Perché Grazia Sambruna ha ragione? Molto semplice. Anche se durante la diretta di Non è la TV di FanPage ha ammesso di non aver visto la puntata del Pulp Podcast con ospite la premier Giorgia Meloni, è riuscita a fare un’analisi chirurgica di ciò che è successo in quei 55:56 minuti: un’azione propagandistica in piena regola, volta (ovviamente) a favorire la vittoria del Sì all’ormai imminente referendum sulla giustizia. Al massimo - data la mancata visione della puntata da parte sua - si potrebbe pensare che Sambruna sia una veggente, oppure semplicemente che aveva sgamato i due del Pulp prima del previsto. In entrambe le ipotesi, chapeau.
Perché gli obiettivi di certe operazioni mediatiche appaiono evidenti e questa puntata di Pulp Podcast si era già svelata a partire dalla promo. Sicuramente guardarla avrebbe permesso di trarre più spunti a sostegno di questa tesi: Fedez e Mr. Marra hanno volutamente servito un assist alla premier.
D’altronde - per chi se lo fosse dimenticato - il podcast è di Fedez, un personaggio che è passato dal sostenere il DDL Zan e smaltarsi le unghie - e farci pure la marchetta sulla sua stessa collezione di smalti - a presentarsi ad Atreju e dichiarare che Salvini fosse un patatone e quanto gli fosse stato vicino durante la malattia (per citarne alcune).
Pulp Podcast è un prodotto di un uomo-bandiera che, con la scusa del “solo gli stupidi non cambiano idea”, ha sempre appoggiato visivamente fazioni politiche per interessi tutt’altro che ideologici, prima una e poi l’altra parte. Se credete che Pulp Podcast, e quindi Fedez, sia imparziale e non schierato forse dovreste togliervi i prosciutti dagli occhi.
Stupisce che tra i commenti contro Grazia Sambruna ci siano utenti che la etichettano come “schierata” e che gli stessi utenti ritengano il podcast imparziale. Qualora Sambruna fosse davvero schierata a prescindere, potremmo dire che il bue dice cornuto all’asino.
Da anni ormai Fedez è ben posizionato a destra, sarà per questo che nella “puntata incriminata” i suoi interventi sono pressoché inesistenti; strano se si pensa che è noto più per interrompere i suoi ospiti che per le sue canzoni.
E infatti ad esporsi di più in merito alla “puntata incriminata” non è lui, ma l’altro.
Mr. Marra risponde alle domande dei giornalisti dopo la puntata, Mr. Marra interagisce di più con la premier durante la puntata. Mr. Marra viene usato come paravento laddove Fedez non ha più credibilità. Invece, Marra è “l’uomo di sinistra” che non ha paura di porre domande scomode alla Meloni, che la provoca e che la mette in difficoltà: ma in quale film?
Semmai Mr. Marra in questo sceneggiato ricopre il ruolo dell’intellettuale critico che serve per equilibrare una situazione che propende vistosamente dalla parte del Sì e ovviamente l’operazione fallisce agli occhi dei più attenti. Quando gli viene fatto notare di essere stato un po’ troppo morbido nelle domande, lui risponde che è stato un problema di tempistica. Un po’ come quando non facevi i compiti a casa per poi giustificarti con la maestra l’indomani con un banale: “l’ho dimenticato”.
Davide Marra si atteggia a radical chic per ripulire lo sporco intento di fare propaganda a Meloni e alle sue idee, ma l’operazione fa acqua da tutte le parti.
Eppure va riconosciuto che si tratti di una strategia di comunicazione scaltra se si pensa che, ancor prima del caricamento della puntata, i due di Pulp sono stati accusati proprio di voler favorire la vittoria del sì. Con questa parac*lata sono riusciti a dividere l’opinione pubblica e insabbiare i loro reali intenti e poi, non meno importante, si sono guadagnati l’attenzione mediatica che fa gola a tutti. “Era già tutto previsto”, canta Riccardo Cocciante.
Fedez - proprio lui - che fa un passo indietro per lasciare spazio a Mr. Marra doveva già essere un indizio visibile e invece no, qualcuno si è fatto fregare un’altra volta.
E per consacrare i due a nuove promesse del giornalismo imparziale è bastata una frase di Grazia Sambruna.
L’opinionista ed editorialista ha scelto di non regalare views a uno spettacolo circense, ma la verità è che anche se avesse visto la puntata non sarebbe cambiato nulla; inoltre, a giudicare dai meme contro di lei che stanno circolando sul web, viene da pensare che il pubblico di Pulp Podcast è specchio di chi lo produce, ovvero tutt’altro che giusto, imparziale ed “educato”.
Ospitare Giorgia Meloni a tre giorni dal referendum è stata tutt’altro che un’azione casuale e questo Grazia Sambruna l’ha capito più di chi si è sorbito tutti i 55:56 minuti di manifesto meloniano. Cara Grazia, non ti sei persa niente!
O meglio, ti sei persa un finto contraddittorio inscenato dai due, con attore protagonista Mr. Marra che con tono “educato di chi non vuole fare caciara” si è meritato il primo premio di questo teatrino. Sempre a Non è la TV, Mr. Marra ha dichiarato che voterà No, il punto è: chi ci crede?