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24 agosto 2022

Cacciari: “Attentato a Dugin? È la guerra”. E sulla campagna elettorale italiana: “Miseria assoluta. Al lupo al lupo sulla Meloni, e Renzi con Calenda solo per...”

  • di Matteo Cassol Matteo Cassol

24 agosto 2022

Dalla guerra vera tra Russia e Ucraina e quella tragicomica della campagna elettorale italiana, Massimo Cacciari ne ha per tutti: “L’attentato a Dugin? C’è la guerra e questi sono gli effetti collaterali”, ci dice il professore. E aggiunge: “Da due secoli le guerre sono totali, coinvolgono le popolazioni e comportano atti di terrorismo. Questa è una guerra tra Stati Uniti e Russia. L’unica possibilità è che…” Sulla campagna elettorale: “Miseria assoluta. Mancano idee, mancano programmi, manca tutto. C’è il tentativo della Meloni di trasformarsi in europeista, e dell’altra parte un tentativo disperato di demonizzarla in tutti i modi”. E su Renzi e Calenda…
Cacciari: “Attentato a Dugin? È la guerra”. E sulla campagna elettorale italiana: “Miseria assoluta. Al lupo al lupo sulla Meloni, e Renzi con Calenda solo per...”

Da una parte la guerra vera, quella tra Russia e Ucraina, con tanto di attentato contro il filosofo Dugin e sua figlia. Dall’altra la guerra politica italiana, con una campagna elettorale in cui di pensatori non sembrano essercene molti (o, se ci sono, si nascondono bene): abbiamo chiesto di commentare questo e altro al professor Massimo Cacciari.

Professore, che idea si è fatto sull’attentato a Dugin e a sua figlia? Adesso si prendono di mira anche gli intellettuali?
C’è la guerra. E questi sono gli effetti collaterali, è ovvio. La guerra si combatte sempre anche sul fronte interno.

Secondo lei chi c’è dietro l’autobomba?
Chi può dirlo. Vista l’ideologia professata dall’uomo è più facile che ci siano gli ucraini. Ma comunque, cosa cambia la ricerca del colpevole… Non è un giallo in cui c’è l’assassino. Non è Agatha Christie, è una guerra tra nazioni con i loro alleati, da una parte e dall’altra.

A prescindere da chi sia stato, a questo punto è ipotizzabile un’ulteriore escalation nel conflitto?
Be’, la guerra prosegue, con tutto quello che la guerra comporta, soprattutto tra nazioni che hanno una rivalità e un’inimicizia secolare. E quindi continuerà e la guerra e la guerra: non ci sono più le guerre civili. Le guerre civili in Europa sono durate un secolo e mezzo, precisamente da metà Seicento fino alle guerre napoleoniche, poi sono state sempre guerre totali, che coinvolgono le popolazioni e comportano atti di terrorismo nei confronti delle popolazioni, che comportano attentati e che comportano tutto questo. Le guerre si combattono a 360 gradi nel mondo contemporaneo, cioè da due secoli a questa parte.

Che prospettiva vede, se la vede, perché questa guerra possa concludersi?
La prospettiva è unicamente che Stati Uniti e Russia si mettano assieme seduti a un tavolo e decidano di farla finita. Finché questi due, nessun altro, non si metteranno assieme e decideranno che a nessuno dei due conviene continuare, la guerra continuerà. È pacifico questo: è una guerra per interposta persona tra Stati Uniti e Russia. O fanno la pace loro, o non ci sarà mai la pace.

Massimo Cacciari
Massimo Cacciari

Venendo a cose più piccole, che ne pensa della campagna elettorale italiana?
Miseria assoluta. Una miseria assoluta. Mancano idee, mancano programmi, manca tutto. C’è il tentativo pieno di speranze della Meloni di trasformarsi in europeista eccetera, e dell’altra parte un tentativo questo più disperato di demonizzarla in tutti i modi, gridando “al lupo, al lupo” e “il fascismo, il fascismo”. Una miseria cupa.

E, dopo il teatro con Letta e il Pd, l’alleanza Calenda-Renzi, che neanche si fanno vedere in pubblico assieme?
Gli conviene non farsi vedere assieme. Gli conviene fingere di essere in due, così prendono più voti. Il problema per Renzi era che non arrivava al 3% da solo, ma sicuramente Renzi e Calenda separati complessivamente avrebbero preso più voti. È che Renzi rischiava di non fare neanche un deputato, anzi era certo di non arrivare neanche al 3% e quindi si è messo con Calenda.

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