Lo scisma dei lefebvriani è storia della Chiesa che ci passa davanti agli occhi, ma pure fumo negli occhi per chi volesse buttarla in politica. Non è così semplice accostare il tradizionalismo cattolico più zelante dei lefebvriani con quello dei nuovi partiti conservatori che attualmente crescono in Europa di cui, in qualche modo fa parte anche Mario Adinolfi, ex democristiano, cattolico di ferro e fondatore del Popolo della Famiglia. “Io sono assolutamente sempre Cum Petro sub Petro”, ci ha detto al telefono, poco convinto di questo scisma che sì, è pur sempre un evento importante, ma i seguaci di Marcel Lefebvre erano già stati scomunicati da Papa Giovanni Paolo II, dunque non è nulla di nuovo sotto il sole. Fumo negli occhi, invece, la presenza di alcuni esponenti di Forza Nuova a Écône per la consacrazione dei nuovi quattro vescovi scomunicati da Papa Leone. Non sarebbe, spiega Adinolfi, fatto poi così eclatante, dato che il peso dei lefebvriani rispetto a quello di San Pietro nel mondo è poca cosa.
Dunque nessuna tentazione lefebvriana da parte sua, supponiamo
Sempre con il Papa e sotto il Papa. Non esistono altre vie per chi è cattolico. Questo è un principio che, anche se sono un cattolico conservatore, non intendo violare. Papa Francesco, che aveva tante posizioni sicuramente diverse da quelle che ho io, alla fine però ha benedetto mia moglie a pochi giorni dal parto, tant'è che noi abbiamo chiamato l'ultima figlia Ioanna Benedetta. Abbiamo un rapporto con la Chiesa che è un rapporto da fedeli cattolici. Non possiamo immaginare uno scisma. Allo stesso tempo conosco molte persone, molti amici tradizionalisti anticonciliari. Questo è il concetto principale: la Confraternita San Pio X ha una critica radicale nei confronti del Concilio Vaticano II. È una cosa del 1965. Insomma, è una roba che ha la sua radice nelle tempistiche della Chiesa. Si misura tutto con l'eternità, quindi è sempre più complicato parlare di tempi, però sicuramente non è un tema di oggi. È un tema che affonda le sue radici nel rapporto che alcuni cattolici hanno con l'innovazione prodotta dal Concilio Vaticano II. Tant'è che i lefebvriani hanno litigato con tutti i papi, da Paolo VI fino a Giovanni Paolo II, che è lui che li scomunica. E Giovanni Paolo II è il mio papa preferito, per capirci, quindi un papa conservatore, tradizionalista da tanti punti di vista, ma nel 1988 è lui che li scomunica. Quindi, per certi versi, Papa Leone è pure più morbido di Giovanni Paolo II.
Forza Nuova ha presenziato alla consacrazione dei quattro vescovi
Alcuni di Forza Nuova ci sono andati, però, da quello che so, Forza Nuova non c'entra nulla con i lefebvriani. Anzi, sono persino stato in causa con Forza Nuova, quindi non ho per niente simpatia per Forza Nuova. Però, siccome conosco un po’ quell'arcipelago, loro partecipano alle iniziative dei lefebvriani ma si considerano cattolici romani. Buttarla in politica è complicato. Sono di destra? Sì, chiamiamoli così, ma le categorie della politica tradizionale non si attagliano perfettamente alle vicende religiose. In termini ecclesiali è: col Papa o contro il Papa. Per molte e varie vicende, ogni Papa ha il suo blocco di antipatizzanti e poi ci sono gli scismatici. Gli scismatici ovviamente creano una ferita molto importante nella Chiesa, però quello che Leone XIV sta provando a fare è cercare di ridurre il più possibile lo spazio dello scisma, anche perché non è un Papa, per usare le categorie politiche, sbilanciato a sinistra, diciamo così. Lo era molto di più Francesco, quindi è un po' paradossale che questo atto sia stato compiuto contro Papa Leone, mentre con Papa Francesco non era stato consumato, perché era stato ricucito lo strappo da Ratzinger e Francesco non aveva approfondito questo elemento. Quindi è paradossale che avvenga con Leone XIV, perché non è un Papa certo particolarmente progressista.
Ma secondo te questa frangia della destra che in qualche modo simpatizza per i lefebvriani è perché non può farlo con il Vaticano, visto che, insomma, tutti i posti sono già occupati?
Non c'è granché di potere da ottenere attraverso i lefebvriani. I lefebvriani sono importanti perché sono molto diffusi, ma non sono tutto sommato moltissimi. La cosa importante è che alla fine hanno sei vescovi, compresi i quattro che hanno consacrato ieri. È una realtà presente, ma non così clamorosamente importante, considerato che la Chiesa cattolica ha un miliardo e mezzo di fedeli. Insomma, la proporzione non è paragonabile, neanche lontanamente. È una ferita, questo sì.
Si cerca di evitare e ridurre ogni tentazione scismatica all'interno della casa cattolica. Quindi resta la verità, resta il problema che ovviamente alcuni ambienti di destra possono essere attratti da una ritualità, perché poi la verità del problema con i lefebvriani è liturgica. I lefebvriani celebrano la Messa in latino, con le spalle rivolte ai fedeli e il volto rivolto all'altare. Sono tutti dettagli liturgici per loro molto rilevanti. Però, insomma, nel mondo reale, chiamiamolo così, è un fenomeno poco comprensibile per certi versi. Sì, la Francia ha una certa destra, ma non quella italiana. Sono molto più radicati altrove che in Italia. Sì, forse qualche esponente di Forza Nuova, che prende molti meno voti di me alle elezioni e io già non ne prendo tantissimi, quindi, insomma, non è una realtà così rilevante.
Ma secondo te può innescare nella destra, magari quella americana, un ulteriore scisma? Cioè, forse questi lefebvriani potrebbero essere un riferimento per i trumpiani?
Sotto Francesco qualche problema avrebbero potuto crearlo. Papa Leone è lì da quattordici mesi e in questi quattordici mesi non c'è stato nessun atto che possa essere definito come pesantemente divisivo. Papa Francesco nei primi quattordici mesi fece di tutto: fece Amoris Laetitia, fece il "Chi sono io per giudicare?", tutta una serie di passaggi che avevano un significato molto più divisivo. Mi sembra difficile che con Papa Leone si creino le condizioni di eventi scismatici forti che abbiano a che fare con la destra americana, perché Trump non è un cattolico. Quindi Trump va letto nella sua conflittualità con Leone su un piano di conflittualità politica, non su un piano di conflittualità religiosa, perché Trump non appartiene al territorio del mondo cattolico. Vance sì, invece, il vicepresidente americano è invece un cattolico convertito, che tendenzialmente sono più zelanti, diciamo così. Però anche a lui non conviene rompere con la realtà cattolica per avvicinarsi a una realtà estremamente marginale come quella lefebvriana, che lo esporrebbe a critiche. Non avrebbe senso. La presenza cattolica ha una presenza molto pesante, radicata, con milioni di fedeli. Non ha quel tipo di impatto. L'impatto che ha avuto è nella storia. Gli scismi sono pochi, alcuni sono stati estremamente dirompenti. Lo scisma più clamoroso è quello luterano protestante, poi c’è stato quello anglicano. Momenti estremamente importanti nella storia del mondo cattolico, come quello vissuto in quest’epoca.