“Auto sulla folla” o “attentato a Modena”? Pazzo o terrorista? Per politici come Matteo Salvini e Roberto Vannacci non c’è dubbio. Salim El Koudri è un terrorista e il problema è l’islamizzazione dell’Europa. D’altronde per l’Italia è il primo vero caso di strage e la modalità è parecchio simile a quella dell’attentato a Nizza nel 2016. Il ministro dell’Interno Piantedosi, però, sostiene che non si possa parlare di terrorismo. El Koudri sarebbe solo un pazzo. Il confine, però, tra radicalizzazione e malattia mentale è parecchio sottile e sfumato, difficile da distinguere. Le organizzazioni terroristiche si servono perlopiù di soggetti psicolabili, radicalizzati autonomamente e, banalmente, la follia è come una ripida discesa, a volte basta una spinta. Di tutto questo abbiamo parlato con la psicologa forense Roberta Bruzzone che sulla pista terroristica si è detta scettica. Il problema vero, secondo l’esperta, risiederebbe nella malagestione e nel disinvestimento nel settore della salute mentale, appena il 3% del Fondo sanitario nazionale, ben lontano dalla media al 10% di Unione Europea e Ocse. Inoltre, qualora fosse conclamata la schizofrenia paranoidea acuta di Salim El Koudri questo addirittura non sarebbe condannabile e quindi non finirebbe in carcere, ma, definito soggetto socialmente pericoloso, dovrebbe essere trasferito in una specifica struttura psichiatrica.
Dottoressa Bruzzone, cosa non ha funzionato nel caso di Salim El Koudri?
Quello che non va è la gestione dei pazienti psichiatrici, che ormai in larga parte è una delle peggiori problematiche che abbiamo nel nostro Paese. Il vero problema è quello lì.
Perché?
Perché fondamentalmente la gestione della salute mentale, le risorse dedicate alla salute mentale in questo Paese, sono ormai ridotte all’osso e i risultati si vedono ampiamente.
Per quanto riguarda la patologia mentale di Salim El Koudri, era prevedibile quello che è successo?
Mi pare di capire che fosse nello spettro schizofrenico fondamentalmente. Di solito non è così difficile prevedere che possa evolvere in maniera paranoide e quindi trasformare chiunque in un bersaglio. Assistiamo spesso a questo tipo di condizioni, quindi non è qualcosa che debba sorprenderci sotto questo aspetto.
Quindi davvero il rischio è così elevato per una patologia del genere?
Il rischio è alto ogni volta che c’è un problema di salute mentale legato alla percezione della realtà e delle relazioni con gli altri. Lo è soprattutto, poi, quando c’è una problematica legata alla matrice paranoidea. Tali soggetti fanno molto presto a trasformare gli altri in bersagli e, magari convincendosi di essere perseguitati si auto-autorizzano (perdonate il gioco di parole) a mettere in campo poi azioni violente. Ogni volta che c’è una problematica di questo tipo non è che sia proprio così impossibile o improbabile un’evoluzione simile a quella di Salim El Koudri. Quello che francamente sconcerta è che, ancora una volta, abbiamo a che fare con qualcosa che era stato già intercettato. Poi questo soggetto sparisce dai radar, nel 2024 non si cura più, nessuno ha più idea di quello che faccia, di come viva, e poi un bel giorno ce lo troviamo a Modena che fa fuori una quantità industriale di persone con la sua Citroen. Questo è un po’ il problema principale. Non è era così improbabile potesse andare a finire così. Il problema vero è che ciò che riguarda la salute mentale nel nostro Paese viene gestito in maniera assolutamente inadeguata. Questa è la prova principale, l’ennesima dimostrazione purtroppo di qualcosa che ormai va avanti da parecchio tempo.
Quindi quanto è difficile intercettare in tempo casi del genere?
Ma guardi, in realtà non è che sia così difficile, perché la patologia psichiatrica di quel tipo che può evolvere in atti violenti non è che richieda Sigmund Freud per rendersene conto. Evidentemente il problema grosso è il fatto che non ci siano risorse adeguate per poter gestire soggetti che hanno queste problematiche, neutralizzandone la pericolosità sociale.
Il fattore religioso che ruolo ricopre?
Ma guardi, né più né meno di quello che può ricoprire in altre situazioni. Nel senso che la problematica religiosa subentra quando c’è una problematica di salute mentale grave e non può fare altro che peggiorare la situazione. Anche perché tende a far sì che il soggetto si senta autorizzato a procedere in un certo modo, chiaramente. L’aspetto religioso in un paranoico grave è una sorta di autorizzazione suprema a procedere in un certo modo, cioè a fare quello che purtroppo la mente patologica lo porta a fare.
Quindi politici come Salvini che parlano di matrice terroristica si sbagliano?
Ma guardi, abbiamo avuto diversi casi di soggetti che hanno agito sulla scorta di una visione distorta religiosa. Non dimentichiamoci, in molti casi, la strage di Altavilla Milicia, avvenuta perché alcune persone si erano convinte di essere in grado di esorcizzarne delle altre. Quindi non è un problema della religione in sé, è un problema della mente in cui certi dettami religiosi albergano e si trasformano concretamente in minacce per gli altri. Ma questo vale tanto per la religione cattolica quanto per quella islamica. Quindi non credo che francamente si possa evocare la matrice terroristica. Da quello che leggo fino ad adesso, mi pare che siamo più che altro davanti a un soggetto con problematiche psichiatriche importanti, che non è riuscito chiaramente a evolvere positivamente, che non si è curato in maniera adeguata e che probabilmente è sfuggito ai radar della salute mentale con una certa facilità.
Il limite tra terrorismo e follia, però, è molto sottile anche perché in certi casi ci si serve proprio di soggetti di questo tipo per raggiungere obiettivi terroristici
Guardi, è chiaro che un soggetto del genere è una ghiotta occasione per chi vuole sfruttarne la vulnerabilità e convincerlo a fare quello che non dovrebbe. Sicuramente.
La definizione di questa patologia a livello giuridico cosa comporterebbe per Salim El Koudri?
Se fosse riscontrata una schizofrenia paranoide conclamata in fase acuta sarebbe totalmente incapace di intendere e di volere. La pena, dunque, non sarebbe proprio possibile. Se parliamo di un soggetto infermo di mente, non può essere processato o condannato. Verrebbe ritenuto socialmente pericoloso e quindi ricoverato in una struttura psichiatrica.