Non c’è pace per Pamela Genini, dopo che le è stata tolta la vita, dopo che il suo cadavere è stato violato, la bara aperta e la testa asportata nel cimitero di Strozza, anche il suo ultimo luogo, che è stato rifugio e poi trappola, è stato profanato. È la notizia annunciata oggi dal quotidiano online Bergamonews e poi confermata da Gianluigi Nuzzi nel suo programma «Dentro la Notizia» su Canale 5. Qualcuno è entrato nell’appartamento di via Iglesias 33, dove Gianluca Soncin ha inferto le mortali 76 coltellate. La scoperta è di mercoledì, quando i parenti della vittima, insieme alla Polizia, si erano presentati per assistere alle operazioni di dissequestro e per recuperare gli effetti personali della vittima, lasciati ancora in quell’abitazione. Ma una volta aperta la porta di casa si sarebbero trovati di fronte a un appartamento a soqquadro, la camera da letto devastata, gli armadi aperti, i vestiti disseminati ovunque, un paio di guanti in lattice, tutto in mezzo al macabro scenario del sangue di Pamela ancora sulla scena del crimine.
Semplici ladri? Secondo i familiari no, non ci sarebbero segni di effrazione, “chi è entrato aveva le chiavi” dice la madre. E allora,chi è entrato? Quando? E soprattutto, per prendere cosa? Gioielli, vestiti, oggetti di valore? Varie custodie di gioielli sarebbero state trovate vuote sui mobili. Ma c’è un’altra strada, documenti, prove, elementi utili alle indagini? O qualcosa che apparteneva a Pamela, un feticcio? Qualcuno parla di vestiti, addirittura di indumenti intimi. Esattamente come una testa, asportata dal cadavere e mai più ritrovata. Fatto per cui è attualmente indagato Francesco Dolci, imprenditore, amico, confidente, per alcuni ex compagno della giovane, che si è però sempre dichiarato innocente. Anzi, secondo Francesco Dolci, dietro quello che è accaduto a Pamela ci sarebbe qualcosa di molto più grande e oscuro di quanto emerso finora. L’imprenditore parla di un “giro losco” che avrebbe ruotato intorno alla giovane, di frequentazioni e interessi che, a suo dire, nessuno avrebbe voluto approfondire. Dolci ne avrebbe parlato agli inquirenti, convinto che la verità vada cercata anche lì, e che sia proprio chi pone queste domande a dare fastidio. “Vogliono tapparmi la bocca”, ha dichiarato dopo essere stato sentito per ore in caserma. E se dietro questo nuovo, misterioso, capitolo, ci fosse ancora lui, quell’uomo ancora ignoto, l’uomo del cimitero, della testa, che diventa anche uomo dell’appartamento. L’uomo che continua, a più di un anno dalla morte, a martoriare Pamela Genini.