Un anno fa Pamela Genini, modella e imprenditrice di ventinove anni, veniva barbaramente assassinata dal suo ex compagno Gianluca Soncin ma la storia di questo ennesimo femminicidio non era destinata a concludersi con l’arresto e il giusto processo del suo carnefice che ora rischia l’ergastolo. Come abbiamo appreso qualche mese più tardi, questa giovane donna non ha trovato pace neppure dopo la sua dipartita perché la sua tomba è stata profanata e il suo cadavere vilipeso nel modo più macabro e orrendo che si possa immaginare dato che la sua testa è stata tagliata e trafugata. Secondo la Procura l’autore di questo gesto sarebbe Francesco Dolci, amico ed ex fidanzato della vittima, che dal canto suo si è sempre proclamato estraneo ai fatti pur essendo caduto più volte in contraddizione nel corso delle innumerevoli trasmissioni televisive alle quali partecipa con una certa assiduità.
Il punto più controverso delle dichiarazioni di Dolci è proprio quella iniziale negazione di un fatto che poi è stato inequivocabilmente accertato dalle telecamere di sorveglianza del cimitero in cui è stata sepolta Pamela, immagini che hanno certificato la presenza dell’uomo mentre si aggirava di notte proprio nei pressi del camposanto. Di fronte all’evidenza di quelle registrazioni Dolci aveva poi ammesso di essersi effettivamente recato di notte nei pressi del cimitero ma di non averne avuto inizialmente memoria e contezza per via di uno stato di ebbrezza dovuto allo stress di quei giorni. Una contraddizione che parte dell’opinione pubblica non gli perdona dando credito all’ipotesi della Procura che lo ha indagato anche se lui e il suo legale sostengono che la profanazione e la decapitazione del corpo di Pamela siano un gesto compiuto da soggetti appartenenti ad ambienti criminali con cui la donna, stando alla loro versione, sarebbe entrata in contatto nell’ambito della sua professione. Un altro aspetto che suscita più di qualche dubbio è il fatto che Dolci non abbia voluto fornire spontaneamente il proprio dna e le proprie impronte digitali agli inquirenti anche se il suo avvocato tende a precisare che non si tratta di un vero e proprio rifiuto ma di una richiesta che potrebbe essere esaudita a patto di conoscere gli elementi di comparazione e i risultati degli accertamenti tecnici irripetibili. Dna e impronte dattiloscopiche che sarebbero dirimenti per poterle comparare con le tracce rinvenute nella parte posteriore della lapide manomessa. Dato che è già stato acclarato che quelle tracce non sono compatibili con nessuno degli operai addetti alla tumulazione e neppure con il personale che ha prodotto materialmente la lapide, a chi appartengono se non all’autore della profanazione? Un particolare quello del diniego di Dolci che colpisce molto l’opinione pubblica perché probabilmente ricorda l’analogo rifiuto posto da Andrea Sempio di fornire spontaneamente il proprio dna all’indomani della sua iscrizione nel registro degli indagati per la morte di Chiara Poggi.
A complicare la posizione di Dolci ci sarebbero anche quelle chat e quei messaggi che Pamela scriveva agli amici in un periodo precedente alla conoscenza con Soncin dove la giovane lamentava un comportamento ossessivo e controllante da parte di Francesco Dolci che, a detta sua, le avrebbe manomesso i freni dell’auto e gliela avrebbe rigata per indurla a vivere in uno stato di continua allerta e spingerla ad affidarsi completamente a lui, l’unico capace di proteggerla e amarla. Pamela arriva persino a credere che Dolci la pedini e riprende con il cellulare la sagoma di un individuo incappucciato che cammina avanti e indietro sotto casa sua, una sagoma mostrata allo stesso Dolci durante la trasmissione Quarto Grado sulla quale l’uomo dice di non poter né escludere né confermare che si tratti di se stesso.
Elementi che per il momento non costituiscono prove della responsabilità di Dolci riguardo alla profanazione del cadavere della povera Pamela ma sollevano molti dubbi e domande. Una su tutte, chi è davvero Francesco Dolci? L’amico premuroso e affidabile di Pamela sempre pronto ad aiutarla e sostenerla ora preso di mira dal brutto giro frequentato dalla donna che avrebbe profanato la sua tomba per far ricadere la colpa su di lui? Oppure un amico e/o ex fidanzato ossessionato da Pamela fino al punto di decidere di manomettere la sua bara, tagliarne la testa e conservarla nascosta chissà dove come un macabro cimelio?