza tutte le reti di sicurezza di chi cura loro la comunicazione. Una democrazia degli uffici stampa è la cosa più lontana da ciò che possiamo auspicare per una democrazia sana. Non vedo, direi, questi grandi affezionati al dialogo civile. Vedo un’altra occasione per disaffezionarsi ai nostri cari rappresentanti. 

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