Avete visto lo sc**o tra Fedez e il Fatto Quotidiano a proposito del referendum sulla riforma Nordio? Ma soprattutto che ne pensate di questa riforma? Bah, credete davvero che abbia rilevanza capirne qualcosa? No, ormai parlare della giustizia è una questione di partigianeria. O stai col sì, o con il no. La riforma Nordio come il kantiano noumeno, nessuno sa cosa contenga, nessuno possiede gli strumenti per abbracciarla completamente, per comprenderla appieno, ma tutti devono capire da quale parte stare, pena finire nel girone degli ignavi. Fedez è uno di questi signori. Cosa ne pensi veramente a proposito forse è addirittura inutile cercare di capirlo. L’unica cosa che conta è capire da che parte sta. E’ quello che ha provato a fare Giacomo Salvini del Fatto Quotidiano che ha contattato via Whatsapp il rapper originario di Rozzano e gli ha domandato: da che parte stai? E Fedez, capitalista fino al midollo cosa fa? Capitalizza anche questa banale domanda e gli risponde: non te lo dico. Perché è una domanda difficile alla quale rispondere e occorre un “suggerimento da casa” per intuire la preziosa risposta corretta. Troppo facile schierarsi con il Sì dopo un’estate trascorsa anche in compagnia di La Russa e Santanché a bordo di uno yacht in Costa Smeralda.
E il suggerimento, appunto, è arrivato da casa quando Giacomo Salvini è scivolato sulla buccia di banana e ha scritto che il rapper non risponde "per interposta persona". A quel punto, Fedez risponde, di avere già in programma l’ospitata di Gratteri, notoriamente per il NO. Una scelta di campo? NO. Una paraculata? NO. Un modo di fare campagna per il Sì ospitando il No? Chi può dirlo. Certo che è tutto così complicato. Quelli che tengono per il NO, perché non si mettono d’accordo con quelli che tengono per il Sì e non arrivano ad un accomodamento? Tipo un "Sì ma", oppure un "No ma". Una follia anche solo pensarci. Bisogna però tenere la barra dritta, non perdere di vista la stella polare in questo mare dove ogni tanto il vento politico cambia direzione e bisogna sapere come spiegare le vele pur tenendo fede alla propria bussola. E’ un’arte, prendere posizione e non lo si può fare in modo grossolano, perché sarebbe un po’ come scommettere clandestinamente sul cavallo sbagliato una somma eccessiva e al tempo stesso doverlo giustificare al fisco in caso di vittoria oppure tracollo. Anche chi scommette lo fa ponderando bene gli investimenti, diversificando il proprio portafoglio.
Lo Yacht dei nuovi potenti (La Russa, Santanché e pure Meloni ndr) è a favore del Sì, ma sposarne la causa pubblicamente non è detto che possa essere la soluzione per un podcast che si proclama indipendente. Inoltre, va detto che alla base della campagna per il referendum a favore della riforma per il Sì contro i magistrati corrotti, come santino o icona sotto la quale pregare vi è l’immagine di Bettino Craxi. Un’immagine esotica e drammatica quella del “cinghialone” (così venne soprannominato da Vittorio Feltri) ai tempi del Raphael con la sua schiena dritta a Sigonella, ed il suo esilio ad Hammamet. Mai nessuno di questi tempi così infestati di Sì, No, forse, che racconti come mai Craxi venne cecchinato fra tutti quelli che potevano essere cecchinati e l’hanno fatta franca. Craxi, ad esempio, insieme al presidente della camera di commercio italo-somala venne indagato nel filone dell’inchiesta sulla Cooperazione italiana in Somalia, dove a distanza di poco tempo venne giustiziata Ilaria Alpi insieme al suo operatore Hrovatin. Un esempio eh, poi che la sua epopea sia stata quella di un grande statista che per le sue decisioni coraggiose sia finito in disgrazia politica è indubbio. Però però però ecco, occorre cautela e Fedez lo sa bene. Occorre cautela perché per schierarsi apertamente c’è sempre tempo, ma per farlo in modo indiretto no, e bisogna cogliere la palla al balzo, qualunque essa sia, anche un giornalista che si sbilancia più di te. Se del Fatto Quotidiano, poi, è davvero una fortuna.