image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

Calenda si tatua il tridente ucraino e Lilin ci va giù duro: “Un simbolo grave come la svastica”. Ma Carletto lo sa?

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

11 novembre 2025

Calenda si tatua il tridente ucraino e Lilin ci va giù duro: “Un simbolo grave come la svastica”. Ma Carletto lo sa?
Un simbolo che è diventato famosissimo in questi anni di guerra tra Russia e Ucraina. Zelensky lo ha cucito sulle sue felpe e ha fatto il giro del mondo, i militari ucraini lo hanno sulle divise. E ora Carlo Calenda se l’è tatuato sul braccio. Ma sicuri che sia un simbolo davvero di pace? Ecco cosa ne pensa lo scrittore Nicolai Lilin

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Carlo Calenda ha più successo come difensore della causa ucraina che come leader di un partito di centro e moderato. E la verve con cui in tv attacca gli interlocutori che dall’inizio del conflitto criticano l’Occidente (e in particolare Nato, Usa e Regno Unito) lo ha reso famoso persino all’estero. L’ultima lite con Jeffrey Sachs in una puntata di Piazzapulita, quando Calenda ha sostanzialmente accusato l’economista di essere un bugiardo, è diventata virale su X. Ora Calenda passa al livello successivo e decide di dimostrare definitivamente la sua totale dedizione alla causa ucraina tatuandosi il simbolo del tryzub, il tridente dei principati medievali della Rus’ di Kiev, vietato durante il periodo sovietico e riadottato solo nel 1992, con l’indipendenza dall’Urss. 

Il tatuaggio di Carlo Calenda
Il tatuaggio di Carlo Calenda

Un simbolo che ha legami con il nazionalismo ucraino e che, insieme ai colori della bandiera e allo slogan “Slava ukraini!”, è diventato l’emblema della “resistenza ucraina” all’invasione russa. Sotto al post con la foto del tatuaggio, tuttavia, Calenda è stato molto criticato. Un utente ha scritto: “Sono molto vicino all’Ucraina ma così è un po’ troppo… i simboli hanno significati molto profondi e vanno lasciati ai legittimi proprietari”. 

Carlo Calenda contro Jeffrey Sachs a Piazzapulita
Carlo Calenda contro Jeffrey Sachs a Piazzapulita

Un altro ha ironizzato: “A questo punto sto iniziando a rivalutare chi ha tatuato il nome dell’ex”. E un altro: “Ribadisco la domanda che feci tempo fa: Carlo ma quando eri piccolo un Russo ti ha rubato la fidanzatina?” C’è anche chi gli chiede la data in cui partirà per il fronte: “La brigata Parioli parte o resta sul divano a fare il tifo?” E a questo coro si aggiunge anche l’opinione dello scrittore Nicolai Lilin, che ha appena pubblicato per Piemme Putin atto secondo: Come lo zar si è ripreso la scena internazionale e a cui abbiamo chiesto un commento: “Calenda, se veramente vuole fare qualcosa per il suo amico Zelenskij, dovrebbe prendere le armi e andare in prima linea a combattere. Perché in Italia ha ormai infastidito tutti con la sua polemica degradante e la sua posizione filo-nazista”. 

"Putin anno secondo" di Nicolai Lilin (Piemme, 2025)
"Putin anno secondo" di Nicolai Lilin (Piemme, 2025)

Secondo Lilin, infatti, lo tryzub sarebbe in realtà “un simbolo altrettanto negativo come la svastica nazista. I boia nazisti di Stephan Bandiera, fedele collaboratore di Hitler, che massacravano gli ebrei, bielorussi, russi, ucraini, moldavi, polacchi, ungheresi e slovacchi durante la Seconda Guerra Mondiale, usavano proprio questo simbolo per contraddistinguersi.” Il riferimento è al simbolo dell’Oun-B, la corrente estremista dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini guidata da Bandera, un cerchio rosso con all’interno una croce iscritta in un triangolo rovesciato e al centro proprio il tridente ucraino. 

Il simbolo dell'Oun-B
Il simbolo dell'Oun-B

Lilin fa anche notare che il simbolo è stato utilizzato in un monumento inaugurato nel 2024 a Domostawa, in Polonia, il Memoriale alle vittime del genocidio nelle terre di confine orientali, che ricorda i massacri di polacchi in Volinia e Galizia orientale per mano dell’Upa, l’Esercito insurrezionale ucraino, l'ala militare dell'Oun-B guidato da Bandera, tra il 1943 e il 1945: “In effetti, nel monumento polacco alla memoria dei civili massacrati dagli ucronazisti durante il massacro di Volinia, è raffigurato un bambino polacco infilzato proprio su un tridente, come quello che si è tatuato il senatore Calenda”. Insomma, per Lilin, tutt’altro che un simbolo di pace. 

Il "Memoriale alle vittime del genocidio nelle terre di confine" a Domostawa inaugurato nel 2024
Il "Memoriale alle vittime del genocidio nelle terre di confine" a Domostawa inaugurato nel 2024

More

Israele vuole legalizzare la pena di morte per i palestinesi con una finta legge sul terrorismo

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Ultima fase

Israele vuole legalizzare la pena di morte per i palestinesi con una finta legge sul terrorismo

"Le guardie svizzere non sono naziste", ma l'incidente in San Pietro inguaia il Vaticano con Israele. Ce lo spiega il vaticanista Nico Spuntoni

di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

mannaggiamaronn

"Le guardie svizzere non sono naziste", ma l'incidente in San Pietro inguaia il Vaticano con Israele. Ce lo spiega il vaticanista Nico Spuntoni

A House of Dynamite su Netflix racconta bene di come la Guerra Fredda non sia mai davvero finita. E per l’escalation nucleare nessuno è pronto, nemmeno gli Usa

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

"Fine di mondo"

A House of Dynamite su Netflix racconta bene di come la Guerra Fredda non sia mai davvero finita. E per l’escalation nucleare nessuno è pronto, nemmeno gli Usa

Tag

  • Carlo Calenda
  • Attualità
  • Politica
  • Ucraina
  • guerra Russia-Ucraina
  • Russia
  • Putin
  • intervista
  • Nicolai Lilin

Top Stories

  • [VIDEO] Delitto di Garlasco: “Hanno tutti paura di una famiglia e di una persona”. Le nuove cannonate di Alessandro De Giuseppe (Le Iene) anche su “telefonate per incastrare”, “DNA comparso”, uomini dello Stato e testimoni “che hanno parlato”

    di Emanuele Pieroni

    [VIDEO] Delitto di Garlasco: “Hanno tutti paura di una famiglia e di una persona”. Le nuove cannonate di Alessandro De Giuseppe (Le Iene) anche su “telefonate per incastrare”, “DNA comparso”, uomini dello Stato e testimoni “che hanno parlato”
  • Delitto di Garlasco: cosa c’è oltre Stasi, Sempio e la pista familiare? Le misteriose feste in villa di cui (forse) s’è parlato troppo poco

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: cosa c’è oltre Stasi, Sempio e la pista familiare? Le misteriose feste in villa di cui (forse) s’è parlato troppo poco
  • [VIDEO] Delitto di Garlasco: ma l’avete letto il labiale di De Giuseppe (Le Iene) a Zona Bianca? Signori, viene giù tutto davvero

    di Emanuele Pieroni

    [VIDEO] Delitto di Garlasco: ma l’avete letto il labiale di De Giuseppe (Le Iene) a Zona Bianca? Signori, viene giù tutto davvero
  • Delitto di Garlasco: la “roba” di Stefania Cappa e le parole del genetista Fabbri sui capelli di Chiara Poggi? Ok i fatti, ma occhio con le suggestioni

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: la “roba” di Stefania Cappa e le parole del genetista Fabbri sui capelli di Chiara Poggi? Ok i fatti, ma occhio con le suggestioni
  • Delitto di Garlasco e “sistema Bruzzone”: Bacco sbotta contro la criminologa (che forse ha esagerato)

    di Michele Larosa

    Delitto di Garlasco e “sistema Bruzzone”: Bacco sbotta contro la criminologa (che forse ha esagerato)
  • Caso Signorini, vendita gruppo Gedi, Elkann non ha più bisogno della stampa ma delle piattaforme, unico modo per spegnere quelli come Corona. È il potere che cambia pelle, bellezza

    di Antonio Mancinelli

    Caso Signorini, vendita gruppo Gedi, Elkann non ha più bisogno della stampa ma delle piattaforme, unico modo per spegnere quelli come Corona. È il potere che cambia pelle, bellezza

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Esclusi dalla conferenza sulle droghe e bloccati dai poliziotti. In Italia c’è ancora chi non si arrende alla criminalizzazione della cannabis: intervista ad Antonella Soldo di Meglio Legale

di Domenico Agrizzi

Esclusi dalla conferenza sulle droghe e bloccati dai poliziotti. In Italia c’è ancora chi non si arrende alla criminalizzazione della cannabis: intervista ad Antonella Soldo di Meglio Legale
Next Next

Esclusi dalla conferenza sulle droghe e bloccati dai poliziotti....

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy